Green Green Artichokes

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Green Green Artichokes, articolo di "Sara Lotta" su Persinsala
giovedì , 17 Ottobre 2019
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È uscito il 14 maggio 2016 l’abum Treasure Hunt dei Green Green Artichokes, formazione di origine padovana, ma che stupisce per lo stampo internazionale delle sue sonorità. Vengono da Padova, si chiamano Paolo Fabbri Colabich e Stefano Pavanati e nel 2012 fondano il gruppo Green Green Artichokes, fondendo insieme ispirazioni, tendenze e influenze differenti. Nel …

La caccia al tesoro dei GGA

È uscito il 14 maggio 2016 l’abum Treasure Hunt dei Green Green Artichokes, formazione di origine padovana, ma che stupisce per lo stampo internazionale delle sue sonorità.

Vengono da Padova, si chiamano Paolo Fabbri Colabich e Stefano Pavanati e nel 2012 fondano il gruppo Green Green Artichokes, fondendo insieme ispirazioni, tendenze e influenze differenti.

Nel 2013 esce il loro primo ep Reinassance Songs; il 2016 è, invece, l’anno di Treasure Hunt, un album not for glory, come recita il titolo della traccia numero quattro, ma che nasce per evidenti ragioni di amore e passione.

Una formazione essenziale quella dei GGA, che consta principalmente del contributo vocale dei due membri (e in alcuni casi dei cori), di una chitarra e una batteria, ma anche tastiera e percussioni.

Le tracce che compongono il disco hanno un sapore ambient e strumentale e un sound molto europeo che pone grande attenzione all’aspetto melodico.

Le influenze musicali sono facilmente reperibili: si va dalle sonorità tipiche degni anni settanta dei Beach Boys, dei Beatles per intenderci, ai suoni più moderni ed intimisti che vanno dai Kings of Convinience, ai Wilco, passando per Sufjan Stevens, Devendra Banhart, Okkervil River, The Smiths, solo per citare alcuni nomi dell’indie rock e alternative folk a cui i GGA si rifanno.

Singolo apripista è stato Animal, traccia numero due del disco che fonde i ritmi del folk a sonorità più pop rock.

Attraverso le dodici tracce dell’album, i GGA dimostrano ampiamente di avere grandi potenzialità e capacità di scrittura; manca senza dubbio un tocco più netto che delinei la loro musica e una direzione che li contraddistingua dai modelli di riferimento sopracitati a cui ancora sembrano troppo legati.

Ma di tempo per tracciare nuovi e personali orizzonti ne hanno e ne abbiamo anche noi per continuare a seguirli ed apprezzarli.

Che la caccia al tesoro – nata sotto una buona stella – continui!

TRACKLIST

BE AN ALIEN
ANIMAL
THE DEVIL’S PLACE
NOT FOR GLORY
BIRDS OF PAPER
I’VE SEEN
EVERY STEP
SCHIZZO
SHE IS SHE
SOMETHING BETTER
JENNY
A BATTLE IN THE SEA

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