Carmen Consoli

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Carmen Consoli, articolo di "Marco Zuccaccia" su Persinsala
giovedì , 17 Ottobre 2019
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Carmen Consoli ha debuttato a Foligno con il suo nuovo tour teatrale, piantando il seme di questa nuova avventura nella città umbra. La cantantessa ha scritto gli ultimi arrangiamenti a Foligno e porterà un pezzo della città con sé nel nuovo tour. Le abbiamo posto alcune domande. La Carmen ‘mamma’ e la Carmen ‘artista’ sono in …

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carmen-consoli-biglietti-3Carmen Consoli ha debuttato a Foligno con il suo nuovo tour teatrale, piantando il seme di questa nuova avventura nella città umbra. La cantantessa ha scritto gli ultimi arrangiamenti a Foligno e porterà un pezzo della città con sé nel nuovo tour. Le abbiamo posto alcune domande.

La Carmen ‘mamma’ e la Carmen ‘artista’ sono in equilibrio fra loro? Come lo raggiunge?

Carmen Consoli: «Sono un’equilibrista. Ogni giorno devo trovare questa condizione. Non lo faccio tanto per me, ma per rispetto di chi mi sta intorno. E’ importante che io riesca a raggiungere questa idea, o almeno, questa intenzione, perché è brutto circondarsi di disarmonia. Io sono una musicista e vivo per l’armonia. Se c’è una dissonanza, c’è perché voluta. Ho vissuto il tutto con naturalezza. Mio figlio è arrivato al momento giusto, così come la musica è arrivata al momento giusto. Le due cose si conciliano fra loro: mio figlio partecipa a quello che faccio, a volte i pezzi non gli piacciono e lo fa capire. Mio figlio suona con me e allo stesso tempo, insieme, cerchiamo armonia. Mio padre era un musicista e come lui mi ha fatto entrare nel mondo della musica, io cerco di trasmettere la stessa passione in mio figlio».

Nei circa cinque anni in cui è stata lontana dalle scene cosa le è mancato e cosa l’ha arricchita?

CC: «Ho avuto una mancanza forte che è stata quella della perdita di mio padre, mentre ho avuto tanto dall’arrivo di mio figlio. Per me la musica è stata sempre una passione. Ho avuto la fortuna di poter vivere con le mie creazioni, sebbene preciso che il mio lavoro è un altro. Ereditando l’azienda di famiglia ed essendo io sola, non avendo parenti, io e mia madre ci siamo dovute sobbarcare tutto. Nei limiti del possibile ho dato una mano come potevo. Poi è successo che ho scritto un nuovo disco e ho pensato che se ci sarebbe stato ancora spazio per Carmen, sarei uscita con una pubblicazione. Ho vissuto bene questo periodo, non mi è mancato il palcoscenico perché ho comunque suonato. Inoltre, non ho la frenesia e la smania di essere la diva della situazione circondata da persone che mi chiedono autografi. Ho vissuto una vita normalissima, sono andata al mercato, alla Fiera di Catania e mi sono creata le mie amicizie, anche se poi quelle abitudini un po’ provinciali del sud mi piacciono. Ad esempio, mi piace passare per la pescheria e salutare il signor Orazio. Oltre che piacermi, questa cosa mi nutre. Piccole cose, per me molto importanti».

Il fatto che lei sia arrivata a Foligno in anticipo rispetto alla data del concerto fa parte di questa sua propensione al conoscere i luoghi e le persone?

CC: «Noi che scriviamo cose, belle o brutte, non si sa, se non viviamo non possiamo raccontare. Una persona che non vive è spenta, ma se non vivi cosa racconti? Vivere è anche lo scambio personale delle cose».

Le capita di sentire canzoni scritte da altri in cui non trova una verve vitale?

CC: «Mi astengo dal rispondere. Ritengo sia brutto criticare. Se c’è una cosa che non mi piace, allora non mi interessa, o io non la sto capendo. Se mi trovo davanti alla radio e faccio una ricerca, non perdo tempo a criticare quello che non mi piace, su cui, in ogni caso, c’è stato dietro un lavoro. Piuttosto, cerco di cogliere quello che di buono riesco a percepire, seguo il mio istinto. Se quella cosa che sento e che non mi piace fa parte di un disco di un amico, in quel caso lo dico direttamente alle persona».

Cosa c’è di nuovo nel tour 2016 di Carmen Consoli, rispetto a quanto già sentito nel 2015?

CC: «Per me è tutto nuovo. C’è una nuova band che si sta formando con un viaggio dalla musica elettronica, al rock e che ora arriva in teatro con arrangiamenti più sofisticati. Suoniamo tutto in punta di plettro con armonie sospese. Nel rock mi posso lasciar andare, mentre nel teatro devo essere molto precisa perché tutto viene visto al microscopio. C’è un tipo diverso di studio e molta concentrazione. Inoltre, c’è attenzione al dettaglio, alle sonorità e nuovi arrangiamenti, molti dei quali sono stati scritti a Foligno. Per il primo concerto dei questo tour, la nota di fondo che accompagna l’esecuzione nella splendida chiesa sconsacrata dell’Auditorium San Domenico è un Fa diesis. Risuonano queste frequenze».

Lo spettacolo è andato in scena
16 gennaio, Auditorium San Domenico
Largo Federico Frezzi, 8, Foligno PG

Il tour teatrale prosegue
20 gennaio, Auditorium della conciliazione, Roma
22 gennaio, Teatro degli Arcimboldi, Milano
23 gennaio, Teatro Auditorium, Trento
29 gennaio, Teatro Ponchielli, Cremona
30 gennaio, Teatro Verdi, Firenze
6 febbraio, Teatro Splendor, Aosta
12 febbraio, Palariviera, San Benedetto del Tronto
13 febbraio, Politeama Rossetti, Trieste
20 febbraio, Carisport, Cesena
25 febbraio, Teatro Metropolitan, Catania
26 febbraio, Teatro Rendano, Cosenza
7 marzo, Teatro Augusteo, Napoliì

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