Crimini e Misfatti

Recensione: Crimini e Misfatti

La pellicola presenta due storie parallele, che si svolgono nell’ambiente intellettuale ebraico di New York. Judah Rosenthal è un ricco oculista, con una bella vita, però è costantemente assillato dall’amante Dolores, che non vuole troncare il loro legame. Cliff Stern è invece un regista di do*****entari, in crisi anche a causa del suo matrimonio fallito e oppresso dal senso d’inferiorità verso il proprio cognato Lester, un ricco produttore.

SCHEDA TECNICA

SCHEDA DVDC’è poca speranza, nella Manhattan che Allen dipinge in Crimini e Misfatti. Ma, nonostante tutto, qui non manca mai il riso, anche se tinto d’amaro. Allen ci mostra una città oscura, dove peccati e peccatori si fondono insieme per creare un assordante coro di voci.

Un film corale, infatti, che vede scorrere due storie quasi parallele: quella di un affermato oculista e quella di un regista idealista e sfortunato. Nulla, nella vita reale, porterebbe questi due personaggi ad incontrarsi (appartengono a due mondi sociali diversissimi) ma, in questa New York così cinica e fredda, un rabbino che sta perdendo la vista (paziente di uno e cognato dell’altro) permette questo incontro, nell’ultima scena del film. Nella cecità reale del giovane rabbino, uomo dalla moralità luminosa ed incrollabile, vi è la rappresentazione metaforica dell’umana cecità: di fronte alla realtà e alle difficoltà chi può scappa. E indubbiamente sarà la fuga, mescolata al crimine, la scelta di Judah Rosenthal. I buoni, invece, non hanno vita facile qui.
Nel non voler abbandonare la sua onestà, il regista interpretato da Allen perde tutto quanto: la moglie che non amava più, la donna che aveva scoperto d’amare e il suo lavoro.

E quella donna, che ai suoi occhi sembrava così perfetta e simile a lui, nel disprezzo verso un mondo di apparenza e superficialità, alla fine sceglie qualcun’altro. Film meritevole, a mio giudizio, nel marasma di assurdità cinematografiche che in questi tempi si trovano nelle sale. La narrazione ha un buon ritmo e la fotografia è ottima nei suoi toni cupi. Il cast è di grandissima qualità, dove giganteggia un eccezionale Martin Landau nella parte dell’oculista, una deliziosa Mia Farrow e il solito Allen. In questo film si trova, in potenza, quell’inquietudine morale venata di nero che caratterizza la produzione più recente del cineasta newyorkese. E, finita la visione, al sorriso per le improbabili battute seguirà una riflessione… non si paga per i propri crimini, in questa Manhattan, se si hanno abbastanza soldi per comprare se stessi e la propria anima.

  • Approfondimento: Woody Allen Tra match Point e Crimini e Misfatti
  • Nota: di Alessia Uggeri
    Crimini e Misfatti

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