Un capolavoro di umorismo dissacrante

È in sala l’ultimo lavoro del regista de L’esorcista, William Friedkin: Killer Joe. Un mix straordinario di umorismo dark, sesso, violenza e perversione. Con un Matthew McConaughey alla sua migliore interpretazione.

C’è l’umorismo, quello dark. Ci sono il sesso, il sangue e la violenza. C’è una famiglia di degenerati che incarna quella malattia mentale, quella malvagità, quella perversione che, a guardare bene, potrebbero esser dentro a ognuno di noi. Per tutti questi motivi, Killer Joe, tratto dal dramma teatrale del vincitore del premio Pulitzer Tracy Letts, e diretto dal settantasettenne regista de Il braccio violento della legge e L’esorcista, William Friedkin, è un capolavoro di umorismo dissacrante. Sì, umorismo, anche se dissacrante. Se credete, infatti, che un film dove ci sono delle scene decisamente forti, come quella in cui Joe umilia la sua vittima costringendola a una fellatio con una coscia di pollo che tiene ad altezza di patta, non possa essere estremamente divertente, vi sbagliate o semplicemente non ne avete compreso il vero senso. Killer Joe, come afferma il suo regista, “è la storia di Cenerentola, ma si dà il caso che il principe sia un killer a pagamento. Ed è anche uno sceriffo del dipartimento di polizia di Dallas. Sebbene il titolo e la trama facciano pensare a una vicenda cupa, io credo che sia molto divertente”.

Chris (Emile Hirsch), spacciatore di mezza tacca, ha un debito di 6.000 dollari con il boss di Dallas. Se non trova i soldi al più presto è un uomo morto. Così, insieme al padre (Thomas Haden Church), un tipo stupido e ignorante, decide di uccidere sua madre (una poco di buono senza nessuna qualità) per intascare l’assicurazione sulla vita di lei. Dell’esecuzione incaricano Killer Joe Cooper (Matthew McConaughey), poliziotto specializzato in omicidi per conto di terzi. Ma il poliziotto o il killer (in questo caso è lo stesso) per premere il grilletto vuole 25.000 dollari. Chris gli spiega che i soldi arriveranno solo dopo che la madre sarà morta. Joe pretende allora una caparra: la piccola, dolce e fragile Dottie.

In mezzo ci sono risvolti inaspettati, scene di violenza, dinamiche familiari di un gruppo di persone cresciute senza una morale o meglio senza quella morale condivisa dalla maggioranza della gente, la prima volta di Joe e Dottie un bellissimo mix di sesso e dolcezza, se si tralascia il particolare (non da poco) dell’età di lei (dodici anni), un finale sospeso e il lato B di Matthew McConaughey. L’attore, probabilmente alla sua migliore interpretazione, si spoglia senza farli rimpiangere dei panni del bravo ragazzo, impersonando un killer bellissimo, gentile a suo modo, spietato, violento senza essere mai scomposto o esagerato. Un killer di cui, se non fosse quello che è, ci si potrebbe innamorare.

Titolo: Killer Joe
Regia: William Friedkin
Sceneggiatura: tratto dal romanzo di Tracy Letts
Attori: Matthew McConaughey, Emile Hirsch, Juno Temple, Thomas Haden Church, Gina Gershon
Produttori: Nicholas Chartier, Scott Einbinder
Produttori esecutivi: Christopher Woodrow, Molly Conners, Vicki Cherkas, Zev Foreman, Roman Viaris
Direttore della fotografia: Caleb Deschanel, Acs
Musiche: Tyler Bates
Genere: Commedia, Drammatico
Scenografie: Franco-Giacomo Carbone
Costumi: Peggy Schnitzer
Montaggio: Darrin Navarro
Casting: Denise Chamian, Csa

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