Letizia e ispirazione

Angelo Branduardi ha regalato ad un pubblico particolarmente attento un concerto appassionato, generoso, capace di creare atmosfere sospese tra l’Irlanda, il mondo orientale e un passato antico.

C’era molta attesa per il concerto di Angelo Branduardi a Lione, lo scorso 3 aprile. L’artista milanese, amatissimo dal pubblico francese, si era prodotto in un concerto all’Olympia a Parigi nel febbraio dell’anno scorso ma quest’anno ha voluto deliziare il pubblico d’oltralpe con una serie di concerti che ha toccato diverse città, come Lilla, Nantes, Parigi, Strasburgo, Lione, Bordeaux, Tolosa e Marsiglia.

Abbiamo assistito alla tappa lionese dove il Nostro ha regalato tre ore di grande musica, di poesia e di atmosfere oniriche. Un concerto concepito e diviso in due parti, una prima parte prevalentemente “corporale”, molto ritmata, in grado di scuotere la parte più fisica dell’umano, e una seconda parte maggiormente intima, dedicata all’anima e allo spirito.

L’incipit del concerto, con Si può fare, fa capire immediatamente la temperatura della serata, con il suo ritmo irlandese, quasi isterico, che si veste di una live malinconia con Sans aucun doute, la prima di una lunga serie di canzoni che Branduardi ha interpretato in francese. E, infatti, il legame con il Paese d’oltralpe è cosa antica e da sempre coltivata con amore e passione, fin dalla fine degli anni Settanta, quando con À la foire de l’est (1978), La Demoiselle (1979), Va où le vent te mène e Confession d’un malandrin (1980) Branduardi entra immediatamente nel cuore dei francesi facendo, inoltre, incetta di dischi d’oro.

Il viaggio musicale presentato da Branduardi alla Bourse du Travail continua con Ce qui sait le sherpa, La série des nombres, La ménace, tre pezzi classici ai quali bastano solo due note per dipingere scenari onirici, capaci sottrarre la morte alla propria negatività, di prenderla in giro, giocando con la poesia. Una prima parte che concepisce anche tre pezzi da quel capolavoro che è L’infinitamente piccolo (2000): Le Cantique des creatures, Il Sultano di Babilonia e la prostituta e La predica della perfetta letizia. Il Nostro decide di alternare il volgare e il francese, in una perfetta combinazione che fa riecheggiare le parole dell’immenso autore dei Fioretti, padre, con Dante, della letteratura italiana. La scelta di inserire queste tre canzoni del “ciclo francescano”, così spirituali, nella prima parte può far riflettere, ma non certo stupire: il ritmo della musica prende i corpi e li porta tra Assisi e Babilonia, tra terra e cielo.

Il cantautore, ottimo oratore, concepisce il suo concerto come un luogo dove parole, musica e colori vivono in simbiosi, arricchendo la sua performance con aneddoti tratti dalla sua vita personale e artistica, come quello tratto dal periodo di elaborazione de L’infinitamente piccolo. Dopo che due frati francescani insistettero alla creazione di quest’opera, Branduardi chiese: “Ma perché avete scelto proprio me, un grande peccatore, per questo lavoro?”, essi risposero: “Dio sceglie sempre i peggiori”.

Confession d’un malandrin, la prima canzone scritta a diciotto anni, inaugura la seconda parte che vede alcuni pezzi che Branduardi ha riadattato dalle Child Ballads di Francis James Child, tra le quali non possiamo non citare quella meravigliosa perla di Rosa della Galilea dedicata alla Vergine Maria.

Il concerto termina con un lungo coro del pubblico che accompagna il cantante in Lord Franklin, un momento altamente emotivo che emoziona Branduardi e che rimarrà a lungo nei ricordi dei presenti.

Angelo Branduardi s’est produit à la Bourse du Travail de Lyon en un concert riche et généreux. Trois heures de musique, paroles et images qui ont représenté une sorte de résumé évocateur d’une carrière internationale unique dans son genre. 

Set 
Si può fare
Sans aucun doute
Ce qui sait le sherpa
La série des nombres
La ménace
Le Cantique des crèatures
Il Sultano di Babilonia e la prostituta
La predica della perfetta letizia
Bal en fa#m
La demoiselle
Confession d’un malandrin
La lune
Sous le tilleul
Le héron
La canzone di Aengus
Rosa di Galilea
Cadenza
Lord Franklin

Encore
Va où le vent te mène
Tout l’or du monde

Lo spettacolo è andato in scena:
Bourse du Travail
205 place Guichard – Lione (Francia)
venerdì 3 aprile, ore 20.00

Gérard Drouot Productions e Eldorado presentano
Angelo Branduardi en concert

www.bourse-du-travail.com
www.eldorado.fr

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