Dietro le quinte

Due pregevoli opere, edite dagli Amici della Scala, per comprendere la mole di lavoro che mani – nella maggior parte dei casi, anonime – portano avanti perché si rinnovi, ogni volta, la magia di uno tra i palchi più prestigiosi d’Europa.

Il volume Incantesimi illustra, con un ricco apparato iconografico, la nascita di 25 rappresentazioni del Teatro alla Scala, partendo da l’Italiana in Algeri (di Gioacchino Rossini, nel 1933) per arrivare a Cinderella (di Sergej Sergejevič Prokof’ev, proposta nel 2015).
Scatti dal vivo, costumi e particolari degli stessi, oltre alle scene che ne hanno ricreato lo sfondo, si alternano ai disegni e ai bozzetti dei figurinisti in un percorso per immagini che restituisce, unitamente al gusto dell’epoca, la viva testimonianza dell’evoluzione della storia del costume teatrale. Un percorso, quello tracciato dall’autrice – Vittoria Crespi Morbio – che dimostra, innanzi tutto, l’accuratezza e la maestria dimostrati, negli anni, da costumisti, scenografi ma anche addetti alla sartoria e tecnici.
Dall’intervista a Cinzia Rosselli, responsabile della sartoria del Teatro alla Scala, si evince in particolare l’importanza del collante che unisce regista, costumista e sartoria e che permette di arrivare ai livelli di efficienza e precisione mostrati nel presente volume. Non vanno però sottaciuti i problemi che sono emersi negli anni 90 e che, come dichiara l’intervistata, hanno portato – per ragioni economiche – a restrizioni rispetto all’utilizzo della sartoria stessa. Una tendenza che, solo negli ultimi anni, sembra si sia finalmente invertita.
Attualmente, è bene sottolineare che la sartoria presso il teatro ha compiti limitati in quanto il grosso della lavorazione è stato trasferito all’Ansaldo – unitamente al magazzino costumi, con quasi 60.000 capi, che precedentemente era in deposito in Bovisa.
Tra le rarità che si scoprono nel volume – utile sia all’esegeta che allo spettatore curioso – è che, alla creazione dei costumi, negli anni, hanno contribuito anche pittori di fama, quali Giorgio de Chirico, Alberto Savinio e Mario Sironi.
Incantesimi permette di apprezzare – grazie anche a un’impostazione puntuale e al concreto e ricco apparato fotografico – il complesso delle realizzazioni sartoriali, che hanno contribuito e contribuiscono tutt’oggi al successo degli allestimenti scaligeri.

Il secondo volume (anch’esso pregevole e molto ben curato nella forma e nel contenuto) è  un riconoscimento, peraltro dovuto, a Giulio Coltellacci, il quale ha dedicato 40 anni della propria esistenza all’universo scenografico – dividendosi fra teatro e cinema e non disdegnando la realizzazione diretta dei suoi fondali.

Coltellacci. Teatro Cinema Pittura ha anche il pregio di essere scritto in italiano e in inglese, il che permetterà di raggiungere un pubblico indubbiamente più vasto.
Le tavole rendono, rispetto alla sola scrittura, ancora più evidente la poliedrica e fantasiosa attività di Coltellacci che, nell’arco di quattro decenni, ha positivamente contaminato il proprio io artistico collegandolo alle esigenze della rappresentazione. Lo stesso, infatti, inizia a lavorare come assistente del pittore e scenografo Aldo Calvo, nei primi anni 40. Nel ’46 partecipa alla prima Mostra Internazionale di Scenografia, in una galleria romana, unitamente ad artisti quali Gino Severini, Giorgio de Chirico e Felice Casorati.
Pregevoli, inoltre, i suoi disegni di carattere surrealistico e infantile, che illustreranno le pagine di Vogue per un decennio, dalla fine degli anni 40.
Coltellacci entra in contatto con il cinema partecipando alla realizzazione di Rebecca – chiamato dal regista Guido Salvini per curarne i costumi, improntati a una foggia molto classica e aristocratica. La felice collaborazione tra i due continuerà, alternandosi ai lavori ideati e realizzati per il mondo teatrale in diverse città italiane. Negli anni, il genio di Coltellacci sarà sempre più apprezzato da registi del calibro di Giorgio Strehler, che lo farà debuttare come scenografo al Piccolo Teatro di Milano e, successivamente, alla Scala.
Con Il Cordovano, nel 1949, opera in un atto di Goffredo Petrassi, realizzerà costumi e scene che mostreranno, indubitabilmente, l’influenza delle frequentazioni parigine dell’artista. La sfarzosità dei costumi, in particolare, diventerà una delle sue caratteristiche e la si riscontrerà in molte sue realizzazioni di questi anni.
Nel 1950 curerà le scene e i costumi per La bella addormentata di Pëtr Il’ič Čajkovskij, con direttore musicale Nino Sonzogno e la splendida Margot Fonteyn nella parte della principessa Aurora: questa è la sua prima partecipazione all’allestimento di un balletto, perfetto per le sue scenografie rarefatte e i ricchi costumi.
Da questa data in poi, Coltellacci si dedicherò anche al mondo patinato della rivista.

Nel frattempo, continueranno anche le collaborazioni cinematografiche e, dagli inizi degli anni 60, la sua arte sposerà il palcoscenico multicolore dei musical.
Il volume rende appieno il valore del lavoro creativo e multidisciplinare di Coltellacci nei quaranta anni che ha dedicato al mondo dello spettacolo, in senso lato, e della sua originalità e competenza.
L’ottima cronologia, in chiusura, permette una rapida consultazione per lo studioso in cerca di informazioni precise sui suoi lavori. Mentre l’apparato iconografico restituisce anche visivamente il senso di un percorso artistico e umano pregevoli.

Sfogliare questi due volumi – entrambi di Vittoria Crespi Morbio – voluti dagli Amici della Scala, offre anche la possibilità di vedere quanto si investisse a livello pubblico e privato, solo fino a pochi anni fa, nei teatri e nelle arti in generale. E come l’universo teatrale desse davvero la possibilità di esprimere il meglio di sé ai talenti che vi lavoravano a tutti i livelli.

Libro edito per i 40 anni degli Amici della Scala:

Incantesimi
I costumi del Teatro alla scala dagli anni Trenta a oggi
di Vittoria Crespi Morbio

© 2017, Associazione Amici della Scala Milano

Grafiche Step Editrice Parma
Copertina rigida, 312 pagine

Per la Collana Sette Dicembre:
Coltellacci
Teatro Cinema Pittura
di Vittoria Crespi Morbio

© 2017, Associazione Amici della Scala Milano

Grafiche Step Editrice Parma
Copertina rigida, 280 pagine

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