Ritratti d’Autore

In questo particolare momento che tutto il mondo sta vivendo, Max Nardari, regista, autore, produttore e cantautore, dopo aver scritto brani per artisti italiani e dopo film per cinema, tv e spot, ha voluto celebrare il proprio percorso artistico con una iniziativa per lui transmediale e sperimentale: un videoclip musicale in animazione, dal titolo Fragile. Abbiamo avuto il piacere di farci raccontare da questo poliedrico artista la nascita del progetto e altre interessanti curiosità.

Fragile è un figlio partorito proprio in occasione di questo momento o era un’esigenza da lei già fortemente sentita? E come è nata la collaborazione con Emiliano Leone?
Max Nardari: «Fragile è uno dei brani dell’album che sto preparando, la cui uscita è prevista per gli inizi del 2021. Ho deciso di proporre da subito questo singolo proprio a seguito di questo assurdo periodo che stiamo vivendo, che è rispecchiato a mi modo di vedere perfettamente nel testo. Il videoclip, tutto in animazione che ho realizzato in co-regia con Emiliano Leone, esperto di VFX e mio collaboratore da tanti anni nei miei film, ha un’anima ecologica. Mette in luce un pianeta in cui gli esseri umani sono invitati a risvegliarsi, ripartendo proprio dalle loro fragilità che non va intesa come debolezza ma come risorsa. Nella sofferenza si trovano gli spunti per ripartire, per diventare migliori perché fa parte della vita, come il buio si alterna alla luce. Avere sensibilità potrebbe sembrare un vero tallone d’Achille, in realtà ci permette di assaporare pienamente tutta la bellezza che ci è offerta».

Fragile è dunque il primo tassello di questo suggestivo disco. Ci può dare alcune anticipazione su alcuni degli altri brani che completeranno questo interessante lavoro?
M. N.: «Fragile è un primo di undici o dodici brani pop elettronici che riprendono sonorità dagli anni ’80 e ’90,oggi tornate di moda. La scelta dell’inglese è dettata proprio dalla ritmica che ammicca un po’ al mondo dance. Alcuni brani faranno sicuramente parte della colonna sonora dei prossimi miei film e anche per questo sono stati cantati in lingua straniera. So che in Italia i discografici scoraggiano a cantare in inglese, tanto che molti artisti come Elisa ormai cantano solo in italiano, ma il fatto di essere indipendente e libero da qualsiasi vincolo, mi ha permesso di seguire l’istinto al di là di ogni schema».

Un pipistrello, le nubi, le corsie degli ospedali col personale medico in allarme, e poi un paracadute tra tante mongolfiere sospese in cielo, con queste ultime ha voluto rappresentare nel videoclip la sospensione di tutti i popoli colpiti dal virus o altro?
M. N.: «Il videoclip inizia volutamente in modo cupo e drammatico per poi dare un forte messaggio di speranza con l’immagine metaforica di paracaduti e mongolfiere dai mille colori che indicano leggerezza e salvezza, tanto che chi si lancia dai palazzi lo fa perché ha qualcosa a cui aggrapparsi. Spero che ci sia un risveglio collettivo, quello che è accaduto con la pandemia deve avere un significato profondo, non dobbiamo vederlo solo come una tragedia ma come un’opportunità, in quanto in ogni situazione negativa c’è sempre una spiegazione, ce lo insegna la storia».

“Stay home save lives” si legge su dei cartelloni all’interno di Fragile; quali sentimenti hanno attraversato la sua persona durante il lockdown?
M. N.: «Come tutti, sono rimasto inizialmente spaventato e smarrito, poi pian piano ho voluto reagire e utilizzare “l’isolamento forzato” e dare libero sfogo alla mia creatività.
Mai come in questo periodo sono stato così concentrato su tanti progetti: ho realizzato con Emiliano Leone il videoclip in animazione di Fragile, ho impostato tutti gli arrangiamenti del prossimo album, che ora è in mano al produttore artistico Francesco Arpino, e ho iniziato a scrivere un libro motivazionale sulla creatività».

Per costruire un Hotel della Speranza (Hope), in riferimento alle immagini del videoclip, secondo lei di cosa ha bisogno l’uomo e quale dovrebbe essere la stanza più importante dell’edificio?
M. N.: «Per costruire “l’hotel della speranza” l’uomo ha bisogno di aprire finalmente il proprio cuore e donare amore. Questo concetto viene rafforzato dalla scritta “love” che resta visibile sul cartellone che viene strappato dal vento. Nulla nel videoclip è a caso, abbiamo infatti utilizzato simboli e metafore per cercare di arrivare a tutti in modo incisivo».

Ha nel cassetto, o comunque in mente, altri progetti nati sempre durante la pandemia da presentare sul grande o piccolo schermo?
M. N.: «Durante la quarantena ho riscritto l’intera sceneggiatura del mio prossimo film dal titolo Fuori tutti che, Covid19 permettendo, spero di girare nei primi mesi del 2021.
Ho anche preparato un cortometraggio sul mondo degli influencer, con protagonisti Daniela Poggi, Massimo Dapporto e Martina Stella, le cui riprese dovrebbero iniziare la prossima primavera».

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