Mai farsi coinvolgere

Dopo anni passati a spostarsi da una scuola all’altra come supplente, Henry Barthes vine assegnato a un college di quelli tosti, dove per lui sarà impossibile non farsi coinvolgere.

Diretto da Tony Kaye, regista britannico noto ai più per American History X (1998), Detachment è un film malinconico – tanto da venire categorizzato come dramma -, ma che, inaspettatamente, lascia trapelare un barlume di speranza.
La storia è quella di Henry Barthes – interpretato da un silenzioso quanto fascinoso Adrien Brody – un uomo che di sé dice di essere “uno che fa un passo alla volta” e che per tutta la durata della storia è pervaso da una vena di fragilità mal celata da distacco (da cui il titolo). Il suo ruolo è quello di un supplente, un insegnante per definizione sostitutivo e temporaneo, che in questo modo riesce a non stringere mai alcun legame “forte” con i propri studenti, costretto a lasciarli prima di potersi affezionare, dovendo girare da una scuola all’altra, senza mai poter aprire il proprio cuore. Tutto questo finché il destino non lo conduce in un liceo pubblico dalla fama poco raccomandabile: i ragazzi che abitano queste classi sono persone complesse, violente, con vissuti forti e spesso drammatici alle spalle. In un contesto tanto intenso e brutale, pian piano, inevitabilmente, i giovani studenti finiscono per aprire una breccia nell’anima apparentemente insensibile di Henry, che – in silenzio – i fantasmi dolorosi se li porta dietro da una vita e di questi ragazzi (ri)conosce paure e frustrazioni. Nel frattempo Henry intreccia una relazione particolare e delicata con una giovanissima prostituta salvata dalla strada, Erica – la sedicenne Sami Gayle –, della quale inizia a prendersi cura, finendo per condividere con lei un’intimità e dei segreti mai confessati prima. Ma la realtà della scuola e lo stesso rapporto con Erica portano Henry a confrontarsi di nuovo con la profondità dei sentimenti, dopo aver cercato a lungo di reprimerli. E l’impatto con le emozioni, inevitabilmente, è dolceamaro e fa paura.
Interessanti gli accorgimenti stilistici, ad esempio gli inserimenti di illustrazioni a sottolineare i momenti più importanti. Cast di tutto rispetto ed interpretazione sincera e partecipata.

Titolo italiano: Il distacco
Regista: Tony Kaye
Attori principali: Adrien Brody, Christina Hendricks, Bryan Cranston, James Caan, Lucy Liu, Blythe Danner, Marcia Gay Harden, Renée Felice Smith, William Petersen, Sami Gayle
Genere: drammatico
Durata: 1 ora e 40 minuti

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