Recensione Tv: Gasparri, Travaglio E Il Caso Fazio

Recensione Tv: Gasparri, Travaglio E Il Caso Fazio

Se qualcuno aveva ancora dei dubbi (o più colpevolmente la memoria corta) sono bastate poche occasioni a far ribadire il concetto: le voci fuori dal coro non solo non sono gradite, ma  devono esser allontanate anche dalla zona fuori dal coro. Mentre dall’altra parte con toni profetici Grillo recitava: “nessuno tocchi il soldato Travaglio“. In effetti, dopo il caso Santoro, ecco il caso Fazio (siamo pieni di casi). E il pomo della discordia, così come lo fu ai tempi dell’editto bulgaro, ruota sempre intorno al notissimo giornalista Marco Travaglio.

Ecco le parole dell’onorevole, capogruppo dei senatori PDL (o AN?
), Maurizio Gasparri: “Ancora una volta il cosiddetto servizio pubblico della Rai viene messo a disposizione, senza contraddittorio, dalla condotta diffamatoria di Travaglio. Le offese al presidente Schifani troveranno la giusta risposta nelle sedi giudiziarie [..] Ma il problema investe i vertici Rai e in particolare il direttore generale, il cui mandato per fortuna scade, per legge, tra 20 giorni. La vergognosa utilizzazione diffamatoria della Rai non può proseguire. Devono rendersene conto anche i consiglieri in scadenza ma ci auguriamo non scaduti in termini morali [..] Travaglio trae conclusioni arbitrarie. Schifani ha avuto a che fare con persone che 18 anni dopo sono state indagate. Di Fazio, megafono della calunnia, non vale la pena parlare [..] ricambio immediato in Rai!”«Gentiloni pensava di rinviare a settembre ma sarebbe una violazione. E Cappon non è stato garante di pluralismo e ha fatto tornare pessimi anche i conti“. Nel mirino ci sarebbe, dunque, anche Claudio Cappon, direttore generale della Rai. Ma che è accaduto?
Spiega Travaglio: «Ho solo citato un fatto scritto già nel mio libro e in quello di Lirio Abbate, giornalista dell’Ansa minacciato dalla mafia e cioè che Schifani aveva avuto rapporti con persone poi condannate per mafia. È agli atti societari della Sicula Brokers fondata da lui, Enrico La Loggia, Mino Mandalà, condannato come boss mafioso, e Benny D’Agostino, condannato per concorso esterno. O si chiede conto a Schifani di questo o non si celebra Abbate come giornalista antimafia». «E poi, — continua — a Fazio ho spiegato che se dopo De Nicola, Pertini e Fanfani, ci ritroviamo con Schifani sono terrorizzato dal dopo: le uniche forme residue di vita sono il lombrico e la muffa. Anzi, la muffa no perché è molto utile». NOTA INTERROGATIVA DI PERSINSALA: Marco, ma che bisogno c’era di aggiungere questa infelice chiosa in stile Luttazzi?
Perché offrire il fianco ad accuse (legittime) di “villipendio”, se credi che il tuo messaggio necessiti di essere diffuso e veicolato senza ostracismi?
FINE NOTA.Paolo Ruffini, direttore di Rai Tre stigmatizza le dichiarazioni di Travaglio «gratuitamente offensive nei confronti della seconda carica dello Stato. Bene ha fatto Fazio a dissociarsi ». «Fazio non si è dissociato — corregge Travaglio —. E Ruffini pensi alle sue violazioni come la censura del programma di Sabina Guzzanti Raiot». Ma insomma, questi conduttori Rai sono impazziti, contagiati dal virus del kamikaze dell’informazione, che si gioca il posto pur di dare ultimi scampoli di spazio alla sacra voce della liberta’ di stampa (incarnata ormai  dal sempre più diafano Marchino nazionale)?
Sembra che i nostri giornalisti (e affini) più impegnati e controccorente (che termini radical chic!) stiano approfittando dell’ultimo colpo di coda prima della chiusura delle trasmissioni, che a quanto pare, è imminente. Tra poco da Santoro si potra’ parlare solo di immondizia (… Forse…), e da Fazio potremo (tuttalpiù) ascoltare la Littizzetto che ulula “Eminems” a squarciagola (non che Fazio di solito sia propriamente un’arena infuocata), ammesso e non concesso che queste trasmissioni continuino ad esistere. Non sara’ altresì possibile  discutere (per esempio) di quella sentenza europea che sostiene l’illegalita’ di Rete 4, costretta a liberare le frequenze, a meno di una maxi mora che l’Italia (nella persona dei cittadini italiani) dovra’ pagare con effetto retroattivo (Sentenza del 31 gennaio 2008 che dichiara illegittime le leggi italiane sulle radio televisioni perché consentono a Rete4 di trasmettere sulle frequenze analogiche che spettano a Europa7).E non sara’ possibile ricordare, a meno di un’accusa di diffamazione, che questa legge illegittima, conosciuta ai più col simpatico nomignolo di Decreto Salva Fede (!!!), porta la firma in calce proprio di quel Gasparri, che ad oggi strilla di un Servizio Pubblico messo a disposizione dei vaneggiamenti offensivi e calunniosi (cherie!) di Travaglio. Gasparri  non sente invece il dovere di rispondere con chiarimenti e spiegazioni (altrettanto PUBBLICHE) circa i danni che la SUA legge procurera’ alle tasche dei contribuenti, ma sa fare la voce grossa per queste importantissime “vergognose” questioni di utilizzo improprio del tubo catodico (sarebbe curioso poi conoscere il concetto di “giornalismo” che questi signori hanno, senza arriavre a metterli in difficolta’ con la dicitura  “giornalismo d’assalto”). Staremo a vedere che piega prendera’ l’affaire Travaglio, in tutte le sue molteplici declinazioni.
Gasparri, Travaglio E Il Caso Fazio

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