Attivo dal 2003 e presto affermatosi come uno dei più importanti festival in Italia dedicato al cinema di genere, il Ravenna Nightmare Film Festival si sta preparando a tornare anche quest’anno, in doppia formula presenza + online, con un programma ricco di proiezioni, incontri con il pubblico di altissimo livello. Persinsala in media partnership.

Dopo Jean Jacques Annaud e Marco Bellocchio, l’ospite d’onore di quest’anno sarà Pupi Avati che, forte del successo di Lei mi parla ancora e in attesa dell’imminente biopic su Dante, riceverà il premio Anello d’Oro – Il lato oscuro del cinema – un omaggio al contributo che lui ha dato soprattutto al cinema di genere italiano con opere come La casa dalle finestre che ridono e Zeder. Pupi Avati sarà premiato nella serata finale del festival, sabato 6 novembre; la prima del festival vedrà invece come ospite speciale Roberto De Feo, fresco del notevole successo internazionale riscosso su Netflix dal suo A Classic Horror Story, che verrà insignito di una speciale Medaglia al Valore, descritta dagli organizzatori come «un riconoscimento ai quei registi che hanno contribuito alla ricerca e sperimentazione della narrazione addentrandosi e tracciando nuovi e originali percorsi».

Per quanto riguarda le proiezioni, il primo film sarà They Shall Not Grow Old – Per sempre giovani, il documentario del premio Oscar Peter Jackson dedicato ai giovani soldati della Prima Guerra Mondiale; They Shall Not Grow Old sarà l’evento speciale di anteprima del festival sabato 23 ottobre, laddove il cuore del Ravenna Nightmare Film Festival sarà concentrato tra sabato 30 ottobre e sabato 6 novembre. Il concorso ufficiale è composto da dieci lungometraggi provenienti da tutto il mondo, alcuni dei quali in anteprima assoluta almeno dal punto di vista nazionale. Tra i titoli, The Boy Behind the Door di David Charbonier e Justin Powell, The Alternate di Arik Brussel, Call for Dreams di Ran Slavin, Infinite Sea di Carlos Amaral, Playdurim di Gem Deger, Post Mortem di Péter Bergendy, Vampyr di Branko Tomovic e In the Shadow di Edrem Tepegoz.

La sezione Contemporanea del festival è dedicata alle più recenti uscite sul mercato nazionale e internazionale che, in modo inedito e spesso autoriale, ragionano sugli stilemi del genere creando nuove codificazioni. Quest’anno, Contemporanea ospita il controverso La scuola cattolica di Stefano Mordini, presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia e tratto dall’omonimo romanzo premio Strega di Edoardo Albinati; Adam di Pietro Pinto, un cortometraggio distopico; il sorprendente The Book of Vision, film d’esordio del regista e produttore italiano Carlo S. Hintermann, a lungo collaboratore di fiducia di Terrence Malick, qui in veste di produttore esecutivo; La terra dei figli, atipico film di fantascienza italiano diretto dal Claudio Cupellini di Gomorra e tratto dall’omonima graphic novel di Gipi; Where Are You di Roberto Spinotti, fotografato e co-prodotto dal padre, il premio Oscar Dante Spinotti. Tutte queste opere, alcune delle quali già distribuite nelle sale nazionali e altre invece ancora da diffondersi, promettono a vario livello un cinema di genere “meditativo”: sia che attraverso una storia a tratti in costume e a tratti fantasy traccino una riflessione piuttosto originale sulla cura e sul «corpo del malato», come The Book of Vision, sia che prendano un episodio specifico e discusso della cronaca nera italiana per indagare su tutto uno spaccato di storia sociale, come La scuola cattolica incentrato sul delitto del Circeo.

Una sezione particolarmente interessante sembra essere anche la Nightmare d’Essai, dedicata a film internazionali che sovrappongono cinema di genere e cinema d’autore: i tre titoli di quest’anno saranno Il lago delle oche selvatiche, ottimo polar di Diao Yinan presentato al nel 2019, il film austriaco Little Joe di Jessica Hausner e l’eccellente Red Moon Tide di Lois Patiño, presentato alla Berlinale del 2020. Significativa anche la sezione Nightmare Classic, una delle più longeve del festival, nata per diffondere e ricordare pellicole del cinema del passato recentemente restaurate da cineteche di tutto il mondo; quest’anno la sezione è stata ribattezzata Noir Melò, dal momento che i tre film programmati in quest’edizione, Laura di Otto Preminger, Non cercate l’assassino di Phil Karlson e Le catene della colpa di Jacques Tourneur, risalgono tutti alla fine degli anni quaranta e la fine degli anni cinquanta e tutti e tre sono bene o male descrivibili come melodrammi a tinte fosche. A questi titoli si aggiungono i cortometraggi della sezione SHORTer, alcuni dei quali provenienti direttamente dal festival di Clermont Ferrand.

Dopo alcuni anni di stasi, anche grazie a realtà produttive come la Groenlandia/Ascent di Matteo Rovere e alcuni registi come Roberto De Feo, si sta rilanciando il discorso dei generi in Italia, e in particolare si sta (ri)trovando una nuova formula di via italiana all’horror capace, come è stato il caso di A Classic Horror Story, di fare breccia anche sul pubblico internazionale. Mentre grandi maestri del passato come Pupi Avati o lo stesso Dario Argento che in estate ha finito di girare il nuovo Occhiali Neri continuano a essere attivi, nuove generazioni di cineasti dell’orrore si fanno strada tanto a livello di festival quanto a livello di sale e – soprattutto – di piattaforme. L’horror, assieme alla fantascienza, è il genere che meglio si presta a farsi da contenitore e specchio di una lunga serie di tensioni e criticità sociali: e se forse è ancora produttivamente troppo presto per vedere come l’horror muterà a seguito del Covid19, senza dubbio iniziative e rassegne come il Ravenna Nightmare risultano perfette per analizzare lo stato dell’arte del cinema di genere italiano e internazionale.

Film in concorso

Titolo: The Boy Behind the Door
Regia: David Charbonier & Justin Powell
Sceneggiatura: David Charbonier & Justin Powell
Attori principali: Lonnie Chavis, Ezra Dewey, Kristin Bauer van Straten, Scott Michael Foster, Micah Hauptman
Scenografia: Ryan Brett Puckett
Fotografia: Julian Amaru Estrada
Montaggio: Stephen Boyer
Produzione: Whitewater Films, Kinogo Pictures
Durata: 88 minuti
Genere: horror, thriller

Titolo: The Alternate
Regia: Arik Brussel

Titolo: Call for Dreams
Regia: Ran Slavin
Sceneggiatura: Ran Slavin
Attori principali: Yehezkel Lazarov, Oleg Levin, Olga Kurkulina
Scenografia: Ran Slavin
Fotografia: Maayan Blech, Yuri Gershberg, Ran Slavin
Montaggio: Ran Slavin
Costumi: Mira Carmeli
Produzione: Nocturnal Rainbow Films, Plan B Productions
Distribuzione: Indie Rights
Durata: 83’
Genere: crime, thriller

Titolo: Mar Infinito (Infinite Sea)
Regista: Carlos Amaral
Sceneggiatura: Carlos Amaral
Attori principali: Nuno Nolasco, Maria Leite, Paulo Calatré
Scenografia: Júlio Alves, Susana Azevedo
Fotografia: Jorge Quintela
Montaggio: André Guiomar
Produzione: Bando à Parte
Durata: 78’
Genere: fantascienza, drammatico

Titolo: Playdurim
Regista: Gem Deger

Titolo: Post Mortem
Regista: Péter Bergendy
Sceneggiatura: Péter Bergendy, Gabor Hallebrandt, Piros Zankay
Attori principali: Viktor Klem, Fruzsina Hais, Judit Schell
Scenografia: Tamás Tamási
Fotografia: András Nagy
Montaggio: István Király
Costumi: János Breckl
Produzione: Szupermodern Stúdió
Durata: 115’
Genere: horror, storico

Titolo: Vampir
Regista: Branko Tomovic
Sceneggiatura:
Attori principali: Branko Tomovic, Gorica Regodic, Joakim Tasic
Scenografia: Marko Popadic
Fotografia: Heath McWaters
Montaggio: Abolfazl Talooni
Costumi: Milica Todorovic
Produzione: Red Marked Films, Vickermann Films, Dinaric Alps Productions
Distribuzione: MCF – MegaCom Film
Durata: 95’
Genere: horror, drammatico

Titolo: In the Shadows
Regista: Erdem Tepegöz
Sceneggiatura: Erdem Tepegöz
Attori principali: Numan Acar, Vedat Erincin, Ahmet Melih Yilmaz
Scenografia: Armen Ghazaryan
Fotografia: Hayk Kirakosyan
Montaggio: Arzu Volkan
Costumi: Fadim Üçbas
Produzione: Contact Film Works
Durata: 94’
Genere: dramma, fantascienza

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