La Guerra Di Charlie Wilson

Recensione: La Guerra Di Charlie Wilson

Quel genio di Mike Nichols! Ne ha combinata un’altra delle sue: un film divertente e intelligente, a tratti surreale ma verissimo (tratto da una vicenda arci nota), che strappa sorrisi e non lesina amari momenti di riflessione.

SCHEDA TECNICA

SCHEDA DVDLa guerra a cui il titolo fa riferimento è solo in prima battuta quella tra russi e afghani (largamente finanziati dagli americani); è piuttosto l’attuale conflitto (ancora in corso) tra Usa e Iraq, o fra talebani e New York, con ovvi e mai menzionati riferimenti al “perché” e al “come” dell’ undici settembre.Nichols parla di oggi senza mai spostare il racconto dagli anni ’80, e descrive con travolgente irriverenza come gli Stati Uniti abbiano armato i loro attuali, acerrimi nemici.Charlie Wilson (Hanks) è un panzuto e godereccio deputato “a cui tutti devono un favore”, pieno di vizi ma simpatico, e sinceramente interessato alla causa afghana.
Joanne Harring (Roberts) è (concedetemelo!) una sorta di Oriana Fallaci statunitense, solo molto più ricca, potente e politicamente influente, che vede il nemico numero uno nei russi, da allontanare dall’Afghanistan ad ogni costo.
Gust Avrakotos (Seymour Hoffman) è una spia che dalla vita vuole solo “poter uccidere dei russi“. Per via di una galattica congiunzione astrale le sorti di Afghanistan e  Usa si ritroveranno nelle mani di questi tre soggetti, che grazie ad un’azione strategica e compatta, riusciranno a far stanziare fino ad un miliardo di dollari da destinare alla resistenza mujahidin contro l’Armata Rossa. La pellicola si dispiega fra gag spassose, pagine di storia della politica segreta mondiale, e frammenti dell’incasinata vita privata di Wilson, deputato dedito a donne, alcool e droghe.
Viene illustrato con estremo brio narrativo l’insorgere di una cordata anti sovietica che vede Egitto, Israele e Pakistan agire fianco a fianco ma sotterraneamente, mantenendo sempre un facciata pubblica di inimicizia.
Viene mostrata la miopia di una nazione che “arma” il proprio futuro nemico, incapace di guardare al di la’ del proprio naso, e di pensare realmente in grande, in termini politici ma soprattutto sociologici e di ricostruzione post bellica. Il tutto in una confezione narratologica ricca di bollicine e battute al vetriolo. La recitazione offerta dalla triade protagonista vede in testa un Tom Hanks incredibilmente country e frescone, diretto con energia e personalita’. Non è il solito Hanks, e questa prova attoriale non assomiglia a nulla di gia’ visto in precedenza.

Seymour Hoffman è solerte nell’offrire prestazioni interessanti che si aggirano dalle parti del surrealismo più obliquo e sfuggente (vedi il prete sessuomane in Ritorno a Cold Mountain), e anche qui non perde un colpo, pur stupendo meno di Hanks.            
Non stupisce invece per niente la solita “cavalla zoppa” Julia Roberts, monocromatica e piatta come poche (anche se supera in modo stupefacente la prova bikini, pavoneggiando un corpo da favola). Assolutamente grandiosa è la regia di Nichols, ricca di inquadrature sui generis (la Roberts che si trucca gli occhi con strumenti  di tortura  più che di bellezza, e non guarda mai verso l’obiettivo) e dettagli di sfondo che decorano la vicenda rendendola macchiettistica come solo lui sa fare.  Un esempio di leggerezza (solo apperentemente scanzonata) è la nutrita schiera di segretarie sexy che riempie l’ufficio di Wilson “perché” sostiene il saggio politico, “puoi insegnare loro a battere a macchina, ma non puoi fargli crescere le tette!

Il regista ottuagenario, che ci ha abituato  a narrazioni paradossali ma insospettabilmente argute come Closer e Angels Of America, realizza un progetto asciutto, senza sbavature e dalle intenzioni chiare anche se non urlate, ben espresse in finale d’opera dalle parole del vero Wilson : “Queste cose accadono. Siamo stati gloriosi e abbiamo cambiato il mondo…e poi ci siamo fottuti alla fine del gioco“.La Guerra Di Charlie Wilson: Come rendere divertente una pagina di storia politica problematica e sofferta. Da godere.La Frase: “Vorrei prendere un attimo per esaminare vari modi in cui sei un escremento.” Philip Seymour Hoffman, La Guerra Di Charlie Wilson, 2008Leggi: La Guerra Di Charlie Wilson Anteprima

Nota: di Roberta Monno
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