Da gruppo indi a star del pop-rock

Il Velvet di Rimini ospita il tour-celebrazione del primo disco dei Baustelle, l’introvabile Sussidiario Illustrato della Giovinezza: un evento che i fan celebrano cantandone le rime a squarciagola.

Park Avenue (clicca per ingrandire)

Ad aprire la serata i Park Avenue che promuovono sul palco della storica location riminese il proprio disco d’esordio, Time to, un album in cui appaiono evidenti le – eccessive? – influenze del pop-rock d’oltremanica (Oasis, Green Day).

L’esibizione della band di Novara, pur scaldando i cuori del nutrito gruppo di fan arrivati nel gelo dell’entroterra riminese (praticamete alle porte di San Marino), non si caratterizza per originalità, quanto per padronanza strumentale, tecnica ed esecutiva.

La palpabile attesa è, comunque, tutta per Baustelle e Sussidiario, il concept album d’esordio (premiato dalla rivista Mucchio Selvaggio con il Fuori dal Mucchio per il miglior debutto indipendente), oggi – in occasione dei 10 anni di attività – riproposto con una musicalità più matura, quasi orchestrale (ben 9 i musicisti sul palco), lontana dall’atmosfera di bassa fedeltà che – nel lontano 2000 – aveva caratterizzato l’irrompere del gruppo toscano sulla scena musicale indipendente.

Un tributo al proprio passato indi da parte di una band che dal 2005 – con una inversione a “U” – è ormai votata alla causa della major Warner, con buona pace dei (pochi tra i fan, in verità) puristi del genere.

Baustelle (clicca per ingrandire)

Appassionata la risposta degli spettatori che hanno cantato in coro per l’intera durata del concerto.
Un pubblico estremamente vario (teenager, adulti, senior, uomini e donne), unito dalla comune passione per un gruppo che anche durante la serata riminese ha proposto con energia il proprio inconfondibile marchio di fabbrica: un sound caratterizzato dall’alternanza di momenti di estrema verbosità e di lunghe parti strumentali (alle quali partecipa anche la voce), dalla continua ricerca di contrappunto vocale tra i cantanti (soprattutto Rachele e Francesco), dalla caratteristica e ipnotica reiterazione di ritmi e melodie disturbanti/dissonanti e dalle tematiche della giovinezza narrate con sfumature noir-decadenti. Noi bambine non abbiamo scelta, La guerra è finita, Le vacanze dell’ottantatre sono alcune tra le canzoni eseguite nel corso della serata e nelle quali questi topoi (cliché?) sono evidenti .

Una passione viscerale – per una band ormai uscita dalla ristretta categoria dei “gruppi di nicchia” e i cui protagonisti sono da annoverare di diritto nel lungo elenco delle rock-pop star – che, ingenuamente, sorvola sulla evidente, prolissa, continuità stilistica delle composizioni, ormai al limite di una deriva paradossalmete (auto)conformistica: un rischio, quello di continuare a essere sterilmente uguali a se stessi, che la performance dal vivo non ha scongiurato in maniera del tutto convincente

Lo spettacolo è andato in scena:
Velvet Club & Velvet Factory
via S. Aquilina 21 – Rimini
11 dicembre 2010

Park Avenue
Federico Marchetti (voce, chitarre)
Alberto “Spillo” Piccolini (basso)
Marcello “Cello” Cravini (chitarra)
Vinicio “Vins” Vinago (batteria)

Baustelle
Rachele Bastreghi (voce, synth, piano elettrico, clavinet, organo, percussioni)
Francesco Bianconi (voce, chitarre, synth, organo)
Claudio Brasini (chitarre)
Ettore Bianconi (tastiere, sintetizzatori, cori)
Alessandro Maiorino (basso, cori)
Diego Palazzo (chitarre, tastiere, cori)
Roberto Romano (flauto, sax, clarinetto, percussioni, cori)
Paolo Inserra (batteria e percussioni)

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