Take me down to the paradise city…

Quando il musical è vero musical e quando il rock’n’roll era vero rock’n’roll.

C’era una volta Los Angeles, con i suoi club in cui la musica live e il rock’n’roll spopolano e dove il desiderio di trovare la gloria è vivo nei cuori e nelle menti dei giovani americani. Sembra l’inizio di una favola, e, in un certo senso, Rock of ages non va molto lontano dall’esserlo.

È il 1987 quando Sherrie (Julianne Hough) e Drew (Diego Boneta) coltivano sogni di fama e il loro amore sulla Sunset Strip, nel mitico Bourbon Room, dove entrambi sono camerieri. L’incontro con un mostro sacro del metal come Stacee Jaxx (Tom Cruise) provocherà un solco nelle loro vite, cambiandole per sempre…

Quando un film inizia con Paradise City, non si può che parlare di premesse ottime. Tutto poi sta nel mantenerle, e Rock of Ages non tradisce le attese, anzi, le supera addirittura, regalando agli spettatori due ore di meraviglioso rock’n’roll show. Adam Shankman riesce a riportare sul grande schermo l’atmosfera dell’epoca, tra sogni, illusioni, passioni e amori che la città degli angeli ha saputo coltivare e distruggere con la stessa facilità, una Los Angeles dove fare la spogliarellista è più onorevole che cantare in una boy band e dove il culto della musica è più forte di una religione. L’incontro tra la “small town girl” Sherrie e il “City boy” Drew è dei più classici, ma la loro storia non scade mai nel banale o nel melenso, insegnando loro qual è il prezzo da pagare per la notorietà e come sia dura la vita reale dietro il sogno. Le loro voci, inoltre, sono magnifiche nell’incastonarsi e nel creare duetti meravigliosi che lasceranno estasiato il pubblico. Perfetta anche Cathrine Zeta Jones, che ha un certo feeling con i musical dato che con Chicago ha vinto un premio oscar, è la crudele moglie del sindaco di L.A., una donna che tanto ricorda Margareth Thatcher e che a tutti i costi vuol cancellare Jaxx e il rock dalla città. Sono notevoli anche Baldwin – il gestore del Bourbon – e Giamatti – il cinico agente manipolatore che pensa ad arricchirsi alle spalle degli artisti che assiste. Ma la vera star, che riesce quasi ad offuscare tutte le altre è Tom Cruise, che finalmente si toglie l’espressione da Mission:Impossible e dà vita ad uno Stacee Jaxx bello e dannato, a tratti inquietante, una rockstar che nel look pare ispirarsi ad Axl dei Guns’n’roses e che ormai è sull’orlo della rovina, alla deriva artistica ma osannato comunque dai fan e dalle sue aspiranti grupie. Un musical indimenticabile e divertente, un capolavoro assoluto che gli amanti del cinema e della musica rock non possono assolutamente perdersi, destinato a divenire un cult. Chiaramente penalizzata dal doppiaggio, la narrazione scorre fluida tra dialoghi, accecanti scenografie, balli e canzoni, in cui, con differenti medley, sono evocati, tra gli altri, gli Extreme, Bon Jovi e i Journey, con una versione di Don’t stop believing capace di spazzare via l’inflazionata e politically correct version di Glee.

Rock of Ages ha un unico enorme difetto: purtroppo, ad un certo punto, partono i titoli di coda.

Titolo: Rock of Ages
Regista: Adam Shankman
Attori principali: Julianne Hough, Diego Boneta, Tom Cruise, Paul Giamatti, Alec Baldwin, Catherine Zeta – Jones, Russell Brand, Mary J. Blige, Malin Akerman
Genere: musical
Durata: 123min
Anno: 2012
Produttore: Matt Weaver, Scott Prisand, Carl Levin, Tobey Maguire, Garrett Grant, Jennifer Gibgot
Produttore esecutivo: Tobey Emmerich, Richard Brener, Michael Disco, Samuel J. Brown, Hillary Butorac Weaver, Janet Billig Rich, Adam Shankman, Chris D’Arienzo
Casa di produzione: New Line Cinema, Corner Store Entertainment, Material Pictures, Offspring Entertainment
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Fotografia: Bojan Bazelli, A.S.C.
Musiche: Adam Anders, Peer Astrom
Montaggio: Emma E. Hickox, A.C.E.

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