Nuove sonorità, nuove collaborazioni artistiche

Il cantautore livornese sceglie il capoluogo toscano per il debutto live del nuovo album, Anime Storte.

Ribelle, irriverente, istrionico, Bobo Rondelli, seppur con un lavoro più delicato e riflessivo, rimane coerente al suo personaggio, appassionatamente e apertamente labronico-burlesco. Sì, perché essere livornese è diverso dall’essere fiorentino o pisano; il carattere di questo popolo si è rivelato durante la drammatica alluvione di inizio settembre – che si è lasciata dietro macerie e vittime. Pale alla mano e stivali di gomma, giovani e vecchi, che in certo qual modo hanno rubato la scena anche ai soccorsi ufficiali, in una animata gara di partecipazione, si sono messi al lavoro per ripristinare il prima possibile l’ordine nelle diverse zone della città sommerse dal fango e dai detriti. Eccolo il popolo livornese, apparentemente disinteressato e un po’ sbruffone, ma al momento opportuno istintivo, passionale e solidale; e in questo, Bobo Rondelli rispecchia completamente il volto della propria città.

Sul palco dell’Auditorium Flog di Firenze, stracolmo di fan appartenenti a più generazioni, il cantautore non si ferma un attimo e – come ha abituato il suo pubblico – scherza, imita, punzecchia, prende in giro e chiacchiera con le persone che, dalla platea, urlano i titoli dei pezzi che vorrebbero ascoltare.

Il concerto si apre con Soli, il singolo del nuovo lavoro Anime storte, un pezzo che allude comprensibilmente alle nuove solitudini informatiche: molti amici sui social network, ma pochi scambi vis-à-vis, tangibili, in carne e ossa, con occhi che ti sorridono. L’universo della comunicazione sembra essersi ridotto a emoticon e like. Tutti insieme dentro un contenitore virtuale e tutti soli in luoghi indefiniti.

Alle nuove canzoni,  poche quelle eseguite sul palco – per la verità, si mescolano pezzi più vecchi, di alcuni dei quali non si potrebbe mai fare a meno nei concerti di Rondelli, in  quanto autentici cult della sua produzione. La marmellata oMadame Sitrì sono brani che conquistano il cuore dei fan, che partecipano ricambiando con echi di bellissimi cori di sostegno.

Canzonatorio, talvolta sfrenato – da vero, maledetto toscano – Bobo Rondelli salta, balla, duetta spesso con il chitarrista, imita un uomo tradito mettendosi in testa il trespolo di appoggio della sua chitarra classica, per terminare il concerto a torso nudo, madido di sudore, mostrando un’abbondante virile peluria, che tanto gli si addice quando imita ironicamente i suoi amati scimpanzé, specchio dell’animalità umana..

Una performance di quasi due ore, dove si accennano anche note di Life on Mars – omaggio a David Bowie – e si dedica Su questo fiume al famoso co-autore del pezzo scritto a più mani, con la partecipazione di Brian Eno. Il culmine della serata arriva con l’esecuzione di Have you ever seen the rain del mitico gruppo degli anni 70, Creedence Clearwater Revival, eseguito per intero, e che mette in risalto le capacità canore e musicali del famous local singer livornese, abilissimo nel suonare la sua chitarra anche con i denti o dietro la schiena – in stile Jimi Hendrix.

Bobo Rondelli riesce, con facilità, a trascinare il pubblico nel suo mondo denso di emozioni e riflessioni. Mentre i suoi lavori, che prendono sempre spunto dalla sua esistenza quotidiana, sono in grado di parlare del sé. Avvolgere e coinvolgere – queste le sue caratteristiche di sempre: sia che descriva le periferie livornesi e i desideri giovanili di individui dei quartieri più popolari, sia che esprima i sentimenti che prova dopo la scomparsa della madre, alla quale in gioventù ha sicuramente dato qualche grattacapo e, nonostante ciò, non lo ha mai escluso dal suo amore.

Anime storte arriva a due anni di distanza da Come i carnevali e, per gli arrangiamenti più elettronici di Andrea Appino,writer e produttore del gruppo toscano Zen Circus, ha un’atmosfera più rarefatta, con meno sonorità folk-popolari. Anime storte – come potrebbe sentirsi lo stesso Bobo Rondelli, non in quanto ultimo o diseredato, ma alternativo o differente alla media – è un’analisi dell’animo umano nel XXI° secolo. Un individuo attaccato alla sua appendice-smartphone, massificato, eccessivo, sfiduciato e sempre più solitario, capace di amori più fuggevoli che duraturi e, forse, senza un preciso progetto di vita o valori forti. Un’anima storta, appunto.

L’album sembra aprire un nuovo corso nella produzione lirico-musicale del cantautore. Un genere più morbido, più rivolto ai sentimenti che ai desideri e ai sogni a occhi aperti. Anche lui, Rondelli uomo, negli anni si è ammorbidito, come è normale che sia nel percorso verso l’età matura. Un album che presagisce esplorazioni di nuove sonorità e differenti tematiche, e che allude alle numerose problematiche e sfide che dovrà affrontare la razza umana nel prossimo futuro.

Lo spettacolo è andato in scena:
Auditorium Flog 
via Michele Mercati – Firenze
sabato 4 novembre
Anime Storte

Bobo Rondelli, voce e chitarra; Stefano Steve Lunardi, mandolino e violino; Fabio Marchiori, tastiere; Simone Padovani, batteria; Valerio Fantozzi, basso; e Matteo Pastorelli, chitarra
Track List Anime Storte

  • Soli
  • Ammalarsi
  • Cartolina di giornata
  • Prima che
  • Lo Storto
  • Dolce imbroglio
  • Su questo fiume
  • Sollievo animale
  • Io ricordo di quando l`amavo
  • L`angelo
  • L`Andrea rampante
  • Madre

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