Il camaleonte Rango vive nella sua teca, innamorato di un busto di Barbie e con un pesciolino di plastica per amico. A causa di un incidente in macchina viene catapultato fuori dalla sua ‘abitazione’ e si ritrova in mezzo alla Death Valley in un villaggio western.

Sin dai tempi di Sergio Leone si usa dire che il western non esista più e che sia un genere superato, benché i fratelli Coen lo stiano riportando nelle sale con Il Grinta. Rango dimostra che non è così, dando inoltre ulteriore conferma del fatto che il cinema d’animazione è una cosa seria, non sono ‘cartoni animati da bambini’.

Rango narra la storia di un piccolo camaleonte che vive tranquillo e sereno nella sua teca di vetro, con una piscina finta, un insetto morto, un busto di Barbie che gli fa da fidanzata e un pesciolino di plastica come unico amico. A causa di un imprevisto (un armadillo che attraversa la strada mentre i suoi proprietari sono in partenza per le vacanze), si ritrova nel far west, dove inizierà un viaggio alla riscoperta di sé e del vero valore della vita.

Il film è davvero piacevole, divertente e profondo, a dimostrazione che i film d’animazione sono anche affari per i più grandi. Il viaggio del piccolo camaleonte non è infatti solo una spassosa storia di equivoci, rapine e misfatti nel Far West, bensì un percorso molto più lungo ed interiore per capire sé stesso e il suo ruolo nel mondo. La trama è narrata da quattro gufi messicani dotati di cappello e strumenti che ci aiutano a ricostruire i fatti e a commentarli man mano che accadono, anche in modo esilarante. Tutta l’ambientazione è realizzata magnificamente, creando un’atmosfera da western classico che fa venire nostalgia agli affezionati del genere. In tal senso anche le musiche di Hans Zimmer, che tanto ricordano i motivi di Ennio Morricone, sono perfette e ci aiutano a calarci nell’ambiente e nella storia. Di per sé c’è molto Sergio Leone in questo lungometraggio animato: le musiche, la polvere, l’atmosfera da spaghetti western, Borlotta richiama Claudia Cardinale e soprattutto c’è Clint Eastwood. Oltre a tutto questo, è fondamentale il ruolo giocato da C’era una volta il West, film in cui Leone metteva la sua nostalgia per un’epoca passata e per dei valori ormai persi. Lo stesso avviene in Rango: Las Vegas non è altro che la perdizione, l’assenza di moralità, il denaro e la corruzione che vogliono vincere sull’etica. Ma il lieto fine, si sa, non mancherà.

Gore Verbinski, dopo il trionfo della saga dei Pirati dei Caraibi, ritorna sul grande schermo regalandoci un misto di nostalgia, divertimento ed intrattenimento. Come in ogni buon western che si rispetti.

Titolo: Rango
Regista: Gore Verbinski
Sceneggiatura: John Logan
Attori principali: Johnny Depp, Isla Fisher, Bill Nighy, Abigail Breslin, Ian Abercrombie, Hemky Madera, Timothy Olyphant, Ned Beatty, Alfred Molina, Gil Birmingham, Ray Winstone, Claudia Black, Alanna Ubach, Stephen Root, Harry Dean Stanton, Ryan Hurst
Montaggio: Craig Wood
Musiche: Hans Zimmer
Genere: Animazione, Azione, Western

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.