Non tutto ciò che luccica…

Il nuovo film del premio Oscar Steven Soderbergh, Dietro i candelabri è la patinata e tragicomica storia della vita privata di Liberace, uno showman e virtuoso del piano che venne prima di qualsiasi altra icona pop americana.

Come finisce il proverbio in apertura di articolo lo sappiamo tutti. E quello che Soderbergh vuole mostrarci è proprio questo: il contraltare di una vita di successo, popolarità e ricchezza che nasconde tanti risvolti di solitudine, fragilità e sfiducia. Liberace è stato un virtuoso del piano che ha impazzato in America e nel mondo tra gli anni ’50 e ‘60: prima di Elvis, Elthon John e Lady Gaga è stato lui a definire la figura del one-man-show stravagante ed istrionico, che sapeva intrattenere il pubblico in spettacoli di grande virtuosismo pianistico (sia di musica classica che jazz) intervallati da siparietti divertentissimi acquisiti dalla lunga gavetta nei saloon. Ma Wladziu Valentino Liberace (di madre polacca e padre italiano) era un “fervente” omosessuale in anni in cui il linciaggio mediatico era spietato nei confronti dell’omosessualità, soprattutto se ad esserne protagonisti erano personaggi famosi e osannati dal pubblico.
In questo film Soderbergh, dopo averci raccontato fasti e delusioni, pregi e difetti della vita degli spogliarellisti (nel non superficiale Magic Mike) si dedica ad un’altra storia che apparentemente è tutta frivolezza, specchi, gioielli d’oro e pellicce costose, ma che in realtà ci racconta, attraverso gli occhi di Scott Thorson – interpretato da un intenso Matt Damon – la grande storia d’amore di un giovane e modesto ragazzo del Milwaukee che per 5 anni è stato compagno di Liberace. I due s’incontrano per caso dopo uno spettacolo del grande performer sul palco del Las Vegas Hilton e da allora il colpo di fulmine divenne una storia matura e duratura (ma soprattutto clandestina agli occhi dei media) nella quale ognuno dei due trovò nell’altro tutto ciò che la vita gli ha negato: sincerità e dedizione per Liberace e una figura paterna e amorevole per Scott.
Ma non tutto ciò che luccica è oro e presto la relazione, come qualsiasi storia d’amore, s’incrina di fronte alla difficoltà di reggere il confronto con un personaggio così ingombrante e vitale come Liberace, così come la gabbia d’oro di finzioni, nella quale sono costretti a vivere, porta il rapporto ad un’implosione autodistruttiva per entrambi.
Geniale e impressionante l’interpretazione di Michael Douglas (sempre autentico nella parte di un’omosessuale che crede che l’eccesso e il kitsch siano regole di vita fondamentali), ma senza mai per questo scadere nella caricatura e nel bozzettismo. Il suo è stato un contributo fondamentale fin dall’inizio; la genesi del film è dovuta proprio ad un’imitazione di Liberace che l’attore fece sul set di Traffic e dalla quale Soderbergh rimase colpito trovando lo spunto per approfondire la storia di questo mito imperituro. La documentazione poi, arrivò dal libro che lo stesso Scott Thorson scrisse dopo la morte dell’unico vero amore della sua vita “Dietro i candelabri. La scandalosa vita di Valentino Liberace, il più grande showman di tutti i tempi”.
La mano registica di Soderbergh, come al solito, è abilissima nel tracciare, attraverso le inquadrature giuste, tutte le sfumature di questo amore (come la ciclicità del primo piano dell’amante, che viene scaricato per Scott e la stessa identica inquadratura nella quale poi vedremo Scott che viene scaricato), così come è capace di rendere bene la condizione di una vita apparentemente perfetta, ma con un prezzo altissimo da pagare a livello umano. E la presenza ossessiva degli specchi nella scenografia (a tappezzare qualsiasi superficie delle proprietà di Liberace), sottolinea l’ossessione di un uomo che vive incastrato nel riflesso della sua immagine pubblica e impossibilitato a godersi la sua identità autentica.
Consigliatissimo a chi ama il glitter e il kitsch, ma anche a chi ama l’ironia sagace e la saggezza, che solo i grandi artisti sanno sprigionare.

Titolo originale: Behind the Candelabra
Regista: Steven Soderbergh
Sceneggiatura: Richard Lagravenese
Attori principali: Michael Douglas, Matt Damon, Dan Aykroyd, Scott Bakula, Rob Lowe, Tom Papa, Paul Reiser, Debbie Reynolds
Scenografie: Howard Cummings
Musiche: Marvin Hamlish
Produttore: Jerry Weintraub
Distribuzione: 01 Distribution
Genere: Biografico
Durata: 118’
Data uscita: 5/12/2013

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