Registi e Attori: Intervista Esclusiva A Paolo Sorrentino Per Il Divo

Registi e Attori: Intervista Esclusiva A Paolo Sorrentino Per Il Divo

Anteo Spazio Cinema, Milano. Dopo il successo de Il Divo, Paolo Sorrentino, coadiuvato dal critico Paolo Mereghetti, risponde alle domande di un pubblico pieno di curiosità e (qualche) perplessita’ circa il nuovo discusso film su Andreotti. Riportiamo stralci delle dichiarazioni di Sorrentino.

Andreotti e’ un personaggio che accompagna la vita di chiunque, da quando siamo bambini. Anzi, mi sono meravigliato che non ci fosse gia’ un film su di lui e ci fosse, come dire, ancora posto. Andreotti mi attraeva perche’ e’ un uomo cosi’ pieno di contraddizioni che lo rendono drammaturgicamente interessante; un uomo di media statura che si presenta equipaggiato come Dio, un’arroganza camuffata da modi curiali. Grandi contraddizioni come l’essere da un lato percepito come inarrivabile, poi pero’ c’e’ l’Andreotti che tutte le domeniche, durante la campagna elettorale dava da mangiare ai romani meno abbienti. Dopo che e’ stato fatto Senatore a Vita pero’ non lo ha piu’ fatto.”

Alla domanda come mai tanta cinematografia su Moro, sempre e solo su Moro, Sorrentino risponde:Moro e’ una figura piu’ immediatamente tragica. Andreotti e’ piu’ cinico. Mi sono affannato a cercare un piano umano che difficilmente viene fuori, e forse, quello che di umano si evince nel film sono solo deduzioni mie.
Tra l’altro detesto quelli che sostengono che i registi non dovrebbero mai prender posizione. E’ un alibi, e mi sono stancato di sentirlo dire, io credo che una posizione bisogna prenderla, soprattutto quando in un modo o nell’altro si affrontano fatti che coinvolgono molti.
In altri Paese in cui ci sono stati dei ’misteri’ si e’ poi giunto ad una verita’. Da noi i misteri sono ancora tali, ed e’ meno facile farne un film, per quanto ricondurre tutti i misteri ad Andreotti e’ stata una semplificazione satirica degli anni addietro, anche perche’ lui incarnava questa figura di grande vecchio
.”

– Perche’ Servillo?
E’ alto come lui. No, ovviamente non e’ il solo motivo, ma sai e’ curioso che quando si pensa ad Andreotti si pensa sempre ad un uomo basso, e invece lui e’ alto. Servillo e’ poi un attore coerente e coraggioso, e siccome come dice Oreste Lionello – Andreotti non e’ un uomo, e’ una macchina- si rendeva necessario una recitazione minimale, rendere molto facendo molto poco, e Servillo era in grado.”

Girando questo film ho scoperto che la DC, che sembra un mondo molto noioso e’ invece molto divertente. Si davano soprannomi fra di loro… Tarzan per esempio era quello di Scotti, per la sua capacita’ di passare da una liana all’altra con molta facilita’, seguendo il vento. Di base poi ho fatto di tutto per spettacolarizzare qualcosa (in senso alto) che avevo paura fosse noioso. Allora ho lavorato molto sul montaggio e il suono.”

E il Senatore e le donne?
Cercavo qualcosa di piu’ triviale circa il rapporto fra Andreotti e le donne. Non l’ho trovato.”

– Con che criterio hai scelto gli attori?
Mi piace lavorare con gli attori intelligenti, che non hanno bisogno che li si spieghi tutto, ma sanno persino capire il carattere del personaggio meglio di come il regista glielo spiegherebbe. Mi piacciono poi gli attori registi, e lavoro bene con gli attori registi di teatro. Fondamentalmente preferisco delegare le spiegazioni allo scritto della sceneggiatura e mi dilungo molto in quella sede, cosi’ non devo instaurare lunghi legami con gli attori che sinceramente trovo stancanti.”

– Cosa risponde a chi ha detto che il suo film, insieme a quello di Garrone, ha la colpa di lavare i panni sporchi in piazza?
Lavare i panni in piazza era un’espressione molto cara ad Andreotti, ultimamente ripresa da qualche avvenente e spregiudicata ragazza. Cito Gramellini nel rispondere che i film non sono depliant turistici. La bellezza non e’ nelle colline toscane, come la bruttezza non e’a Scampia.”

– Come mai queste scenografie?
“Ci tenevo a restituire al potere laico quelle atmosfere che io immagino siano quelle del Vaticano. Credo che i due poteri non siano dissimili. Volevo rendere nota la parte occulta del potere in Italia.”

– Ha mai incontrato il Senatore?
: “Nelle due volte in cui ci siamo visti lui ha parlato per tre ore senza raccontare nulla di significativo. Lui e’ un grande conversatore, salta da un’argomento all’altro, e poi, proprio mentre tu magari ti stai assopendo se ne esce con una frase che vuole farti capire che lui ha accesso a un mondo
a cui tu non accederai mai. Ci tiene a farti intuire che questo mondo, magari, tu non sai neanche che esiste. Sa farti capire che lui le cose le sa con largo anticipo.
La percezione di averlo sentito parlare per ore senza aver cavato un ragno dal buco e’ qualcosa che è capitato a molti giornalisti. Tanto materiale da sbobinare per poi accorgersi che non c’era niente su cui scrivere un pezzo
.”

– Faresti un film su Berlusconi?
Ci sono delle analogie. Anche lui ha delle zone d’ombra che in Svezia farebbero urlare all’ineleggibilita’, qui tutto sommato affascinano. Entrambi sanno usare i mezzi di comunicazione. Ma Berlusconi non mi incuriosisce cosi’ tanto. Un’altra mia ossessione e’ Roberto Gervaso, prima o poi vedrete che faro’ un film su di lui. Anche Cuccia mi affascina, ma e’ ancora piu’ impenetrabile di Andreotti.”

– Come mai le scelte musicali?
Ho voluto a tutti i costi ’I Migliori Anni Della Nostra Vita’, e’ uno ’sbaglio’ cinematografico perche’ e’ di molto successiva. Perversamente Renato Zero e i Ricchi e Poveri mi piacciono.”

– Tagli dolorosi?
E’ stato doloroso tagliare la scena in cui Andreotti dichiara di aver fatto di tutto per non far scarcerare i boss mafiosi con un decreto dell’ultimo minuto. Tagliare quella scena, che era venuta male, era amputargli un’autodifesa, e in qualche modo ho voluto rimediare compensando. In questo film se facevi un taglio Andreotti sembrava un santo. Ne facevi un altro e appariva un demonio.”

– Soddisfatto?
Molto. Qui trovo meglio coniugati forma e contenuto, mentre nel film precedente la ricerca formale era fin troppo preponderante.”

Vincitori Cannes 2008: Entre Les Mures e Benicio Del Toro
 Il Divo – Andreotti Raccontato Da Paolo Sorrentino
In Nomine Andreottis

Nota: di R. M
Intervista Esclusiva A Paolo Sorrentino Per Il Divo

Registi e Attori: Asia Argento Rinnega Ferrara E Lui…

Registi e Attori: Asia Argento Rinnega Ferrara E Lui…

Mentre la fanciulla si gode le gioie da dee jay, le sue affermazioni circa il rinnegato Go Go Tales suscitano reazioni.

Più che Ferrara sono i restanti membri del cast a serragliare le barricate per difendere il loro regista.
Ogni giorno dovevamo creare la storia. Non eravamo solo attori, ma creavamo un vero e proprio night-club“, dichiara Dafoe e lo conferma Stefania Rocca: “La cosa divertente di lavorare così è che ognuno crea un personaggio come crede, e si creano delle relazioni inaspettate tra i personaggi, che uno non studia prima“. “Eravamo tutti completamente liberi sul set” tiene quindi a sottolineare la Rocca  “e nessuno ci diceva passo passo cosa fare. Per cui ognuno sceglieva da sé come interpretare ogni scena, e quel bacio è una scelta totale di Asia. Anche io in una scena mi tolgo il reggiseno, perché ci stava, era nelle corde del personaggio, non c’era mica dietro Ferrara a dirmi ‘Su sbrigati, togliti il reggiseno!”. La Argento ha dunque dichiarato (fra le altre cose), che girare quella scena le è costato qualche contratto, e il suo (ex?
) mentore risponde “Non mi fate parlare di questa storia, è meglio“.
Non sara’ tutta una montatura della stampa?
In fondo la Argento ha dichiarato di essersi pentita, mica di essere stata costretta!
In attesa che regista e attrice facciano pace becchiamoci la stoccata di Ferrara in merito al vizio italico di doppiare i film: “Questo è un film che si gode benissimo in originale. Voi siete un paese con una grande tradizione di doppiatori, ma veramente c’è una velocità di linguaggio che perde molto del suo valore se doppiata“.

Leggi : Asia Argento ha poca pazienza con la stampa

Asia Argento Rinnega Ferrara E Lui…

Registi e Attori: Kate Beckinsale e Il Suo Sedere

Registi e Attori: Kate Beckinsale e Il Suo Sedere

Kate Beckinsale ha chiesto una controfigura a causa delle dimensioni del suo didietro.

L’attrice trentaquattrenne si è rifiutata di girare una scena sotto la doccia e ha costretto i produttori del suo ultimo film, Whiteout , a assumere una modella per duemila dollari al giorno. Secondo la sceneggiatura del film, Kate avrebbe dovuto girare alcune scene nuda nella doccia e mostrare cosce e sedere.
L’attrice che era apparsa nuda nel film del 1994 Uncovered (La tavola fiamminga) ha detto che si sente a disagio nel mostrare il suo sedere sul grande schermo. Ma non è l’unica attice ad aver avuto una controfigura per questa parte del corpo, Keira Knightley ne ha chiesto una per Espiazione e Sarah Michelle Gellar per Scooby-Doo.  

Nota: di Mario Onnis
Kate Beckinsale e Il Suo Sedere

Registi e Attori: Rinvio A Giudizio Per Mario Monicelli

Registi e Attori: Rinvio A Giudizio Per Mario Monicelli

La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per Mario Monicelli con l’accusa di diffamazione ai danni del defunto ex Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi.

La vicenda parte nel 2007 quando, nel corso di un’intervista televisiva durante il Festival di Venezia, il 93enne regista rilasciò nel corso di interviste dichiarazioni molto gravi e polemiche nei confronti di Gronchi, definendolo corrotto perché a suo dire responsabile della vendita a privati di diverse sale cinematografiche allora statali, e lo accusò ferocemente di aver messo in atto una vera e propria truffa attraverso l’emissione del celebre francobollo “Gronchi rosa”.

In seguito a queste dichiarazioni la figlia dell’ex Presidente, Maria Cecilia Gronchi, querelò Monicelli, e la richiesta di rinvio a giudizio è ora la conseguenza della querela.   
Rinvio A Giudizio Per Mario Monicelli

Registi e Attori: Cinzia Leone Queen of Comedy 2008

Registi e Attori: Cinzia Leone Queen of Comedy 2008

L’attrice Cinzia Leone è stata premiata come “Queen of Comedy 2008” in occasione del Festival MIX di Cinema Gaylesbico e Queer Culture al Teatro Strehler di Milano. Nelle precedenti edizioni il premio è stato consegnato a Angela Finocchiaro, Carmen Maura e Sandra Milo.

Cinzia Leone, amica di Comedy Central e protagonista nel 2007 di Comicittà, il festival di intrattenimento comico organizzato da Comedy Central e da Mtv Italia, è apparsa visibilmente commossa durante la standing ovation del pubblico. Oltre a dirsi onorata per il premio ricevuto, ha voluto sottolineare che “Adesso c’è un mercato che sta lavorando esattamente sulle esigenze degli omosessuali, ma è un mercato. Rischiate di essere inghiottiti da un mercato che omologa tutti e che studia gli essere umani, togliendogli la parola umani, e facendoli diventare solo un target di consumo. Dovete essere voi a riempire tutto quello che fate di cervello.” L’attrice è apparsa recentemente sul grande schermo nei film “Nero Bifamiliare” e “Le ragioni dell’aragosta” e porterà nei teatri italiani il suo nuovo spettacolo “Outlet“.  

Nota: di Mario Onnis
Cinzia Leone Queen of Comedy 2008

Registi e Attori: Asia Argento Dj Ha Poca Pazienza Con La Stampa

Registi e Attori: Asia Argento Dj Ha Poca Pazienza Con La Stampa

Roma, 10 giugno: Asia non ci sta!    

Stanca di dover rendere conto solo ed esclusivamente, da un po’ di tempo a questa parte, del bacio scambiato col rottweiler in Go Go Tales, l’attrice manda al diavolo la conferenza stampa e scappa via dai giornalisti gossippari. La fanciulla, che in Go Go Tales interpreta la ruvida Monroe,  ha presentato a Roma alla stampa il suo annunciato triplo cd in cui raccoglie la sua anima musicale e apre al mondo le porte dei suoi gusti. Tripli, appunto, come la ripartizione del cd: una prima parte più spostata sull’elettronica, il secondo cd rockeggiante ed il terzo disco rilassato e malinconico, in gergo Sadcore. Ovviamente si finisce a parlare di cinema, di baci e di cani “Vorrei non averlo mai fatto. La mia scena è stata strumentalizzata e si è parlato solo di quella“, confida l’attrice proprio nel giorno in cui si apprende che Asia non prendera’ parte alla presentazione alla stampa del film, prevista mercoledì prossimo, alla quale invece parteciperanno, insieme al regista Abel Ferrara, tutti gli altri principali interpreti.
In più riprese la ragazza ha dichiarato di aver vissuto quella scena come una sorta di “battesimo del fuoco”, essendo da sempre terrorizzata dai cani, come Ferrara, d’altronde. Il fotogramma (perché è di pochissimi istanti che si tratta), sarebbe inoltre stato frutto di un’improvvisazione della Argento che si sa, ama scandalizzare ma ha poca pazienza per patirne le conseguenze. Intanto la Argento, che è incinta di cinque mesi del nuovo compagno, il regista Michele Civetta,  conduce un programma tutte le mattine su Radiodue con il collega Gianfranco Monti intitolato “Il bello e la bestia“.
Un programma per famiglie, in cui, nelle vesti di fidanzata, casalinga e mamma doc, elargisce consigli alle neomadri offrendo un’immagine inedita e più matura di se stessa: “I bambini nella pancia sentono la musica. Mia figlia Anna Lou, che ha 7 anni, come me adora i Beatles: ‘Yellow Submarinè è stata ottima per calmare i suoi pianti e le colichette“, dice l’attrice ad un settimanale. A poche settimane dalla pubblicazione delle accuse del suo ex compagno Morgan, padre di Anna Lou, Asia racconta anche di come è nato il rapporto con l’attuale compagno: “Ci siamo conosciuti cinque anni fa negli Stati Uniti ma eravamo impegnati. Siamo rimasti amici e ci siamo ritrovati, entrambi liberi, l’anno scorso. è la prima volta che mi succede che una semplice amicizia sbocci in amore. Vorrei sposarmi, ma lui è italoamericano e la burocrazia qui in Italia è complicatissima“.        

Nota: di R. M.
Asia Argento Dj Ha Poca Pazienza Con La Stampa

Registi e Attori: Scamarcio Recita Per Costa Gavras

Registi e Attori: Scamarcio Recita Per Costa Gavras

Mi auguro di fare film che divertano ma anche che cerchino di analizzare le dinamiche umane. Ho fame di personaggi complessi. Questo lavoro stimola la mia parte di bambino, la mia voglia di cambiare, giocarè’

Costa Gavras (Missing) ha scelto il nostro (sempre più internazionale) Riccardo Scamarcio per il suo prossimo film Eden is West’. L’attore, che attualmente soggiorna a Mochos, un paesino da cartolina a pochi chilometri da Heraklion sull’isola di Creta, tuttavia dichiara “èutile allontanarsi da casa, ti dà una prospettiva diversa sulle cose, ma questa la considero solo una svolta nella mia carriera, non me ne vado dall’Italia. Anzi, sto per tornarci, per girare il film di Michele Placido (‘Il grande sognò, sul ’68, di cui inizierà le riprese il 24 giugno, ndr).
E in futuro potrebbe tornarmi anche la voglia di fare un altro teen movie. Io vivo questo lavoro con grande semplicità.

Scamarcio, che a fine estate sarà impegnato anche nella fine delle riprese di ‘Italians’ di Giovanni Veronesi ha detto la sua anche sul trionfo italiano a Cannes: ”Sono contentissimo per Garrone, che avevo anche sperato vincesse la Palma d’oro, e Sorrentino. Stanno andando anche bene al botteghino, a dimostrare che il pubblico non vede solo i film adolescenziali come i miei”.
Meno male che se le canta da solo!
Scamarcio Recita Per Costa Gavras

Registi e Attori: Ian Lancaster Fleming: io sono James Bond

Registi e Attori: Ian Lancaster Fleming: io sono James Bond

Il 28 maggio 1908 nasceva a Londra Ian Lancaster Fleming, lo scrittore che ha dato vita a James BondIl mio nome è Bond, James Bond diceva il più famoso degli attori che ha interpretato questo personaggio, Sean Connery  – secondo di quattro fratelli era figlio di un’aristocratica famiglia inglese. Ha studiato al college Eton e all’Accademia Militare di Sandhurst.

Nel 1928 proseguì gli studi in Austria a Kitzbürhel, dove si appassionò di sci e alpinismo. Il nonno era un noto banchiere scozzese e il padre un deputato conservatore morto quando egli aveva 9 anni durante la Prima Guerra Mondiale. Questi nominò la moglie, Evelin St. Croix Fleming, sua erede, ma con il vincolo che ella non si sposi. Nonostante la severa educazione Ian amava gli eccessi e le scorribande, soprattutto se accompagnate dall’alcool. La passione più grande, però, restava contesa tra le donne e le belle auto, che raramente scindeva, accompagnandosi con le une e le altre. Prima di divenire romanziere, Fleming fu giornalista per l’agenzia Reuters a Berlino, Londra e Mosca, dove fu inviato speciale del Times. In questo periodo affinò la capacità d’osservazione e l’arte dello scrivere. L’esperienza giornalistica, intrapresa per seguire le orme del fratello maggiore, durò poco. Dopo la morte del nonno divenne socio di una società bancaria. Nel 1939 entra nel servizio segreto della Marina britannica, dando inizio, così, alla sua vita da spia. Finita la guerra, Ian riprende la carriera giornalistica, sposa la contessa di Charteris e, in viaggio di nozze, scrive Casino Royale creando James Bond, Da quel momento in poi Flemming si dedica totalmente alla carriera di romanziere e acquista una villa in Giamaica, chiamata Goldeneue). Il 12 agosto 1964, a 56 anni, Ian Fleming muore per un infarto causato probabilmente dal tabagismo – era un accanito fumatore – e dall’eccessivo uso di alcool. La moglie Anne muore nel 1981. Il loro unico figlio, Camper, era già morto per overdose nel 1975.
Ian Flemming scrisse 12 romanzi più 2 raccolte di racconti brevi aventi per protagonista l’agente segreto James Bond.

  • Casino Royale (1953; La benda nera);
  • Live and Let Die (1954; Vivi e lascia morire);
  • Moonraker (1955; 007 il grande slam della morte);
  • Diamonds are Forever (1956; Una cascata di diamanti);
  • From Russia with Love (1967; A 007 dalla Russia con Amore);
  • Doctor No (1958; L’impronta del drago; 007 Licenza di uccidere. Il Dottor No);
  • Goldfinger (1959; Agente 00 missione Goldfinger);
  • For you Eyes Only (1960; Solo per i tuoi occhi);
  • Thunderball (1961; Agente 007 Operazione tuono);
  • The spy who Loved Me (1962; la spia che mi amò);
  • On Her Majesty’s Secret Service (1963; Servizio Segreto; Al servizio segreto di Sua Maestà);
  • You Only Live Twice (1964; Si vive solo due volte):
  • The Mon with the Golden Gun (1965; L’uomo dalla pillola d’oro);
  • Octo***** and The Living Doulight (1966; Octo*****).
  • Il James Bond letterario nato dalla penna di Flemming appare come un comune impiegato statale che svolge scrupolosamente il suo lavoro. Umberto Eco nel 1978 ne “Il Superuomo di massa – Le strutture narrative in Fleming” spiega che le regole che stanno alla base delle sue avventure sono schematiche. Secondo lui le storie dell’agente segreto letterario si inseriscono in una situazione di gioco come se si trattasse di una sequenza di mosse. Per l’esattezza si tratta di 8 mosse per episodio di cui, secondo Eco, la prima è “M. muove e dà incarico a Bond” e l’ultima “Bond muove e matta in 8 mosse”. A ravvivare la struttura schematica c’è l’ambientazione esotica e i flert erotici con bellissime donne, ma, soprattutto c’è lui: James Bond. Dell’agente segreto più famoso del mondo Flemming da precise descrizioni sia caratteriali che fisiche: deve essere alto 1,83 m e pesare 76 Kg; deve avere 42 anni e conoscere molte lingue oltre ad essere un grande seduttore, Si aggiunge l’aria da borghese sofisticato, l’eleganza in smoking, l’essere atletico al punto giusto, le belle automobili e una certa metodicità nelle abitudini – come il Vodka Martini agitato, non mescolato. Nel 1960 il giovane produttore Saltzman acquista i diritti dei romanzi di Jan Fleming e insieme con un altro produttore plasmano il James Bond cinematografico rendendolo sempre più un linea con i tempi, a partire dal non presente maschilismo che, invece, si intravede in quello letterario. 22 film e 22 missioni per ammirare uno dei personaggi più longevi nell’immaginario dei cineasti. A partire dal più recente:
    22. Quantum con Daniel Craig (2008);
    21. Casino Royale (2006);
    20. La morte può attendere (2002);
    19. Il mondo non basta mai (1999);
    18. Il domani non muore mai (1997);
    17. Goldneye (1995);
    16. Vendetta privata (1989);
    15. Zona pericolo (1987);
    14. Bersaglio mobile (1985);
    13. Octo*****. Operazione piovra (1983);
    12. Solo per i tuoi occhi (1981);
    11. Moonraker, operazione spazio (1979);
    10. La spia che mi amava (1977);
    9. L’uomo dalla pistola d’oro (1974);
    8. Vivi e lascia morire (1973);
    7. Una cascata di diamanti (1971);
    6. Al servizio segreto di sua maestà (1969);
    5. Si vive solo due volte (1967);
    4. Tgynderball. Operazione Tuono (1965);
    3. Missione Goldfinger (1964);
    2. Dalla Russia con amore (1963);
    1. Licenza di uccidere (1962).

    Nota: di Agnese Maria Antonella Mazzotta
    Ian Lancaster Fleming: io sono James Bond

    Registi e Attori: Intervista Esclusiva A Paolo Sorrentino Per Il Divo

    Registi e Attori: Intervista Esclusiva A Paolo Sorrentino Per Il Divo

    Anteo Spazio Cinema, Milano. Dopo il successo de Il Divo, Paolo Sorrentino, coadiuvato dal critico Paolo Mereghetti, risponde alle domande di un pubblico pieno di curiosità e (qualche) perplessita’ circa il nuovo discusso film su Andreotti. Riportiamo stralci delle dichiarazioni di Sorrentino.

    Andreotti e’ un personaggio che accompagna la vita di chiunque, da quando siamo bambini. Anzi, mi sono meravigliato che non ci fosse gia’ un film su di lui e ci fosse, come dire, ancora posto. Andreotti mi attraeva perche’ e’ un uomo cosi’ pieno di contraddizioni che lo rendono drammaturgicamente interessante; un uomo di media statura che si presenta equipaggiato come Dio, un’arroganza camuffata da modi curiali. Grandi contraddizioni come l’essere da un lato percepito come inarrivabile, poi pero’ c’e’ l’Andreotti che tutte le domeniche, durante la campagna elettorale dava da mangiare ai romani meno abbienti. Dopo che e’ stato fatto Senatore a Vita pero’ non lo ha piu’ fatto.”

    Alla domanda come mai tanta cinematografia su Moro, sempre Sorrentino risponde:Moro e’ una figura piu’ immediatamente tragica. Andreotti e’ piu’ cinico. Mi sono affannato a cercare un piano umano che difficilmente viene fuori, e forse, quello che di umano si evince nel film sono solo deduzioni mie.
    Tra l’altro detesto quelli che sostengono che i registi non dovrebbero mai prender posizione. E’ un alibi, e mi sono stancato di sentirlo dire, io credo che una posizione bisogna prenderla, soprattutto quando in un modo o nell’altro si affrontano fatti che coinvolgono molti.
    In altri Paese in cui ci sono stati dei ’misteri’ si e’ poi giunto ad una verita’. Da noi i misteri sono ancora tali, ed e’ meno facile farne un film, per quanto ricondurre tutti i misteri ad Andreotti e’ stata una semplificazione satirica degli anni addietro, anche perche’ lui incarnava questa figura di grande vecchio
    .”

    – Perche’ Servillo?
    E’ alto come lui. No, ovviamente non e’ il solo motivo, ma sai e’ curioso che quando si pensa ad Andreotti si pensa sempre ad un uomo basso, e invece lui e’ alto. Servillo e’ poi un attore coerente e coraggioso, e siccome come dice Oreste Lionello – Andreotti non e’ un uomo, e’ una macchina- si rendeva necessario una recitazione minimale, rendere molto facendo molto poco, e Servillo era in grado.”

    Girando questo film ho scoperto che la DC, che sembra un mondo molto noioso e’ invece molto divertente. Si davano soprannomi fra di loro… Tarzan per esempio era quello di Scotti, per la sua capacita’ di passare da una liana all’altra con molta facilita’, seguendo il vento. Di base poi ho fatto di tutto per spettacolarizzare qualcosa (in senso alto) che avevo paura fosse noioso. Allora ho lavorato molto sul montaggio e il suono.”

    E il Senatore e le donne?
    Cercavo qualcosa di piu’ triviale circa il rapporto fra Andreotti e le donne. Non l’ho trovato.”

    – Con che criterio hai scelto gli attori?
    Mi piace lavorare con gli attori intelligenti, che non hanno bisogno che li si spieghi tutto, ma sanno persino capire il carattere del personaggio meglio di come il regista glielo spiegherebbe. Mi piacciono poi gli attori registi, e lavoro bene con gli attori registi di teatro. Fondamentalmente preferisco delegare le spiegazioni allo scritto della sceneggiatura e mi dilungo molto in quella sede, cosi’ non devo instaurare lunghi legami con gli attori che sinceramente trovo stancanti.”

    – Cosa risponde a chi ha detto che il suo film, insieme a quello di Garrone, ha la colpa di lavare i panni sporchi in piazza?
    Lavare i panni in piazza era un’espressione molto cara ad Andreotti, ultimamente ripresa da qualche avvenente e spregiudicata ragazza. Cito Gramellini nel rispondere che i film non sono depliant turistici. La bellezza non e’ nelle colline toscane, come la bruttezza non e’a Scampia.”

    – Come mai queste scenografie?
    “Ci tenevo a restituire al potere laico quelle atmosfere che io immagino siano quelle del Vaticano. Credo che i due poteri non siano dissimili. Volevo rendere nota la parte occulta del potere in Italia.”

    – Ha mai incontrato il Senatore?
    : “Nelle due volte in cui ci siamo visti lui ha parlato per tre ore senza raccontare nulla di significativo. Lui e’ un grande conversatore, salta da un’argomento all’altro, e poi, proprio mentre tu magari ti stai assopendo se ne esce con una frase che vuole farti capire che lui ha accesso a un mondo
    a cui tu non accederai mai. Ci tiene a farti intuire che questo mondo, magari, tu non sai neanche che esiste. Sa farti capire che lui le cose le sa con largo anticipo.
    La percezione di averlo sentito parlare per ore senza aver cavato un ragno dal buco e’ qualcosa che è capitato a molti giornalisti. Tanto materiale da sbobinare per poi accorgersi che non c’era niente su cui scrivere un pezzo
    .”

    – Faresti un film su Berlusconi?
    Ci sono delle analogie. Anche lui ha delle zone d’ombra che in Svezia farebbero urlare all’ineleggibilita’, qui tutto sommato affascinano. Entrambi sanno usare i mezzi di comunicazione. Ma Berlusconi non mi incuriosisce cosi’ tanto. Un’altra mia ossessione e’ Roberto Gervaso, prima o poi vedrete che faro’ un film su di lui. Anche Cuccia mi affascina, ma e’ ancora piu’ impenetrabile di Andreotti.”

    – Come mai le scelte musicali?
    Ho voluto a tutti i costi ’I Migliori Anni Della Nostra Vita’, e’ uno ’sbaglio’ cinematografico perche’ e’ di molto successiva. Perversamente Renato Zero e i Ricchi e Poveri mi piacciono.”

    – Tagli dolorosi?
    E’ stato doloroso tagliare la scena in cui Andreotti dichiara di aver fatto di tutto per non far scarcerare i boss mafiosi con un decreto dell’ultimo minuto. Tagliare quella scena, che era venuta male, era amputargli un’autodifesa, e in qualche modo ho voluto rimediare compensando. In questo film se facevi un taglio Andreotti sembrava un santo. Ne facevi un altro e appariva un demonio.”

    – Soddisfatto?
    Molto. Qui trovo meglio coniugati forma e contenuto, mentre nel film precedente la ricerca formale era fin troppo preponderante.”

    Vincitori Cannes 2008: Entre Les Mures e Benicio Del Toro
     Il Divo – Andreotti Raccontato Da Paolo Sorrentino
    In Nomine Andreottis

    Nota: di R. M
    Intervista Esclusiva A Paolo Sorrentino Per Il Divo

    Registi e Attori: Sidney Pollack: regista e gentiluomo

    Registi e Attori: Sidney Pollack: regista e gentiluomo

    Parallelamente alla recente chiusura del sipario di Cannes 2008 si chiudeva la scena, in questa vita, per Sidney Pollack. Il regista era nato nel 1934, anagraficamente aveva 73 anni, ma la sua classe e il suo spirito pionieristico alleggerivano di molto la proporzione età- progettualità che fanno dell’età uno stereotipo inutile in cui affaccendarsi.

    Assieme ad un gruppo di colleghi (Spielberg, Schlesinger, Peckinpah…) che dagli anni ‘70 hanno fatto la storia del cinematografo e che hanno rotto gli schemi hollywoodiani con un cinema d’impegno sociale e che nel caso di Pollack sono stati film del calibro di “Non si uccidono così anche i cavalli” , “Corvo rosso non avrai il mio scalpo”, “Il cavaliere elettrico”, “I tre giorni del condor” dei film che sembrano aderire ad un manifesto di intenti di un giovane cinema americano attento alla società e all’impegno militante , registi avversi al maccartismo, sinonimo di conservatorismo e di attacco alle minoranze politiche, coniugando questo livello di impegno nei diversi strati del sociale, per così consentire allo spettacolo vero, la vita , di avere una rappresentazione sul grande schermo e far diventare il cinema il grande caveau espressivo che sarà la trasmissione del sapere del futuro. In questo contesto militante, sperimentale e pieno di speranze, Pollack si è mosso con uno stile impeccabile, con un uso della macchina da presa professionale e con una declamazione delle varie graduazioni di sentimenti sempre inscindibili e controversi, nel rapporto uomo donna (Destini incrociati, Come eravamo, la mia Africa) nel suo io politico (The interpreter, I tre giorni del condor, Corvo rosso non avrai il mio scalpo, Havana) lasciando alle emozioni e alle passioni un loro corso (come poi succede nella vita reale) senza risoluzione. I filosofi francofortesi che hanno accompagnato le letture di questa generazione (non solo l’americanizzato Marcuse, ma anche Adorno, Benjamin) hanno fatto da sponda ad una teoria della cultura come industria (intesa nel senso di ingegnosa abilità del socializzare il proprio talento) del sapere e si ha l’impressione che, con registi come Sidney Pollack questo trapianto sia riuscito in pieno, e che sia possibile realizzare grandi progetti cinematografici senza scadimenti. Nel 2004, precisamente il 25 aprile, a Bologna, nel corso della presentazione della copia restaurata “I tre giorni del condor” , un film che la Cineteca di Bologna ha voluto sottrarre all’usura del tempo, era stato invitato Sidney Pollack, a commentarlo e a ricordarlo. Il regista indossava una giacca di pelle nera, era appena sceso dal suo aereo, in giro per il mondo con un suo piccolo jet per non essere schiavo degli orari e delle partenze e dei ritardi degli aeroporti, non è una leggenda metropolitana il fatto che la produzione spesso impone tempi molto stringenti sul set e dunque questa autonomia gli si rendeva necessaria, specie per una persona come lui che era attore, regista, produttore, montatore e che curava il suo cinema in ogni dettaglio e in ogni piccolo particolare, con uguale maestria e dovizia, essendo lui stesso impastato di cinema.Sidney Pollack era molto affezionato al docente Franco La Polla professore ordinario di Letteratura Angloamericana all’Università di Bologna che aveva scritto diverse pubblicazioni anche su di lui, come Sidney Pollack: Cineasta e gentiluomo.

    Ispirandosi al suo ruolo trasversale nel cinematografo contemporaneo, al cinema Lumiere di Via Pietralata a Bologna, il 25 aprile 2004 Pollack  ha parlato dei suoi esordi cinematografici, e trascinato dalle domande degli appassionati, ha parlato del suo rapporto con Stanley Kubrick, del personaggio che gli aveva chiesto di interpretare.

    Pollack ha raccontato che si conosceva solo telefonicamente da circa vent’anni con Kubrick e non si erano mai visti (sappiamo dell’esilio che si era inflitto Kubrick allontanandosi dagli Stati Uniti in odore di misantropia e stabilendosi definitivamente in Inghilterra soprattutto come produzione cinematografica ), e fu in quel contesto Stanley Kubrick gli chiese di fare la parte di Victor Ziegler in “Eyes wide shut” così Sidney Pollack approdò sul set. Appena arrivò fu salutato da Tom Cruise che gli disse che assieme a Nicole erano lì da circa un anno per il film.

    Pollack lo rassicurò dicendo che il regista lo aveva chiamato per fare una particina e che si sarebbe trattenuto per qualche giorno. Naturalmente rimase quasi due mesi…

    Però se oggi vediamo la parte di Sidney Pollack per Stanley Kubrick notiamo che Victor Ziegler, non era una parte, era lo specchio di un cono d’ombra, quella fradicia e senza eticità del potere

    Nota: di Roberta Ricci
    Sidney Pollack: regista e gentiluomo