A mezza voce

Martedì 29 novembre, l’Arci Ohibò di Milano ha ospitato l’Half-mute tour 2016 dei Tuxedomoon, storica band americana, formatasi a San Francisco nel 1977.

Da allora di tempo ne è passato parecchio, tutto inciso sui volti ormai rugosi degli allora ragazzi di Frisco, come solevano chiamare la loro città di origine William S. Burroughs e i Beat, tra i principali ispiratori dei Tuxedomoon.

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando Braine Leslie Reininger e Steven Brown fondarono la band, dando il via a una grande sperimentazione sonora, che spazia dal post-punk all’elettronica, ma non solo. I loro concerti, infatti, erano veri e propri spettacoli multimediali e psichedelici, in cui i Tuxedomoon mixavano la loro poliedricità musicale di chiara matrice san franciscana – dalle tastiere, alle chitarre, dal violino alla tromba e chi più ne ha più ne metta – alla nevrosi ossessiva mittleuropea.

Nel 1980 esce il 33 giri di Half-mute, che diventa un disco fondamentale per la new-wave, condensando tutto lo spirito avanguardista della band.

A più di trent’anni di distanza, i Tuxedo – vezzeggiativo spesso usato dai fan del gruppo – ripropongono interamente l’album, in un Anniversary tour in giro per l’Europa, in memoria di Bruce Geduldig, visual artist della band recentemente scomparso.

A dispetto delle apparenze – date dai segni del tempo, dalla serietà e dalla compostezza con cui Steven Brown, Blaine L. Reininger, Peter Principle, Luc Van Lieshout e David Haneke salgono sul palco – basta la prima nota di Nazca, pezzo d’apertura dell’album, a chiarire che i Tuxedo sono tornati (e non se ne sono mai andati).

In un istante ci si ritrova a scivolare sul blue velvet – tra l’altro, pezzo accennato nel finale – del synth, mentre i bassi scandiscono un’ossessività ritmata di teste che iniziano a sbattere contro muri invisibili. Siamo di botto negli anni Ottanta, mentre sulla parete bianca sullo sfondo scorrono macchie di colore, alberi e strade, lente e veloci, come i suoni pulsanti dei Tuxedomoon.

Si passa dal regno della nevrosi ossessiva di 59 to 1 alla paranoia metallica di Loneliness, finché arriva anche «quella bestia che si muove dietro di me»: The beast, tratta dall’EP Short stories del 1982. Poi, per non farsi mancare niente, arriva anche il Subcomandante Marcos con Muchos colores, brano tratto Vapour trails del 2007. Per chiudere, gli ultimi due brani scelti sono Some guys, tratto da Holy wars e Baron Brown. Grande assente In a manner of speaking, che però, dato lo spirito avanguardistico dei Tuxedo, era forse troppo scontata per essere proposta.

I fan, per lo più agée quanto i membri della band ma, come loro, ancora in rigorosa tenuta black, li applaudono soddisfatti, dopo quasi due ore di flash back in un underground sperimentale da cui gli artisti, o presunti tali, di oggi avrebbero ancora molto da imparare.

Il concerto ha avuto luogo
Arci Ohibò

via Benaco 1, Milano
martedì 29 novembre, ore 21.30

Tuxedomoon half-mute tour 2016
Steven Brown, Blaine L. Reininger, Peter Principle, Luc Van Lieshout with David Haneke
in memory of Bruce Geduldig

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