L’essere (umano) in mostra

Arriva al cinema dal 7 ottobre, distribuito da Wanted Cinema, L’uomo che vendette la sua pelle, della pluripremiata regista tunisina Kaouther Ben Hania. Protagonista l’esordiente Yahya Mahayni. Nel cast spicca anche Monica Bellucci.

Il corpo umano come oggetto – di un’idea, di un progetto – che diventa arte, che viene messo all’asta. Tutto ciò per sentirsi liberi, soprattutto d’amare e di vivere.

Questo in sintesi ciò che viene raccontato da Kaouther Ben Hania, sensibile regista tunisina, nel film L’uomo che vendette la sua pelle, candidato agli Oscar 2021 come miglior film internazionale e vincitore alla 77a Mostra internazionale d’arte cinematografica di
Venezia del Premio Orizzonti per il miglior attore protagonista.

È Yahya Mahayni, l’intenso interprete della pellicola che dà vita a Sam Alì, rifugiato politico, fuggito dalla Siria e che vuole a ogni costo portare all’altare l’amata Abeer (Dea Liane), promessa sposa di un ricco uomo, che non ama. Sam però non ha un visto e non può raggiungere la sua amata in Europa. L’incontro col famoso artista americano
Jeffrey Godefroi apre a Sam le porte della speranza per quella libertà tanto agognata: diventerà un’opera d’arte dopo che Godefroi (Koen De Bouw) gli avrà tatuato sulla schiena un visto Schengen.

Preso da un folle entusiasmo, inizialmente Sam non immagina che, diventando un quadro umano, la prigione sarà il suo stesso corpo, ora a uso e consumo del prossimo.
Un lavoro intenso, in cui c’è uno studio preciso e caparbio da parte della regista e sceneggiatrice tunisina, che scrivendo questa storia si è ispirata a un fatto realmente accaduto e documentato con i suoi occhi nel 2012 al Louvre di Parigi.

All’epoca stava dedicando una retrospettiva all’artista belga Wim Delvoye (nel film appare anche in un cameo), quando si è imbattuta nell’opera d’arte vivente Tim (2006 – 08): «Delvoye aveva tatuato la schiena di Tim Steiner, che stava seduto su una poltrona senza maglietta e mostrava il disegno dell’artista». Quell’immagine singolare e al tempo stessa trasgressiva è rimasta così impressa nella mente di Kaouther Ben Hania, tanto da buttare giù subito una bozza, poi ripresa in mano dopo l’uscita di Beauty and the Dogs nel 2017.

Interessante la cura e la geometria della fotografia che Christopher Aoun utilizza nel film; le inquadrature a specchio arricchiscono la narrazione e imprimono all’opera un’impronta originale, già presente nella trama. Tanti i contrasti di luce, così come quelli di genere: il dramma si fonde spesso con la satira, senza mai abbandonare il filone romantico della narrazione. Il tutto coadiuvato da un bel montaggio e dalla musica, che rende il tutto molto avvincente. Interessante scoprire che nel cast, per lo più composto di attori alla prima esperienza in un lungometraggio, abbia voluto anche un pezzo della nostra Italia, rappresentata da Monica Bellucci, che abbandonato il suo look nero corvino, appare qui bionda e sempre audace nel ruolo di Soraya, personaggio che fa un po’ da ponte nella vita del protagonista.

L’uomo che vendette la sua pelle arriverà nelle sale italiane dal prossimo 7 ottobre e sarà interessante notare come, in una storia così particolare, s’incastrino il tema della libertà e dell’oppressione, così tanto presenti nei discorsi odierni, tremendamente attuali e ricchi di sfumature come lo è l’arte in sé, per lo più salvatrice, ma spesso prigioniera della realtà stessa.

Titolo originale: The man who sold his skin
Sceneggiatura e regia: Kaouther Ben Hania
Attori principali: Yahya Mahayni, Dea Liane, Koen De Bouw, Monica Bellucci
musiche: Amine Bouhafa
Direttore della fotografia: Christopher Aoun
Cameramen: Nestor Salazar
Assistente alla regia: Marie Fischer
Scenografie: Sophie Abdelkefi
Montaggio: Marie-Hélène Dozo
Suono: Anders Billing Vive
Mixer: Leny Andrieux
Costumista: Randa Khedher
Trucco e Parrucco: Maryline Scarselli
Effetti speciali trucco: Florence Depestele
Produzione: Tanit Films
In coproduzione con Metafora Media Production
Uscita in Italia: 7 ottobre 2021
Durata: 100′

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