Bryan Singer, regista di colossi come X-Men e Superman Returns, dirige Il cacciatore di giganti. Il film uscirà al cinema il 28 marzo e tra i protagonisti figurano Nicholas Hoult, Ewan McGregor, Stanley Tucci e una ribelle principessa col volto di Eleonor Tomlinson.

Il potere dei fagioli
di Alessio Neroni

Una fiaba tra suspense e magia, così si potrebbe definire Il cacciatore di giganti, il sorprendente film di Bryan Singer, che arriva nelle sale italiane il 28 marzo, pronto a travolgere tutti gli appassionati del genere fantasy, ma non solo.
Il film infatti segue una trama lineare, in grado di far sognare piccoli e grandi, grazie anche al supporto del fidato sceneggiatore Christopher McQuarre – regista di Jack Reacher -, intervenuto a inizio produzione quando Singer ha ereditato il progetto, che unisce due racconti inglesi molto popolari, Jack e la Pianta di Fagioli e Jack l’Ammazzagiganti, ambientati nel contesto delle leggende di Re Artù.
La storia si svolge in un posto indefinito, anche se è ambientato in un passato lontano dell’Inghilterra, il look e l’atmosfera del film rappresentano una movimentata combinazione di cerimoniali medievali con una sensibilità contemporanea, che si riflettono in dettagli quali l’atteggiamento dei cittadini e il modo in cui si vestono e parlano, che pongono i confini di Cloister, cittadina in cui vive Jack, nell’immaginario di chiunque.
Come in tutte le storie buone Il cacciatore di giganti racchiude una serie di temi universali, come la perseveranza e il valore, il sacrificarsi per i propri amici e l’amore che supera ogni paura, come quella di lanciarsi nel vuoto con l’unica arma a disposizione (a volte): il coraggio.
Protagonista della storia è Jack, interpretato da Nicholas Hoult, un giovane contadino che, affascinato sin da bambino dalle leggendarie imprese dei Giganti, si ritrova casualmente tra le mani dei fagioli – rubati volontariamente da un monaco e barattati col suo cavallo -, che hanno uno strano potere se vengono a contatto con l’acqua. Sarà proprio la pioggia a trasformare un fagiolo, caduto in terra sotto il pavimento in legno della casa di Jack, in una pianta gigantesca, portando oltre le nuvole la sua abitazione con all’interno la Principessa Isabelle (Eleonor Tomlinson), che per fuggire al suo mondo aveva trovato rifugio in quella capanna.
Il Regno dei Giganti sovrasta il cielo e la pianta di fagioli è il tramite tra la terra e il loro incredibile universo.
Il perfido Lord Roderick (Stanley Tucci) conosce bene la realtà e ha un piano per rovesciare e conquistare il trono di Re Brahmwell (Ian McShane): recuperare la corona perduta e gli altri fagioli magici ancora in possesso di Jack, che permettono di raggiungere il regno dei Giganti, al di là delle nuvole.
Il piano riesce solo a metà, e coinvolgerà involontariamente anche Jack, pronto a partecipare alla missione di salvataggio della principessa Isabelle insieme al valoroso Elmont (Ewan McGregor). Scoprirà ben presto che i Giganti esistono e sono creature pericolose e indomabili, e la brama di potere di Roderick rischia di distruggere non solo il regno ma il mondo così come lo conoscono.
Girato interamente in 3D Il cacciatore di giganti unisce live action, location vere e proprie ed effetti tradizionali con personaggi CG creati con una motion precisa e una tecnica perfetta per catturare i movimenti del viso, usando il sistema Simul-Cam di ultima generazione sviluppato per Avatar, integrando in tempo reale la parte live con quella virtuale mentre le macchine da presa sono in funzione.
«In sostanza c’è tutto quello che ci ricordiamo dall’infanzia, e anche di più», spiega Nicholas Hoult, che ha lavorato per la prima volta con Singer in X-Man: l’inizio. «Nel film si utilizzano balestre, teleferiche pericolose su abissi stratosferici, liane che oscillano e alberi infuocati che i Giganti sradicano e ci scagliano contro. Non si sa mai quello che accadrà dopo». L’adrenalina cresce a dismisura infatti come la pianta di fagioli, fulcro e metafora del film. Arrampicarsi e scalarla vuol dire affrontare le proprie paure e conoscere l’ignoto, entrando in un sogno che potrebbe tramutarsi in un incubo. I Giganti del resto non sono buoni e provano molta soddisfazione nel divorare le persone, partendo dalla testa; sicuramente ai bambini tutto ciò può far impressione, anche se lo scopo del regista è quello di divertire il pubblico adulto, senza perdere di vista il fatto che la pellicola è basata su una storia-leggenda che tutti hanno letto da bambini, ambientata in un mondo sopraelevato.
La caccia è aperta, ora sta al pubblico avventurarsi al cinema.

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Jack e la pianta di fagioli travisata
di Andrea Ussia

Fantasy d’avventura dalle grandi pretese, ma con un eroe esile (non solo nella corporatura).

Un’antica guerra riaffiora nel giorno in cui il maldestro Jack riapre una porta tra il nostro mondo e quello di una razza di giganti. Mentre i giganti saranno liberi di vagare sulla Terra a reclamare i territori di un tempo remoto, Jack lotterà per il regno, per i suoi abitanti e per l’amore della principessa Isabella.

Singer esplora un nuovo filone cinematografico. Colui che aveva appassionato con la lenta scoperta del perfido e misterioso Kaizer Soze e permesso agli X-Men di esordire al cinema, ora ha rivolto la propria macchina da presa verso la fiaba di Jack e la pianta di fagioli e l’ha rivisitata. Difatti, se nella celebre storia si faceva riferimento a un luogo popolato da un gigante nel quale si trovavano uova d’oro, nella trasposizione cinematografica l’immensa pianta di fagioli porta a un mondo nel quale i giganti sono relegati da anni e macchinano la loro tremenda vendetta nei confronti degli umani. La leggenda ci viene narrata sotto forma animata e già dalle prime sequenze si può notare come la computer grafica sia poco particolareggiata. Eppure l’animazione digitale all’interno di una pellicola come Il cacciatore di giganti è fondamentale e necessaria per effettuare una fusione tra attori in carne e ossa e motion capture. Purtroppo tutto questo viene lasciato pericolosamente al caso in un film che non appassiona pienamente, anzi mostra il fianco a una sceneggiatura poco accattivante. Singer fa propri i temi riconoscibili del genere fantasy d’avventura, come ad esempio la perseveranza, il coraggio e il sacrificio per le persone care, ma non si spinge oltre e si limita a mettere in scena qualche battaglia e una flebile ironia (caratterizzata da battute emblematiche), che però non rendono la pellicola convincente. Il regista cavalca i luoghi comuni delle favole medievali e della cinematografia per ragazzi, aggiungendoci un 3D chiaramente posticcio e poco giustificabile. In tutto questo si può però riconoscere la poetica del regista, che lo contraddistingue e lo accompagna nella sua carriera: la ricerca delle radici del male. Ci era riuscito ne I soliti sospetti e nei primi due capitoli della saga X-Men, per poi scivolare su due flop come Superman Returns e Operazione Valchiria. Purtroppo il risultato de Il cacciatore di giganti non è dei migliori: una costruzione narrativa piatta e poco spettacolare, nella quale si muovono caratteri sterili, che non catturano l’attenzione dello spettatore. Infatti Jack è l’eroe privo di appel, un pesce fuor d’acqua che fatica a emergere, Roderick è il villain perdente, irritante e involontariamente esilarante, Elmont è la fedele guardia di palazzo (coraggiosa e ironica, ma inconcludente), mentre King Brahmwell è il giudizioso padre della principessa Isabella (la sfortunata donzella che causa l’allegra scampagnata al di sopra delle nuvole). A questi si aggiunge la truppa di giganti, capitanata dal Generale Fellon, che ha le sembianze grafiche dell’attore Bill Nighy, ovvero un esercito del male parecchio impalpabile.

Il cacciatore di giganti è un blockbuster, che si riassume in una banale definizione: una battaglia tra il bene e il male prevedibile e di facile lettura. La pellicola manca di epicità e accuratezza; un prodotto che facilmente appassionerà un pubblico giovanile, ma che altrettanto facilmente verrà dimenticato, senza lasciare un riconoscibile segno.

Titolo originale: Jack the Giant Slayer
Regia: Bryan Singer
Soggetto: Darren Lemke & David Dobkin
Sceneggiatura: Darren Lemke, Dan Studney, Christopher McQuarrie
Attori principali: Nicholas Hoult, Eleonor Tomlinson, Ewan McGregor, Stanley Tucci, Warwick Davis, Bill Nighy, Ian McShane, Ewen Bremner, Eddie Marsan, John Kassir, Ralph Brown, Ben Daniels, Daniel Lapaine, Lee Boardman, Angus Barnett
Fotografia: Newton Thomas Sigel
Montaggio: John Ottman, A. C. E., Bob Ducsay
Musiche: John Ottman
Costumi: Joanna Johnston
Produzione: Legendary Pictures, New Line Cinema, Original Film
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
Genere: Drammatico, Fantasy, Avventura
Paese: USA 2013
Durata: 114′
Formato: Colore 3D
Uscita prevista in Italia: 28 marzo 2013

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