Sherlock Holmes… il gioco di Ritchie con lo spettatore

Dopo lo strepitoso successo ottenuto nel 2009, Guy Ritchie riporta sul grande schermo le avventure dell’investigatore più eccentrico di tutti i tempi.

«Talmente evidente da parere celato», recita così una battuta di Robert Downey – Holmes, in riferimento ad un tentativo di camuffamento. Il talento di Guy Ritchie invece non pare celato, ma è così palese che ormai non c’è più alcun bisogno di dimostrarlo. Ma si sa, il Tarantino di Sua Maestà ha sempre voluto stupire e ci riesce, ancora una volta, con Sherlock Holmes: gioco di ombre.
È passato del tempo dall’avventura contro Blackwood, ora Sherlock Holmes (Robert Downey Jr.) e Watson (Jude Law) non vivono più assieme, dato che il dottore è in procinto di sposarsi. Proprio lungo la luna di miele i piani di Watson e Mary saranno scombinati da una nuova avventura contro il leggendario e temibile professor Moriarty (Jared Harris): il Napoleone del crimine. Holmes è convinto che ci sia lui dietro all’uccisione del principe d’Austria, in un intrigo che va oltre Londra, e che rischia di coinvolgere l’umanità intera.

Il timore, dopo un grande successo, è sempre di un flop clamoroso (Transformers docet), ma il tridente Ritchie – Downey Jr. – Law non tradisce le aspettative e con qualche settimana d’anticipo fa uno splendido regalo di Natale agli spettatori. Sherlock Holmes è infatti un magnifico gioco che il regista propone allo spettatore rispolverando tutti i suoi giochi di prestigio: tra ralenty, flashback, digressioni e sequenze in slow motion Ritchie diverte e si diverte, dando vita ad un film destinato ad entrare nel mito. Inoltre il gioco si allarga, rimandando alle sequenze celebri del primo film e modificandole sul più bello, spiazzando lo spettatore e scaturendo un sorriso ed un espressione di piacevole stupore. Certo è che è lo Sherlock Holmes meno british della storia, con esplosioni e sequenze di lotta che provengono dritte dagli Studios, ma che comunque non sfigurano perché il congegno creato dal regista londinese è talmente perfetto che nulla è fuori posto. Inoltre i due protagonisti – in particolare un Downey Jr. in stato di grazia – sono un valore aggiunto, i fuoriclasse che servono per vincere le partite, che duettano a meraviglia e divertono con dialoghi fluidi e spassosi, con quel tocco di humour e di empatia che coinvolge lo spettatore e lo spinge ad affezionarsi a entrambi. Potrebbe essere definito la perfetta dimostrazione che blockbuster non è necessariamente sinonimo di bassa qualità, ma che anzi in un film evidentemente commerciale come Sherlock Holmes si può comunque godere di ottime sequenze, cura nei raccordi e di una tecnica invidiabile.

The end?

Titolo: Sherlock Holmes: gioco di ombre
Regista: Guy Ritchie
Attori principali: Robert Downey Jr., Jude Law, Noomi Rapace, Jared Harris, Eddie Marsan, Rachel McAdams
Genere: commedia, giallo, avventura
Durata: 128min
Anno: 2011
Produttore: Joel Silver, Lionel Wigram, Susan Downey, Dan Lin
Casa di produzione: Silver Pictures, Village Roadshow Pictures
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
Fotografia: Philippe Rousselot, A.F.C./ASC
Musiche: Hans Zimmer
Montaggio: James Herbert

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