Lucia Fiumi | MEA concerti

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Lucia Fiumi | MEA concerti, articolo di "Marco Zuccaccia" su Persinsala
giovedì , 17 Ottobre 2019
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L’Associazione Umbra della Canzone e Musica d’Autore ha lanciato un allarme. Esiste il concreto pericolo che Perugia possa perdere i grandi concerti al PalaEvangelisti, unica struttura in Umbria in grado di poterli ospitare. Ne abbiamo parlato con Lucia Fiumi, presidente dell’Associazione.Alla base di tale preoccupazione vi è il fatto che alcune delle principali tournée di artisti …

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L’Associazione Umbra della Canzone e Musica d’Autore ha lanciato un allarme. Esiste il concreto pericolo che Perugia possa perdere i grandi concerti al PalaEvangelisti, unica struttura in Umbria in grado di poterli ospitare. Ne abbiamo parlato con Lucia Fiumi, presidente dell’Associazione.

Alla base di tale preoccupazione vi è il fatto che alcune delle principali tournée di artisti italiani e internazionali di spicco si concentrino fra i mesi di marzo e maggio, periodo che andrebbe a sovrapporsi agli impegni sportivi della locale squadra di pallavolo impegnata in Serie A1. Una situazione che rischia di bloccare un settore trainante per la Regione con il suo indotto turistico, se non si troverà una soluzione che possa conciliare eventi e attività sportiva.

Su alcuni quotidiani locali abbiamo letto la notizia di un possibile rischio per lo svolgimento della data umbra del tour di Giorgia a causa di una presunta indisponibilità del PalaEvangelisti. Può dirci cosa è successo?
Lucia Fiumi: «Il tour di Giorgia è ben pianificato e la data di Perugia non è mai stata a rischio. Abbiamo una PEC del gestore Kronogest, che resterà tale fino al 31 dicembre di quest’anno, che ci dà conferma della disponibilità del Palazzetto per quella data. Il vero problema è avere la disponibilità della struttura per gli altri eventi che stiamo programmando».

Dall’inizio del prossimo anno chi sarà il vostro referente per l’organizzazione di eventi al Palasport?
LF: «La Kronogest ha rinunciato alla gestione del PalaEvengelisti e il Comune di Perugia ha deciso gestirlo esso stesso. Sappiamo che il Comune ha ipotizzato di ricavare introiti da otto grandi concerti l’anno. In realtà, non sarà così se la situazione non troverà una svolta. Nel periodo che va da settembre a giugno del prossimo anno ci saranno infatti solo tre concerti».

Si tratta in ogni caso di ipotesi, come ci indicava, la situazione sembrerebbe tutt’altro che delineata.
LF: «La polemica si è accesa perché noi abbiamo portato delle date precise, contro delle ipotesi di gare e allenamenti che ci saranno al conseguimento di certi risultati sportivi da parte della squadra di volley. Avremmo avuto piacere di ricevere una telefonata dal patron della Sir Safety Conad Perugia in quanto il PalaEvangelisti non è una struttura di proprietà privata, ma pubblica. Per vocazione dovrebbe essere una struttura polifunzionale, anche se nasce per lo sport. Si tratterebbe di un indotto per il Comune che ora lo ha ripreso in gestione e al quale servono anche gli introiti derivanti dai concerti».

A suo avviso, esiste il reale pericolo che Perugia e l’Umbria possano perdere i grandi concerti?
LF: «Si tratta di un problema occorso anche ad altre strutture che stavano organizzando eventi importanti. Le grandi produzioni fanno dei booking avendo delle disponibilità ben precise e solitamente non aspettano per molto tempo per avere delle conferme».

Quando ci parla di altre strutture si riferisce all’Umbria oppure a altre regioni?
LF: «In molte regioni esistono delle strutture ben consolidate e specifiche per eventi di questo tipo che sono differenti da quelle usate per lo sport. L’Umbria è una regione piccola con un bacino di utenza limitato. L’attenzione delle amministrazioni dovrebbe essere superiore a quella che si ha in regioni dove il mercato può sopperire da solo alle carenze strutturali. Sarebbe logico che l’amministrazione locale non si facesse sfuggire certe possibilità, come già accaduto in passato con lo stadio Renato Curi dove i grandi eventi non si svolgono più per obsolescenza dello stesso. Si tratta di un mercato ristretto che va comunque salvaguardato perché sede di manifestazioni importanti quali Umbria Jazz».

Quali sono i periodi critici in cui può esserci una sovrapposizione di date fra spettacoli e sport?
LF: «Nei tour esistono situazioni ben consolidate. A livello logistico un artista si esibisce al centro-sud in determinati mesi e al centro-nord in altri. Solitamente l’Umbria viene inclusa nei periodi che vanno da settembre a inizio novembre, oppure da marzo a inizio maggio. La seconda parte è quella più critica perché il calendario dei playoff di volley viene stilato al conseguimento del risultato sportivo delle squadre nella prima parte della stagione. Occorre tenere in considerazione per i concerti anche il tempo necessario al montaggio e smontaggio del palco e delle relative strutture. Quindi tempi che vanno a occupare non solo il giorno in cui l’evento si svolge. Trovo importante il fatto che Perugia abbia una propria squadra nella serie A di volley, purtroppo in questo momento non esistono soluzioni diverse».

Per quanto riguarda la seconda parte della stagione, avete già pianificato il calendario degli eventi?
LF: «In genere stiliamo un calendario che include circa sei/sette eventi. Per quanto riguarda i concerti, abbiamo già inserito Brunori Sas all’Afterlife club di Perugia il 25 marzo. La prima parte del nostro calendario termina il 2 febbraio con Pintus, già sold-out come Caravaggio di Sgarbi, ma anche Patty Pravo sta andando bene nelle vendite. Quando c’è la disponibilità dell’artista, c’è anche una risposta positiva di pubblico. Non abbiamo problemi di vendite perché sappiamo cosa proporre, mentre il problema come abbiamo detto sono gli spazi a disposizione».

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