19 luglio – Splende il sole in quel di Roma, e nel centro della città si sente uno strano ronzio… E a un tratto poff!, eccole qui davanti a noi – in dimensioni reali – le star di Ant-Man and the Wasp: Paul Rudd e Evangeline Lilly.

In occasione dell’uscita dell’ultimo film di casa Marvel, gli attori protagonisti della pellicola hanno partecipato all’attività stampa nella capitale, per poi dirigersi verso il Giffoni Film Festival, che li vedrà protagonisti il giorno seguente.

È la nostra domanda ad aprire le danze, indagando sul significato attribuito dai due artisti all’Universo Cinematografico Marvel.

«Per me L’MCU è una forma di escapismo, di evasione dalla realtà. È qualcosa che fa sentire bene, che riempie di speranza anche quando nel mondo reale le cose non stanno andando per il meglio ed è difficile essere ottimisti. È un simbolo e un costante incentivo per l’eroe che è in ognuno di noi, e ci aiuta a tirar fuori il coraggio per combattere le sfide di ogni giorno. Mi porta a pensare quale possa essere il massimo del mio potenziale, come madre e come cittadina, e mi sprona a raggiungerlo» ci dice Evangeline.

Il microfono passa a Paul, che afferma: «L’MCU è diventato una parte così grande della mia vita, ed è un’esperienza completamente positiva, per quanto mi riguarda. Far parte di qualcosa con una tale valenza universale, conosciuto e amato da così tante persone! E anche a livello personale, è qualcosa che posso condividere anche con i miei figli. Il più grande ha già visto tutti i film Marvel, mentre mia figlia, che ha 8 anni, mi sta implorando di farle vedere Infinity War… Davvero non mi ha dato altro che gioie».

Continuando su questa linea, e in risposta ad altre domande, Rudd ribadisce che «Il nostro compito è quello di portare sul grande schermo l’essenza di questo mondo partendo dai fumetti, creare delle nuove versioni di questi personaggi. Sono davvero onorato di poter interpretare questo ruolo e lavorare al fianco di tutte queste persone, e di condividere il tutto con Evangeline».

Anche quando si parla di “casa” e “seconda famiglia”, Paul spiega: «Lavorare in ambito cinematografico è davvero interessante come esperienza, ci vogliono mesi per portare a termine un film, e naturalmente si formano dei forti legami con il cast e la crew. È successo lo stesso in questi anni, in maniera forse anche più amplificata, con la Marvel. È stato davvero grandioso poter conoscere tutti e lavorare insieme, riunirsi con gli altri Avengers, ma anche con tutti gli esecutivi».

Confessa Evangeline: «Concordo, è davvero una bella famiglia, e ci trattano tutti come tali! Ma io credo che, oltre a loro, il cast e la crew di Lost siano stati la mia vera seconda famiglia: dopo sei anni “bloccati su un’isola” tutti insieme, con tutte le difficoltà che abbiamo dovuto superare – anche a livello di riprese –, quel senso di solitudine e isolamento… Poi per me, che all’epoca non avevo un compagno né dei bambini, essere accolta con così tanto amore e “aloha”! Piangevo a dirotto ogni anno a fine riprese, e ancora oggi mi commuovo quando ripenso a quelle splendide persone e a cosa significano per me».

Sorge poi spontanea la domanda sul potere di rimpicciolirsi, e su come sia mutato il loro rapporto con gli insetti.

«Oh se mi piacerebbe rimpicciolire in situazioni di imbarazzo o disagio – in cui, tra l’altro, mi trovo abbastanza di frequente, quindi servirebbe anche piuttosto spesso -! Per quanto riguarda il mio rapporto con le formiche, è sicuramente cambiato: adesso non le calpesterei mai, le lascio andare per la loro strada, ormai è come se fossimo tutti fratelli e sorelle!» dice Paul.

Ed Evangeline: «Durante la prima stagione di Lost, il cast si riuniva ogni settimana per vedere insieme gli episodi, e in quel periodo più che in ogni altro avrei dato di tutto per poter rimpicciolire e sparire dal centro dell’attenzione. È stato il mio primo ruolo, e non sapevo cosa fare, non avevo basi recitative, e credevo di non essere all’altezza. Era davvero imbarazzante!» e continua «Invece io ho sempre adorato gli insetti. Ero la “ragazza degli insetti”, un periodo addirittura “la ragazza dei bruchi”, perché correvo per il quartiere con dei bruchi addosso spaventando tutte le altre ragazzine» racconta ridendo.

Il discorso si sposta poi sulla sui ruoli ideali, sulla tecnologia, sull’effetto che questa ha in ambito cinematografico, e sulla spinosa questione dell’età in quel di Hollywood.

Viene chiesto agli attori quale personaggio di fantasia sognassero di essere da bambini, e Paul risponde prontamente, generando risa generali: «Hulk!»

«Non ho avuto la parte, ovviamente».

Maggiore fortuna sembra aver avuto la Lilly, dato che «avevo due sogni. Uno, interpretare un elfo della Terra di Mezzo; ed è successo davvero, il che è semplicemente fantastico! Due, volevo essere la Catwoman di Michelle Pfeiffer; alla fine lei interpreta mia madre, e siamo entrambi Wasp, quindi direi che sto vivendo il mio sogno!»

E parlando di età e tecnologie miracolose, Paul racconta un aneddoto dal set «Vi racconto una storia. Michael Douglas non aveva mai avuto occasione di recitare con Michelle Pfeiffer, e quando ha saputo che sarebbe accaduto, la cosa lo rese davvero entusiasta. E quando ha saputo che avrebbe dovuto girare dei flashback al fianco di Michelle, e che li avrebbero ringiovaniti di 30 anni… Beh, era ancora più entusiasta!»

«Quando girammo Lo Hobbit, mi chiamarono per fare delle scansioni visive, che però avevo già fatto, e glielo feci notare. Mi risposero che era per il mio Digital Double, ma io non avevo idea di cosa fosse. Mi spiegarono che serviva per creare digitalmente il personaggio, in modo da poterlo utilizzare in mia assenza. Inizialmente mi rifiutai, la cosa mi preoccupava: di questo passo, non sarebbero serviti più gli attori! Non ero per niente a mio agio con questa situazione. Ovviamente, con il tempo mi sono dovuta adeguare, anche per Ant-Man And The Wasp ho dovuto farlo, così come feci alla fine per Lo Hobbit, ma mi ci volle davvero un po’ di tempo per riuscire ad abituarmi al fatto che è quella la direzione verso cui stiamo andando, ed è praticamente inevitabile” ammette Evangeline, che ci fa sapere essere anche contro tutti i prodotti antirughe e anti-invecchiamento.

«Lo faccio di proposito, cerco di evitare tutti quei prodotti che presentano determinate proprietà. Semplicemente, non voglio mandare a me stessa, neanche a livello inconscio, il messaggio che non sia giusto invecchiare. Invecchierò, diventerò più saggia, più intelligente, e avrò più esperienza da poter condividere con il mondo grazie a ciò. E l’idea che il valore di una donna risieda solo nella bellezza di un viso giovane è una gran cavolata!» conclude con fervore.

E chiude scherzosamente Paul quando gli viene fatto notare che lui sembra davvero non invecchiare mai «In realtà io riciclo tutte le creme anti-invecchiamento che scarta Evangeline!».

Ant-Man And The Wasp sarà nelle sale italiane a partire dal 14 Agosto!

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