Matthew McConaughey

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Matthew McConaughey, articolo di "Sabrina De Feudis" su Persinsala
giovedì , 17 Ottobre 2019
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L’attore texano svela il suo lato pubblico e privato, e scherza: «Agli Oscar non ci penso, mi godo questo bellissimo momento». Persinsala ha partecipato, martedì mattina a Roma, alla conferenza stampa di Matthew McConaughey  per la presentazione del suo ultimo film Dallas Buyers Club. L’incontro si è rivelato interessante e coinvolgente e l’attore texano si …

Matthew McConaughey a Roma per Dallas Buyers Club

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L’attore texano svela il suo lato pubblico e privato, e scherza: «Agli Oscar non ci penso, mi godo questo bellissimo momento».

Persinsala ha partecipato, martedì mattina a Roma, alla conferenza stampa di Matthew McConaughey  per la presentazione del suo ultimo film Dallas Buyers Club. L’incontro si è rivelato interessante e coinvolgente e l’attore texano si è concesso, o per meglio dire, si è rivelato sotto una nuova veste. Dimenticati i ruoli da sex simbol, McConaughey mostra il suo lato profondo e compie una svolta importante per la sua carriera. L’attore americano si cala sapientemente nei panni di Ron Woodroof, elettricista e campione di rodeo misogino e omofobico, tra i primi a contrarre il virus dell’Aids e protagonista di una grande battaglia contro la Fda (Food and Drug Administration) per il diritto alla cura.

Per vent’anni questa sceneggiatura ha girato per Hollywood collezionando un numero record di 137 rifiuti. Fino a quando, cinque anni fa, se l’è trovata fra le mani McConaughey, «Ho deciso che l’avrei fatto» ha raccontato l’attore americano. «Ho scritto sulla prima pagina “ questo copione ha le zanne e mi ha realmente azzannato”. Non mi stupisce che avesse accumulato così tanti rifiuti. Chi avrebbe mai messo i soldi per un film d’epoca, sul dramma dell’Aids, con un eroe omofobico. Più di una volta i finanziamenti sono scomparsi, ci è successo anche cinque settimane prima di cominciare a girare. Ma con il regista Jean-Marc Valèe ci siamo imposti di non mollare, di non fare marcia indietro».

Per gli Oscar se la deve ancora giocare contro il concorrente più agguerrito, Leonardo Di Caprio, con cui appare in una delle scene memorabili di Wolf of Wall Street. Ma in attesa del 2 marzo Matthew McConaughey si gode il successo, accompagnando in giro per il mondo il film Dallas Buyers Club.

Con l’interpretazione di questo ruolo Matthew ha compiuto una grande sfida, non solo fisica, infatti, ha perso più di venti chili prima di trasformarsi in Ron. Ma per lui è stato complicato interpretare un uomo con così tanta rabbia in corpo. «Ron si batte contro tutti: contro la morte, contro i medici, la Fda, i suoi vecchi amici. La sfida era mostrare tutte le sfumature di rabbia senza essere ripetitivo». In quanto ai chili persi, racconta, che è stato un processo durato quattro mesi. «Ho abbandonato la vita sociale, mi sono circondato delle cose di cui si sarebbe circondato Ron. La cosa sorprendente era che l’energia che perdevo dal collo in giù la guadagnavo dal collo in su. Una carica incredibile, come successe a lui. Il corpo si indeboliva ma la mente era più forte».

Per 25 giorni di set McConaughey è stato Woodroof. «Con Jared Leto», che nel film è Rayon «ci siamo presentati il giorno dopo, quando erano finite le riprese. Non avevamo tempo di scambiare chiacchiere tra noi».

Oggi Matthew McConaughey ha una nuova consapevolezza, «Ho superato i 40 anni, sono maturo, ho capito quanto sia importante per me la famiglia. Ho chiuso le mie società di produzione cinematografiche e musicale. Voglio solo essere un attore da ingaggio».

Agli Oscar, assicura, non ci pensa. «Sto girando il mondo con il film che mi precede. Non lo sto promuovendo, parla da solo. Potrei parlare di Ron per anni e non annoiarmi. Quando esplose la malattia nessuno ne sapeva niente, ora Dallas Buyers Club serve anche a far sapere ai giovani che cosa è stato l’Aids all’epoca in cui già a nominarlo era un tabù». Lunedì sera ha conosciuto Paolo Sorrentino. «Non ho ancora visto La grande bellezza. Ho incontrato Paolo ieri, abbiamo chiacchierato e ci siamo detti qualcosa che non si dice normalmente: ci vediamo agli Oscar».

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