Setta che vai, usanze che trovi

Nell’America del dopoguerra un reduce disturbato incontra un guru spirituale, la sua comunità e una speranza di redenzione.

Che cosa fare di uomini che hanno visto l’orrore della guerra, a conflitto finito? Che cosa proporre a queste anime perse che, comprensibilmente, faticano a ritrovare un ritmo normale e a superare i gravi stress che hanno subito al fronte? La domanda è drammaticamente attuale e in parte ancora irrisolta. Ed è la premessa del meraviglioso The Master, il film di Paul Thomas Anderson accolto entusiasticamente all’ultima Mostra del cinema di Venezia. Freddie, il protagonista, infatti, è un reduce con problemi di alcol e di violenza. Un incontro fortuito con uno scrittore visionario, una figura che potrebbe ricordare il teorico di Scientology Ron Hubbard, gli cambierà la vita. L’uomo infatti è il fondatore di La Causa, una comunità spirituale basata sulla tolleranza, una setta, come semplicisticamente la definiremmo oggi, e offre all’ex soldato smarrito nuovi valori e nuove appartenenze. E forse qualcosa di più: il guru ha anche una moglie affascinante, seducente e manipolatrice. Amore carnale, amore familiare e amore spirituale (quello della comunità) si intrecciano e la danno vinta a una trama appassionante e dirompente. Freddie è il classico outsider che entra in una comunità, e la trasforma. Ne nasce una specie di tragica love story tra Freddie e il Maestro. Freddie aspira a far parte di qualcosa di più grande di lui, eppure non riesce a legarsi completamente a qualcosa. E il Maestro vede Freddie come il figlio che non ha mai avuto, ma che non riesce a far funzionare le cose. Questo l’impianto, sostenuto da una narrazione estremamente intima. Con gli occhi di Freddie vediamo il suo percorso contorto e contradditorio verso La Causa, un cammino instabile e appassionato, fatto di ribellioni e lealtà, speranze e distruttività, e denso di sogni e di fantasie che trapelano un po’ alla volta dal realismo delle immagini.

Ed eccoci a un altro punto da sottolineare, le immagini; il film va visto soprattutto per la potenza delle rappresentazioni, per la maturità e l’ispirazione con cui è realizzata ogni singola scena. Paul Thomas Anderson è sceneggiatore, produttore e regista dell’opera e in questa enorme fatica di ricoprire tre ruoli non semplici si ritrova il desiderio di conferire autorialità a ogni singolo frame. Uno sforzo perfettamente riuscito e impreziosito dalla pellicola usata per girare, un costoso formato 65 mm in uso negli anni ‘50 a Hollywood, lo stesso di 2001 Odissea nello spazio.

Titolo: The Master
Regista: Paul Thomas Anderson
Attori principali: Joaquin Phoenix, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams, Laura Dern, Rami Malek, Jesse Plemons,W. Earl Brown, Kevin O’Connor, Lena Endre, Ambyr Childers
Genere: Drammatico
Durata: 137’
Anno: 2012
Produttori: Paul Thomas Anderson, Megan Ellison, Daniel Lupi, JoAnne Sellar
Casa di produzione: River Road
Distribuzione: Lucky Red
Fotografia: Mimai Malaimare Jr.
Montaggio: Leslie Jones, Peter McNulty
Musica: Jonny Greenwood
Data di uscita: 3 gennaio 2013.

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