Ministri + Giancane

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Ministri + Giancane, articolo di "Daniele Rizzo" su Persinsala
giovedì , 17 Ottobre 2019
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Rir 2019 Ministri Foto Di Chiara Mirelli 2 2
Rir 2019 Ministri Foto Di Chiara Mirelli 2 2

Ministri + Giancane
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Il Rock in Roma accoglie all’Ippodromo delle Capannelle il ritorno nella Capitale dei Ministri. In un solo giorno, i Coma Cose a Villa Ada – Roma incontra il mondo, i Muse allo Stadio Olimpico, Steve Hackett al Roma Summer Fest, i Ministri al Rock in Roma: il 20 luglio, anche volendo citare solamente i cosiddetti …

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Il Rock in Roma accoglie all’Ippodromo delle Capannelle il ritorno nella Capitale dei Ministri.

In un solo giorno, i Coma Cose a Villa Ada – Roma incontra il mondo, i Muse allo Stadio Olimpico, Steve Hackett al Roma Summer Fest, i Ministri al Rock in Roma: il 20 luglio, anche volendo citare solamente i cosiddetti grandi eventi, sarà una data da ricordare per gli amanti della buona musica.

Il Rock in Roma è un appuntamento lungo più di un mese che, nonostante abbia forse perso parte della propria anima rock a favore di una proposta più ampia e magari più attenta ai nuovi fenomeni giovanili (Liberato, Calcutta, Thegiornalisti, Pinguini tattici nucleari), si è ormai ritagliato uno spazio tra i più significativi della scena musicale tanto italiana, quanto europea.

Una location storica dall’enorme capienza e altre di indubbia suggestione (Circo Massimo, Teatro Romano di Ostia Antica, la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica), un pubblico ormai fidelizzato, band e artisti di livello internazionale sono protagonisti anche dell’undicesima edizione di una kermesse che quest’anno, con l’ampio spazio dato alla musica italiana, sembra mostrarsi in linea con una diffusa tendenza sovranista.

Vista la qualità degli interpreti schierati e l’efficacia della loro musica di andare oltre l’illusoria esistenza dei confini geografici e culturali, stiamo, ovviamente, usando il termine con ironia e scevro dalle sue attuali connotazioni geopolitiche.

Band che nel panorama musicale contemporaneo rappresenta forse la più alta espressione di consapevolezza della tragedia esistenziale che affligge l’umanità occidentale, quella cantata dai Ministri è la condizione senza appello di chi, di fronte all’imperante conformismo/consumismo politico, economico e sociale che annienta la speranza del futuro e la possibilità dell’oggi (la catastrofe di cui il nostro Alessandro Alfieri parla nel saggio Musica dei tempi bui), anela comunque la possibilità del riscatto.

Sei album, tredici anni di attività, indipendenza dalle logiche del mercato discografico, ma anche la capacità di ritagliarsi attraverso i propri testi uno spazio di assoluta riconoscibilità stilistica. I numeri non sono tutto, ma è impossibile negare come il percorso del gruppo milanese sia di successo e la scaletta proposta al Rock in Roma ne ha restituito con pienezza la caratteristica cifra.

Dal brano di apertura, il cinico Mammut, in cui a essere demolita è la mitologia stessa dell’eterno progresso («uno di noi si sbaglia uno di noi si schianterà / con la stessa voglia e con la stessa rabbia») alla hit Comunque, in cui il nichilismo della società postmoderna, pur investendo e travolgendo ogni aspetto della vita quotidiana, non sprofonda nel disfattismo («La tua casa non vale niente /il tuo orologio non vale niente / il tuo vestito non vale niente / questa chitarra non vale niente / il tuo contratto non vale niente / la tua esperienza non vale niente /il tuo voto non vale niente /tanto vale provarci comunque»), dal nuovo singolo Un viaggio alla canonica esecuzione acustica live della straziante Il bel canto, i Ministri propongono per oltre un’ora il proprio rock privo di manierismi, aggressivo e melodico quanto basta per risultare di facile fruizione, sempre al servizio di testi di straordinario livello.

Il concerto del Rock in Roma ha allora confermato quelle che erano le attese della vigilia, ossia la certezza di  ascoltare un punk-rock spigoloso, troppo poco attento alla ricerca di originalità (e su questo punto, la continuità stilistica mostrata anche nell’ultimo album, Fidatevi, corre il rischio di una deriva in una stucchevole omogeneità), accompagnato da una stupefacente capacità di raccontare il quotidiano nelle sue implicazioni più profonde e radicali, di restituire con lucidità il lato oscuro del mondo e della vita, di farlo senza mai implodere nel banale pessimismo o di girare a vuoto nella semplice ironia (come per esempio nel caso dell’eclettico Giancane che ha avuto l’onere, per noi, e l’onore, per lui, di aprire la serata).

Il concerto è andato in scena
Rock in Roma
Ippodromo delle Capannelle
Via Appia Nuova, 1255

Giancane

Ministri
Davide Autelitano: voce e basso
Federico Dragogna: chitarra, seconda voce
Michele Esposito: batteria
Marco Ulcigrai: chitarra

Mammut
Cronometrare la polvere
Comunque
Idioti
I soldi sono finiti
Sabotaggi
Stare dove sono
Usami
Se si prendono te
Due dita nel cuore
Un viaggio
Una palude
Il Bel Canto

ripresa

Fidatevi
Bevo
Diritto al tetto
Abituarsi alla fine

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