Più fedele al libro di Collodi, rispetto alla versione Disney, ma forse poco in sintonia con l’attuale generazione under 12.

C’era grande attesa al Lido per la presentazione di Pinocchio – firmato da Enzo D’Alò. Un’attesa che non è stata del tutto soddisfatta.

Il regista conserva lo stile del delizioso La Gabbianella e il gatto – il suo miglior film – e Momo alla conquista del tempo, facendo però pochi passi in avanti a livello di animazione – forse volontariamente per conservare quel fascino fuori dal tempo, avverso all’invasione del digitale.

Da notare i fondali e i colori pastello – decisamente notevoli – oltre a un paio di sequenze di chiara ispirazione espressionistica: la danza del gatto e della volpe intorno all’albero in fiamme (con le loro ombre trasformate in macabri mostri); oltre ai clown del paese dei balocchi – con rimandi all’immaginario burtoniano.

A parte questo, Pinocchio resta fedele alla versione di Collodi, che la Disney aveva provveduto a edulcorare: è cattivo, scriteriato, violento ed egoista. Se questo, da un lato, dimostra un maggiore rispetto verso l’opera originale e la complessa psicologia del personaggio, l’aver mantenuto inalterati i dialoghi costituisce forse un punto a sfavore: potranno apprezzare i bambini d’oggi un fiorentino del tipo “babbo, babbino mio”? Una scelta in stile Amarcord – forse – ricca di fascino e con un velo di malinconia che, però, potrebbe risultare incomprensibile a livello linguistico per la generazione attuale.

Il concept dei personaggi è molto semplice, con tratti che – in certi quadri – ricordano Tin Tin di Hergé. Non troppo definito, pastellato, sebbene il giovane reporter fosse di ben altro spessore.

Il film, doppiato, fra gli altri, da Paolo Ruffini (Lucignolo) e Rocco Papaleo (Mangiafuoco), ha tra le note di merito le musiche di Lucio Dalla – il cantautore recentemente scomparso.

Pinocchio ha dalla sua la forza e la debolezza della semplicità, che rischia di scivolare nel banale ma, a volte, funziona. In breve: tecnica buona, dialoghi meno. Quello che è certo è che il signor Collodi ne sarebbe fiero.

Titolo: Pinocchio
Genere: Animazione
Regista: Enzo D’Alo’
Sceneggiatura: Enzo D’Alo’, Umberto Marino
Attori principali: Gabriele Caprio, Rocco Papaleo, Paolo Ruffini, Maurizio Micheli, Pino Quartullo, Lucio Dalla
Musica: Lucio Dalla
Produzione: Cometafilm, Iris Productions, Walking the Dog, 2D-3D Animation
Distribuzione: Lucky Red

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