Il primo Vendicatore…fa ben sperare sui successivi

Il progetto “Vendicatori” parte da qui. Come si suol dire: chi ben comincia…

Da Spiderman in poi gli adattamenti cinematografici della Marvel si sono sempre, o spesso, contraddistinti per fedeltà, ironia, azione, patriottismo e forte senso morale. Elevando tutto questo all’ennesima potenza si ottiene Captain America, il capostipite dei vendicatori e senza dubbio, dopo l’Uomo Ragno, il miglior prodotto cinematografico tratto dai fumetti Marvel. La Paramount, dopo Transformers e Iron Man, ha presentato il pezzo da 90, che è poi il suo canto del cigno, dato che The Avengers sarà prodotto Disney.

1941, New York. Siamo in piena Guerra Mondiale e l’esercito degli Stati Uniti sta reclutando nuovi soldati per contrastare la tirannia nazista. Steve Rogers (Chris Evans) è un ragazzotto impacciato, sottopeso e di statura sotto la media, dunque tagliato fuori dai giochi in partenza. Dalla sua ha una gran voglia di dimostrare il suo valore, tanta umiltà e spirito di sacrificio. Basterà? Uno scienziato tedesco arruolato nell’esercito americano (Stanley Tucci) è l’unico, assieme alla bellissima Peggy Carter (Hayley Atwell), a credere in lui come candidato al test che potrebbe rivoluzionare l’esercito statunitense e l’esito della guerra.

L’esperimento andrà a buon fine, Rogers si ritroverà più alto, più agile e più muscoloso: Captain America. Per cantare vittoria è troppo presto: il nemico non è più Hitler, bensì Teschio Rosso/Schmidt (Hugo Weaving), capo di una divisione ormai autonoma che punta al comando dell’universo: la Hydra. Compito arduo per Captain America, sarà all’altezza del suo nome?

Sorprendente. Dopo la sindrome da Bay, il mezzo fiasco di Iron Man (mezzo perché il primo film è veramente bello, il secondo un disastro) e un Thor incapace di rispettare le aspettative, l’attesa per Captain America era sicuramente moltissima, ma anche con gli occhi dei detrattori puntati addosso per poter sparare a zero al primo sbaglio. Ma Captain America è perfetto, si sa, non sbaglia mai.

Joe Johnston dona alla storia un’ambientazione credibile e reale, in cui la trama riesce a svilupparsi senza alcun tipo di forzatura e senza sembrare fine a sé stessa come troppo spesso accade in film di supereroi. Inoltre l’intreccio è ben congegnato, vengono mescolati nel giusto equilibrio l’aspetto psicologico del protagonista, l’avventura, l’esilarante ironia, l’immancabile storia d’amore e il classico patriottismo a stelle e strisce, oltre a un gran senso dell’amicizia che si respira in tutta la durata del film.

L’aspetto visivo è curato nei dettagli, con sequenze letteralmente esplosive, ricche di effetti speciali stupefacenti ma mai esagerati e sempre attinenti a un film che non vuol rischiare di diventare la parodia di sé stesso. Un meccanismo perfetto, dove gli attori sono degli ingranaggi impeccabili senza i quali il film non sarebbe stato sicuramente lo stesso. E se Evans, Tucci, Atwell e Tommy Lee Jones sono da applausi, una menzione particolare va sicuramente a Weaving, che ritroviamo nel ruolo di cattivissimo ribelle come in Matrix, dopo che in V per Vendetta era stato il fuorilegge che aveva distrutto il regime nazista che dominava su Londra. Rogers che non perderà mai l’umiltà, Rogers che dimostrerà sempre coraggio, Rogers innamorato di Peggy, Rogers che ha sulle spalle il destino degli USA e del mondo intero: Captain America è pronto, sissignore!

Se si dovesse dare a questo film un voto in stelle, il verdetto sarebbe senza dubbio una. Non certo per demerito. Per rispetto.

Titolo: Captain America – The First Avenger
Regista: Joe Johnston
Attori principali: Chris Evans, Hayley Atwell, Sebastian Stan, Hugo Weaving, Tommy Lee Jones, Stanley Tucci
Genere: supereroi, azione
Durata: 124min
Anno: 2011
Produttore: Kevin Feige
Produttore esecutivo: Louis d’Esposito, Nigel Gostelow,Alan Fine, Stan Lee, David Maisel
Casa di produzione: Marvel Studios
Distribuzione: Universal Pictures (Italia)
Fotografia: Shelly Johnson, ASC
Musiche: Alan Silvestri
Montaggio: Jeffrey Ford, Robert Dalva

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