Farsi riempire e distruggere l’anima

Al Circolo degli artisti la band texana avvolge il pubblico con atmosfere eteree e fragorose valanghe di suono

Bisognerebbe recarsi a un concerto dei This Will Destroy You sempre con l’anima vuota, perché poi a loro l’operazione di riempirla fino a frantumare gli argini e a invadere cuore e pensiero riesce alquanto bene. Niente potrebbe resistere al fragore del post-rock della band texana, e restare impassibili al flusso di distorsioni e all’imponente sessione ritmica diventa un’impresa destinata al fallimento. Rappresentanti di quella tendenza particolarmente diffusa negli ultimi anni, sulla scia del successo di band come Mogwai, Sigur Ros, My Bloody Valentine e in tempi più recenti Russian Circles, i This Will Destroy You propongono un rock strumentale la cui finezza tecnica e l’attenzione per la struttura degli arrangiamenti è pari solo alla incredibile capacità di evocazione lirica ed emotiva: in un continuo crescendo di suoni e atmosfere, si viene trascinati da una sfera di suono capace di sospendere qualsiasi giudizio e ragionamento determinato, ed è allora che si chiudono gli occhi e ci si abbandona al volume ingovernabile della loro musica.

Lo spazio del Circolo degli artisti, che ha inaugurato non da molto la nuova stagione di live e che quest’anno propone al suo pubblico un cartellone fatto di grandi nomi di fama internazionale, si è prestato al meglio per l’esibizione della band americana, che dopo l’apertura dei Lymbyc Systym (duo il cui genere è perfettamente in linea con quello degli headliners) si sono lanciati in una cavalcata di un’ora e mezza ripercorrendo la loro produzione che annovera tre album, l’ultimo dei quali è uscito non troppo tempo fa, dal titolo Another Language. Come dicevamo, assistere a un concerto dei This Will Destroy You è un’esperienza che si attraversa e che è evidentemente qualcosa di più del semplice “ascoltare musica”; per questo bisogna essere sintonizzati alla situazione e all’evento nel migliore dei modi, perché lo stile della band impone uno sforzo notevole. I This Will Destroy prendono a pugni i timpani e i cuori, bisogna essere disposti a prendersi i colpi senza ricercare nell’ascolto qualcosa di riconducibile al semplice godimento dell’ascolto indifferenziato. Per questo, la musica dei This Will Destroy You è un eterno ritorno: la struttura è sempre uguale, ogni brano è un crescendo che parte dalle tastiere o dall’arpeggio per arrivare a giganteschi accordi aperti e da una cassa in quattro quarti dritta e inarrestabile come un gigante che corre annientando tutto ciò che ha sotto i piedi, il tutto condito a volte con dell’elettronica.

Se si valutassero e si giudicassero per il loro valore esclusivamente musicale, probabilmente i This Will Destroy You peccherebbero (e non poco) di ridondanza, di scarsa originalità, apparendo anche pretenziosi quando cercano evidentemente di raggiungere l’obiettivo attraverso una formula compositiva ben rodata e della quale è garantita la riuscita. Ma è proprio questo il segreto e l’essenza della musica dei This Will Destroy You: essa la si vive, la si partecipa a occhi chiusi e viaggiando con essa, lasciandosi distruggere da essa, lasciandosi riempire e invadere  privandosi della pretesa di contenere tanta forza con le categorie intellettuali e critiche abitudinarie.

This Will Destroy You in concerto
Circolo degli artisti
via Casilina Vecchia, 42 – Roma
mercoledì 27 settembre, ore 21.30

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