Notti magiche

Vasco si esibisce nei palazzetti perché preferisce il contatto col pubblico alla noia della tv.

Dopo quasi un anno di stop e una mini apparizione al concerto del 1° maggio, Vasco Rossi è tornato a cantare davanti al suo pubblico. Questa volta ha fatto una scelta atipica – o forse normale per chi è abituato al sold out: ha deciso di esibirsi nei palazzetti per esaudire a due suoi desideri: in primis, quello di avere un contatto più diretto con i fan – quasi avesse voluto ringraziarli – e, secondo, di esibirsi più frequentemente, passare più tempo sul palco piuttosto che sdraiato sul divano di casa. Perché i concerti danno energia, sono adrenalina pura, rappresentano un mondo a sé dove i problemi non esistono.

Lo spettacolo dura due ore, pari a 31 canzoni. La scelta dei pezzi è particolare: spazia dai tre inediti: Ad ogni costo, Sto pensando a te – il singolo che si sente in radio in questo periodo – e Ho fatto un sogno, alle canzoni storiche come La nostra relazione, contenuta nell’album Ma cosa vuoi che sia una canzone del ’78,  Ieri ho sgozzato mio figlio (Siamo solo noi, 1981), Domenica lunatica (Liberi liberi, 1989), fino alle più recenti come Il mondo che vorrei del 2008 e Un senso (Buoni e cattivi, 2004).

Inaspettate le performance di Gli angeli, Anima fragile e Vivere senza te, che Vasco non cantava più live da molto tempo.

Il gran finale è rimasto lo stesso: Vita spericolata, Canzone – in cui ricorda Massimo Riva, il chitarrista con il quale aveva fondato la Steve Rogers Band all’inizio degli anni ’80, mancato nel 1999 – e l’evergreen: Albachiara.

La novità di questo Tour Indoor Europe è la presentazione della band: di solito il compito era affidato a Diego Spagnoli – grande amico di Vasco nonché direttore di palcoscenico – che, con qualche travestimento e scenetta ogni volta diversi, rendeva la cosa divertente e spettacolare. Quest’anno se n’è occupato personalmente Vasco, partendo dal Gallo – Claudio Golinelli, il bassista – tornato al suo fianco dopo lo stop forzato, e finendo con l’irriducibile Maurizio Solieri – il suo storico chitarrista.

La scenografia si affida al solo gioco delle luci, risultando essenziale e molto più semplice rispetto al tour del 2008 – dove si creavano immagini illusionistiche grazie a una serie di specchi.

Vasco dialoga a lungo con il pubblico: esprime le sue emozioni e scherza liberamente, come se avesse a che fare con un gruppo di vecchi amici e, da grande comunicatore, regala uno show incredibilmente emozionante.

Lo spettacolo continua:
Fino a domenica 21 febbraio: Assago – Milano (sold out);
martedì 6, mercoledì 7, domenica 11, lunedì 12, venerdì 16 e sabato 17 aprile: Palaolimpico Isozaki – Torino;
martedì 4 maggio: Londra;
giovedì 6 maggio: Bruxelles;
sabato 8 maggio: Zurigo;
e mercoledì 12 maggio: Berlino.

La band è composta da:
Maurizio Solieri chitarra
Stef Burns chitarra
Claudio Golinelli “Il Gallo” basso
Alberto Rocchetti pianoforte e tastiere
Andrea Innesto “Cucchia” sax e cori
Matt Laugh batteria
Frank Nemola tromba
Clara Moroni “La ferrari del rock” cori

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