Ritratti d’Autore

Pungente, entusiasmante e adorabile, è Debora Villa, una delle comiche più apprezzate nel panorama artistico italiano. L’abbiamo incontrata in occasione della presentazione del suo ultimo libro Donne che corrono dietro ai lupi, opera di una donna innamorata del suo lavoro sul palco tanto da dire: «Il live per me è sempre la migliore occasione per fare l’amore con il pubblico».

Si parla spesso in questo periodo di crisi, delle difficoltà che tutti stiamo attraversando nella quotidianità, che poi inevitabilmente si ripercuotono sull’umore, ma per un comico è davvero diventato più difficile far ridere?
Debora Villa
: «La risata è vita, la risata è salvifica e cura anche le malattie. Fermo restando che gli ultimi episodi di cronaca rimangono comunque agghiaccianti, la voglia di sorridere fa parte della struttura dell’essere umano, e delle sue necessità, quindi non penso che sia diventato più complicato far ridere. Se si guarda fuori dalla finestra: il cielo è azzurro e splende il sole».

Cinema, televisione, teatro, radio e libri, non manca davvero niente alla sua carriera, tutto qua o bolle qualcosa ancora in pentola per il futuro.
D. V.
: «Oltre al libro ho aperto una società di produzione che si chiama Si può fare Production – citando una celebre frase del film Frankenstein Junior – insieme alle mie collaboratrici e autrici, Alessandra Torre e Francesca Micardi, ma si tratta di un progetto allo stato embrionale. Poi, visto il successo televisivo di Benvenuti a Tavola, posso dire che è molto probabile che il programma abbia un seguito, e ci sono anche altre proposte interessanti, ma per ora nulla di concreto».

Cercando su Internet o chiedendo in giro chi sia Debora Villa, in molti la identificano soprattutto come Patty di Camera Cafè, eppure tra la bruttina stagionata e un po’ sfigata e la Debora di Uomini che corrono dietro i lupi, ci sono differenze abissali, le fa piacere comunque l’etichetta?
D. V.
: «Sperando che le differenze tra Patty e Debora siano a migliorare, in verità non mi pesa questa etichetta, anzi: ogni volta che qualcuno mi saluta per strada dicendomi: «Ciao Patty», io ricambio sempre, dato che per quel personaggio provo ancora molto affetto a distanza di anni. D’altronde, non essendo Sharon Stone, non posso di certo prendermela, penso se la prenderebbe di più Charlize Theron se la salutassero chiamandola Monster. In realtà Patty è un personaggio colorato, vivo e per niente legato al divismo, quindi in parte mi rappresenta e non la rinnego in niente».

Le tue satire e i tuoi monologhi hanno come bersaglio gli uomini e i loro difetti basandosi su tesi inappuntabili. Ma allora per le donne c’è ancora speranza di trovare il Principe Azzurro?
D. V.
: «Posto che il Principe Azzurro non esiste – perché uno che si presenta con i leggings attillati e su un cavallo bianco è gay: a noi donne piacciono gli uomini, con tutti i loro difetti. Io, però, non cerco di colpire solamente i maschi, ma altresì le donne, che perdono tempo sperando di piacere ai loro compagni, di essere fighe, con la palestra, il trucco,.. e quando si rendono conto di fallire nel tentativo,cambiano tattica e cercano di essere utili in casa, con i figli, commettendo un grave errore. Io bacchetto le grossolanità degli uni e delle altre. I maschi, però, offrano maggiori spunti: è un dato di fatto, ma ultimamente anche loro stanno capendo che c’è sempre meno richiesta di un uomo conquistatore e prevaricatore, mentre l’uomo bello è quello che può essere padrone di casa senza usare la forza come unica virtù, ma come una tra tante».

Sappiamo che lei è mamma orgogliosa di esserlo, eppure ha sempre riconosciuto le difficoltà di questo mestiere, ora come ora è più difficile crescere una figlia o far ridere una platea di soli uomini?
D. V.
: «Sicuramente la prima, per la seconda ci metto un attimo, anche mio malgrado. Crescere una bambina è un mondo a parte, dove ci si deve interrogare continuamente se si è fatto bene o male. Chiediprima all’amica, poi alla pediatra, come rendere più chiara possibile la vita a questa ceratura e ti senti sempre in riunione! Gli uomini, in fondo, mi adorano: non faccio comizi, non assegno voti o giudizi, ma li conduco a una riflessione sui loro difetti e loro ridono con me. Io, d’altronde, punto molto sul feeling che si crea. Anche con Rafael Didoni – che è il mio partner – c’è complicità, pur essendo apparentemente diversi, e il tutto culmina con un’energia che rende ogni mio spettacolo un momento unico… e mi sento di aggiungere, anche ogni intervista».r

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