Morti dementi in stop-motion

Pellicola che strizza l’occhio ai corti di Tim Burton, ParaNorman è intrisa di animazione dark e siparietti che fanno sorridere. Una horror comedy carina e lineare, ma nulla più. 3D superfluo.

Non esistono esclusivamente la Dreamworks, la Pixar e la Aardman. La Laika ha pensato bene di debuttare in modo convincente nel 2009 con l’acclamato film d’animazione Coraline e la porta magica. A distanza di tre anni consegna al mercato cinematografico ParaNorman, una gothic novel pensata e ideata per un pubblico preadolescenziale, è una creatura stop-motion, che permette di stiracchiare un po’ il sorriso, spaventando con un pizzico di ironia. La storia è semplice: Norman è un ragazzo con un padre normale, una madre fin troppo affettuosa e una sorella superficiale. Non è sicuramente il più popolare della scuola e, inoltre, è preso di mira dal bulletto di turno. Aggirandosi, per le strade della cittadina in cui vive, con lo sbadato e fifone Neil, Norman dimostra di avere una straordinaria dote: parla con le persone defunte, compresa la nonna che staziona sul divano di casa. Una minaccia però si staglia all’orizzonte: la città di Blithe Hollow è minacciata da un’antica maledizione, scagliata da una strega bruciata 300 anni prima sul rogo. L’unico che potrà risolvere la situazione sarà, guarda caso, Norman.

La dark comedy è servita e l’ispirazione burtoniana sembra abbastanza chiara (e lo stesso Chris Butler, co-regista della pellicola, è il creatore dello storyboard di La sposa cadavere), ma non basta per sovvertire le regole dell’animazione degli ultimi quindici anni, o perlomeno per bucare in modo convincente lo schermo. ParaNorman è un film carino e nulla più e a tratti risulta persino banale. Perché nella pellicola si assapora un intenso sapore di deja-vu. Tuttavia sono interessanti e ben costruite le frequenti citazioni, che strizzano l’occhio energicamente agli horror cult degli anni cinquanta (gli zombie su tutti, ostentati già nella prima sequenza con la visione di una parodiata versione di un film di serie z in televisione), e il tratteggiamento caratteriale dei personaggi secondari (soprattutto lo zio Prenderghast). Ma di positivo non ci sono solo queste due peculiarità. Difatti si fanno perentoriamente spazio, in questo mix di tradizione e modernità (se nella prima parte gli anni cinquanta dominano, nella seconda si assapora l’horror orientale), discorsi sulla diversità e l’integrazione, impossibili da sottovalutare.

In conclusione si può facilmente affermare che ParaNorman è un Piccolo Brivido ammorbidito. Infatti se tra le pieghe dei libri ci si spaventava per davvero (senza mai sprofondare in un incubo ricorrente), tra le sequenze del film difficilmente si provano le stesse sensazioni.

Titolo originale: ParaNorman
Regista: Sam Fell, Chris Butler
Sceneggiatura: Chris Butler
Voci originali: Kodi Smit-McPhee, Tucker Albrizzi, Anna Kendrick, Casey Affleck, Christopher Mintz-Plasse, Leslie Mann, Jeff Garlin, John Goodman
Scenografie: Nelson Lowry
Montaggio: Christopher Murrie
Musiche: Jon Brion
Prodotto daLaika Pictures
Distribuzione: Universal Pictures
Genere: Commedia
Durata: 93’

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