Il rock anglosassone made in Italy

Si chiamano Bloody Millionaire, arrivano da Padova e hanno un sound decisamente internazionale: il loro primo lavoro discografico Marble dust – uscito nel mese di marzo – lascia intuire buone premesse. Ai posteri l’ardua sentenza.

Buona la prima per i Bloody Millionaire, band originaria di Padova, formatasi nei primi mesi del 2014 da un’idea del chitarrista Filippo Stocco e del cantante Giovanni Vettore.

L’album di debutto ufficiale è Marble dust, registrato nell’agosto 2015 e uscito ufficialmente il 7 marzo 2016.

Marble dust contiene canzoni tutte scritte e prodotte dai componenti del gruppo: oltre ai citati Stocco e Vettore, ci sono Stefano Longo (chitarre), Niccolò Masetto (basso) e Daniele Zabeo (percussioni).

Siamo davanti a un rock genuino, di stampo stoner: ritmi tendenzialmente lenti, commistioni con altri generi (dal blues al country), voce melodica e una produzione vintage che rimanda a un immaginario decisamente classico.

Il disco – dalla musicalità elegante e amabile – vanta suoni molti curati, precisi e che lasciano trasparire un gran lavoro in studio; tuttavia, le dieci tracce che lo costituiscono, per un ascolto complessivo di 36.19 minuti, non presentano tratti innovativi o sperimentali come ci si aspetterebbe da una band che è sì emergente, ma i cui musicisti – avendo già militato in altre formazioni – sono da ritenersi navigati.

L’album è in inglese e alla cultura anglofona è interamente votato; questa è una scelta lodabile e coraggiosa data la difficoltà che questo sound made in Italy incontra a essere riconosciuto e apprezzato dal pubblico italiano.

A partire dalla traccia di apertura As Much As She Can Take continuando attraverso tutte le altre, si evincono le influenze di cui sopra e la consapevolezza che questo lavoro discografico è figlio di grandi ascolti musicali da parte degli artisti, i quali però non arrivano mai a osare realmente.

I loro riferimenti musicali sono evidenti: dai Blur, ai Muse, ai Foo Fighters passando per  gli Arctic Monkeys e i Massive Attack, solo per nominare band di più recente formazione.

Arma a doppio taglio, però, quella delle contaminazioni: probabilmente è proprio questo uno dei “limiti” di Marble Dust, un disco che non graffia mai veramente, ma che nonostante ciò è da ritenersi un ottimo esordio per una band padovana solo d’origine, ma il cui respiro è chiaramente internazionale.

L’aspettativa per il futuro è che i Bloody Millionaire – dopo aver dimostrato di conoscere perfettamente le regole del gioco – decidano di infrangerle, abbandonando l’ancora e lasciandosi trasportare dall’onda della sperimentazione; non manca loro l’intelligenza e l’eleganza per approdare a nuove coste.

TRACKLIST

As much as she can take
Marble dust
The mess I’ve found
Redemption and defeat
Overdue part I
Overdue part II
One last inch off the ground
The reverse again
(Can’t) hold me tight
Denial

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