Hallelujah (for Lucca)

Poesia e musica tra le splendide mura rinascimentali di Lucca: il Summer Festival presenta Leonard Cohen in concerto e cambia volto alla città.

Non è facile trovare le giuste parole per recensire un concerto di Leonard Cohen, cantante cult per intere generazioni, in attività da più di 50 anni e con all’attivo oltre venti album – una produzione musicale e poetica frebbrile, se pensiamo che, negli anni ’90, ha vissuto a lungo ritirato in un monastero buddhista sotto il nome di Jikan (il silenzioso).

Come si fa a descrivere, scrivendo, la magia di canzoni capaci di riunire con incredibile naturalezza e profondità episodi di vita vissuta (l’amore per Janis Joplin cantato in Chelsea Hotel, a morte suicida di un’amica in Nancy), dimensione autobiografica (Tower Of Song) e tematiche umane universali (il pacifismo di Lover, Lover, Lover, l’amore nelle malinconiche I’m Your Man e So Long Marianne)?

Come è possibile restituire l’emozione di un concerto imperdibile per la generosità e l’ironia con cui questo cantautore e la sua affiatatissima band hanno saputo concedersi unicamente al pubblico hic et nunc – un’alleanza, sancita emblematicamente e ironicamente, dal commiato di I Tried to Leave You?

La risposta, purtroppo, è negativa, non è possibile farlo, almeno per le capacità di chi scrive, e chi è mancato dovrà convivere con la consapevolezza di aver perso un’occasione – irripetibile – di vivere l’intima atmosfera di sospesa partecipazione creata da Cohen e i suoi musicisti. Esecutori, straordinari nel dosare i momenti di virtuosismo e non “spezzare” la calda empatia instaurata dalle liriche della serata, di un ensemble di altissimo livello e del quale citiamo – per semplice brevità – la californiana Sharon Robinson, coautrice di brani come Everybody knows, immensa interprete di Alexandra Leaving, sublime solista e storica compagna – sul palco – del maestro e, nell’occasione, in stato di grazia.

Il concerto del Summer Festival di Lucca è stato l’ennesima testimonianza dell’unicità di questo raffinato interprete e rappresentante della musica d’autore, capace, ormai alla soglia degli ottanta anni, di sorprendere per un modo di stare sul palco, graffiante e coinvolgente, da vero e proprio animale da palcoscenico dall’animo rock.

Un artista in grado anche di stupire per generosità, offrendo una scaletta, che – cantata con la sua proverbiale voce d’oro – ha proposto brani, recenti e storici, sviluppati in quattro tempi, con addirittura due bis, andando ben oltre tre ore di concerto. Una lunga esecuzione, che, qualitativamente appagante, dal punto di vista quantitativo sarebbe potuta non finire mai, tale era l’entusiasmo in piazza. Una piazza, che, va sottolineato, sfoggiava un discreto numero di giovanissimi accanto agli storici fans.

Quale potrebbe essere, allora, il senso di questo articolo, visto che quanto scritto nulla aggiunge o cambia rispetto al fiume di parole e di elogi che sono già stati – e saranno – scritti per Cohen?
Un appunto, in realtà, potrebbe essere fatto all’organizzazione della serata. O almeno ad alcuni aspetti, se non proprio decisivi, sicuramente di una certa importanza e che, sperando vivamente di sbagliarci, temiamo siano dovuti a una certa sottovalutazione delle esigenze del pubblico. Come spiegare altrimenti, le riprese perennemente in primo piano sul cantante o sui musicisti su due schermi laterali, quindi mai in grado di dare una visione d’insieme a coloro i quai si trovavano lontano dal palco?
E rispetto alla disposizione dei posti, non sarebbe possibile escogitare soluzioni nuove per permettere una piena godibilità dei concerti anche a chi si trova di fianco e/o lontano, visto che il prezzo del biglietto è il medesimo per tutta la Platea Numerata (senza distinzione di fila, prima o ultima, o di centralità rispetto al palco) e che le strutture messe in campo dagli organizzatori permangono immutate da alcuni anni?
Sono interrogativi che riguardano peccati forse veniali e il risultato risulta affatto inficiato da tali disfunzioni; tuttavia, per il successo della kermesse, e proprio per la sua altissima qualità (i concerti continueranno con artisti del calibro di Nick Cave and The Bad Seeds, The Killers e Mark Knopfler) sarebbe un peccato d’ingenuità sottovalutarli.

Leonard Cohen, Suzanne @ Lucca Summer Festival 2013

Leonard Cohen, Hallelujah @ Lucca Summer Festival 2013

Leonard Cohen, So long Marianne @ Lucca Summer Festival 2013

Leonard Cohen, Alexandra Leaving (Sharon Robinson)

Il concerto si è svolto
Summer Festival Lucca

Piazza Napoleone, Lucca
9 luglio 2013, ore 21:00

Leonard Cohen
con Roscoe Beck (Musical Director, Basses, Backing Vocals), Sharon Robinson (Vocals), Neil Larsen (Keyboards, Accordion), Javier Mas (Guitar, Laud, Archilaud, Bandurria), Rafael Gayol (Drums, Percussion), The Webb Sisters (Charley Webb: Vocals, Clarinet, Guitar and Hattie Webb: Vocals, Harp), Mitch Watkins (Guitars), Alexandru Bublitchi (Violin)

Set 1
Dance Me To The End Of Love
The Future
Bird On The Wire
Everybody Knows
Who By Fire
The Darkness
Amen
Come Healing
Lover Lover Lover

Set 2
Suzanne
Chelsea Hotel #2
Sisters Of Mercy
Heart With No Companion
The Partisan
Alexandra Leaving
I’m Your Man
Hallelujah
Take This Waltz

Encore 1
So Long, Marianne
Going Home
First We Take Manhattan

Encore 2
Famous Blue Raincoat
If It Be Your Will
Closing Time
I Tried to Leave You

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