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Climax, articolo di "Michele Parrinello" su Persinsala
giovedì , 17 Ottobre 2019
Climax 1
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Presentato a Cannes (edizione 2018) nella sezione Quinzaine, Climax gode di un comparto stilistico di valore, restituendo tutta l’intensità degli impulsi umani primordiali che racconta. Soffre però di una tendenza all’autorialità e al virtuosismo gratuito che lascia in bocca un sapore agrodolce. Per cementare i rapporti in previsione di una tournée negli Stati Uniti e …

La nuova, provocatoria, discesa all’inferno di Gaspar Noè

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Presentato a Cannes (edizione 2018) nella sezione Quinzaine, Climax gode di un comparto stilistico di valore, restituendo tutta l’intensità degli impulsi umani primordiali che racconta. Soffre però di una tendenza all’autorialità e al virtuosismo gratuito che lascia in bocca un sapore agrodolce.

Per cementare i rapporti in previsione di una tournée negli Stati Uniti e concentrarsi sulle prove generali dello spettacolo, i ballerini di un corpo di danza francese si radunano in un collegio abbandonato nelle campagne transalpine.
L’ultima sera, finiti gli allenamenti, viene organizzata una festa. Qualcuno però scioglie di nascosto una sostanza psicotropa nella sangria.
Dapprima sgomenti di fronte alla consapevolezza di essere stati drogati, i giovani ballerini si ritrovano in balia delle allucinazioni e finiscono per dare sfogo ai loro impulsi più profondi e incontrollabili, in una escalation di aggressività, sesso e violenza.

Raccontata così, la trama del nuovo film di Gaspar Noé potrebbe sembrare quella del più trito e prevedibile horror adolescenziale, a ingrossare le fila di un genere che tra spin-off e remake va tanto di moda negli ultimi anni.
É però sufficiente una minima conoscenza della filmografia del regista franco-argentino per comprendere come l’impalpabile spunto narrativo possa diventare pretesto per l’ennesima discesa all’inferno e un vettore per la sperimentazione audiovisiva.
Climax, pur apprezzabile da un pubblico di matrice varia, per sua stessa struttura e impronta stilistica sembra una conversazione tra un regista cinefilo e una platea che condivide la sua stessa passione. Fin dalla scena iniziale, in cui i provini dei futuri ballerini vengono trasmessi attraverso un vecchio televisore a tubo catodico incassato in una scaffalatura circondata da classici del cinema e della letteratura, Noé sembra indugiare su dialoghi apparentemente poco significativi (il dispiegamento della vicenda mostrerà che non è così) per indirizzare la curiosità e l’attenzione proprio sulla mole di informazioni a contorno.
Un gioco che si ripete, seppur seguendo canoni di volta in volta differenti, per tutta la pellicola: la storia non ha importanza, praticamente non esiste. É la cornice ad esaltare la ricerca della bellezza, il sottotesto a veicolare un significato criptico.
Climax è cinema del corpo e dei corpi, di pancia più che di mente, in cui un utilizzo superficiale dell’elemento narrativo esaspera le componenti sessuali, violente, intime e selvagge di un animo umano privo di freni inibitori. Titilla la fantasia e il voyeurismo, ma al contempo traccia una linea invalicabile tra lo spettatore e le sue possibilità di empatizzare con i protagonisti scegliendo una rappresentazione impersonale e distaccata.
É innegabile che il sabba a base di techno e LSD inchiodi allo schermo, ma mette anche a nudo il più grosso difetto della pellicola: la tendenza all’autocelebrazione e all’autoerotismo cinematografico. Pur nella sua chiave potenzialmente intrisa di disperazione e nichilismo sociale, si specchia e si crogiola nella ricercatezza autoriale, da l’impressione di voler esagerare per il semplice gusto di godersi le reazioni del pubblico, tira fuori dal cilindro scene visivamente accattivanti ma cammina in precario equilibrio tra l’intrattenimento e il puro esercizio di stile.
Climax, per sua stessa natura, non può che polarizzare i giudizi. Tecnicamente ineccepibile (sebbene ridondante a tratti), lascia in bocca un sapore agrodolce figlio del disequilibrio tra stile e scrittura, nonché della sensazione persistente che tutto si riduca a un virtuosismo tanto oliato quando vuoto.

Titolo originale: Climax
Nazionalità: Francia
Anno: 2018
Genere: Thriller, Drammatico, Orrore
Durata: 95′
Regia
: Gaspar Noé
Interpreti: Sofia Boutella, Romain Guillermic, Souheila Yacoub, Smile Kiddy,Claude Gajan Maull, Giselle Palmer
Sceneggiatura: Gaspar Noé
Montaggio: Denis Bedlow, Gaspar Noé
Fotografia: Benoit Debie
Coreografie: Nina Mc Neely
Produzione
: Serge Catoire, Edouard Weil, Vincent Maraval, Gaspar Noé, Rectangle Productions, Wild Bunch
Distribuzione: Europictures, Mial Vision

Nelle sale italiane da giorno 13 giugno 2019

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