Il Grinta dei Coen

Rooster Cogburn, sceriffo pistolero e alcolizzato, da John Wayne a Jeff Bridges.

Dopo oltre quarant’anni torna sul grande schermo il Grinta – vecchio sceriffo federale, cieco da un occhio e col vizio dell’alcool, ma indomabile nel carattere – inventato dalla fantasia dello scrittore Charles Portis e interpretato per la prima volta da John Wayne nel film diretto da Henry Hathaway.

Nonostante le caratteristiche principali del personaggio siano rispettate, il Grinta interpretato da Jeff Bridges e voluto dai fratelli Coen è molto diverso dall’originale del 1969, tanto è vero che simbolicamente la benda nera copre l’occhio opposto di quello che copriva, invece, Wayne – decisione precisa dell’attore a cui i Coen hanno lasciato libertà di scelta. Il nuovo Rooster Cogburn – il Grinta appunto – è più burbero e “rognoso”, mentre più nascosta, ma pur sempre presente, è la componente buonista e frivola di cui John Wayne aveva caricato il proprio personaggio. Quello del ’69 era un Cogburn indomito, deciso, spavaldo, crudele talvolta, ma anche sorridente, scherzoso e simpatico. Si fatica, invece, a trovare cenni di sorriso nel nuovo sceriffo federale di cui si nota innanzitutto la voce estremamente cavernosa e grave.

Tutto ciò lo rende, forse, un po’ meno simpatico agli spettatori, ma complessivamente più attraente e affascinante. Da gustare la scena del tribunale, girata magistralmente sfruttando intensamente primi piani, mezzi primi piani, controcampi classici e una netta contrapposizione tra luci e ombre.

Quello del protagonista non è l’unico personaggio che presenta sfumature differenti rispetto all’originale: Mattie Ross (l’esordiente Hailee Steinfeld), per esempio, che si dimostra ancor più testarda, determinata e sicura di sé all’inizio, sembra farsi un po’ più timorosa nel proseguo. Soprattutto salta agli occhi come, ancor più di quanto accadesse nel precedente film, sia lei il vero centro e motore della vicenda. È infatti la sua voce che introduce la storia raccontando dell’omicidio del padre da parte di Tom Chaney – puntando dritto all’essenza del film e trascurando preamboli e antefatti – e che la chiude, suggestivamente prolungandola in epoca più moderna, prendendo così, ancora una volta, le distanze da Il Grinta di Hathaway.

Nel complesso, nonostante le carte siano sporadicamente mischiate e i personaggi allontanati, le tappe della vicenda sono rispettosamente mantenute: la quattordicenne Mattie Ross, decisa a vendicarsi di Tom Chaney (Josh Brolin) per aver ucciso suo padre, si reca dal Grinta, sceriffo stravagante e alcolizzato ma celebre per la sua implacabilità, per commissionargli la cattura dell’assassino. Ma anche il Texas Ranger LaBoeuf (Matt Damon) insegue Chaney per assicurarsi la taglia che pende sulla sua testa. I tre, quindi, si uniranno alla ricerca del fuggitivo e della banda alla quale si è unito, capeggiata da Lucky Ned Pepper (Barry Pepper).

«Non vogliamo fare un remake del film – confessarono i Coen a Bridges – faremo una nuova versione del romanzo di Charles Portis». Questa intenzione motiva, per esempio, il fatto che gran parte degli esterni siano stati girati più a nord dell’Oklahoma e dell’Arkansas, in New Mexico, in modo tale da trovare un paesaggio più innevato, in quanto il romanzo era ambientato in inverno.

Da rilevare la splendida fotografia di Roger Deakins, attentissima ai dettagli e deliziosa alla vista, valsagli la nomination all’Oscar – in tutto sono dieci le nomination per Il Grinta. Spettacolare la corsa finale verso la casa del medico dove Deakins si esalta nell’utilizzo dei colori e del blu notturno come lui stesso rivela: «Desideravo giocare un po’ con il colore nelle riprese notturne, farle un po’ più blu di quanto non sono abituato a fare, giocare con la luce del fuoco nelle scene degli accampamenti, per contrastare la durezza del giorno con la misteriosità della notte». Una cavalcata finale in cui abbondano le dissolvenze incrociate, unico momento per la verità in cui si sfrutta un montaggio più ricercato, che, per il resto – assieme alla regia – è assolutamente semplice e, per questo, efficace. I movimenti della macchina da presa – carrellate e panoramiche – sono lenti e precisi e il ritmo diventa più veloce solamente nei momenti dei conflitti e delle sparatorie.

Ottima prova di Jeff Bridges, capace di dare una sfumatura originale ed accattivante al personaggio che lo porterà, forse, all’Oscar, come già accadde per John Wayne.

Ulteriore conferma per i fratelli Coen, che affrontano per la prima volta il genere western e si dimostrano registi “polivalenti”, capaci di spaziare da Burn After Reading a Non è un paese per vecchi, da A Serious Man a Il Grinta. Dimostrano, cioè, piena padronanza di tecniche, stili, storie e generi diversi.

C’è una scena molto particolare che i Coen aggiungono all’originale: un momento in cui, nella notte, lo sceriffo e il Ranger sembrano tornare sui loro passi e rinunciare alla caccia all’uomo intrapresa. Addirittura uno dei due si allontana. Sembrano sparire la grinta e la determinazione che li caratterizza. Ma è solo un momento di sconforto. La caccia all’uomo ripartirà con decisione. Se ne ricava un messaggio: non perdersi d’animo nei momenti di difficoltà, ma affrontarli con coraggio. E ci insegna a superare i problemi della vita. Con grinta.

Titolo: Il Grinta
Regista: Ethan Coen, Joel Coen
Sceneggiature: Ethan Coen, Joel Coen
Attori principali: Jeff Bridges, Matt Damon, Josh Brolin, Barry Pepper, Hailee Steinfeld
Genere: Drammatico, Western, Avventura
Durata: 110′
Musiche: Carter Burwell
Costumi: Mary Zophres
Fotografia: Roger Deakins, ASC BSC
Tratto dal romanzo di Charles Portis

La Paramount Pictures, in collaborazione con Comicus, presenta, in edizione limitata di 20 copie in italiano, Il Grinta – si fa sul serio, il fumetto ispirato a una delle scene chiave del film disegnato da Christian Wildgoose, fattosi notare per uno sketch di Jeff Bridges nei panni di Rooster Cogburn postato sul proprio blog

Ulteriori informazioni sul fumetto:
Truegritmovie
Comicus

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.