Onora Il Padre E La Madre

Recensione: Onora Il Padre E La Madre

I peccati non sono tutti uguali. Onora il padre e la madre“. E’ la frase di apertura dell ultimo film di Sidney Lumet, anziano regista, autore di capolavori come “Quinto Potere“,”Serpico“o “Quel pomeriggio di un giorno da cani“.

Per la sua ultima fatica Lumet sceglie di raccontare uno spaccato familiare talmente tragico da fare concorrenza ai drammoni di alcuni tv movie che si vedono sui canali privati. Due fratelli, (Philip Seymour Hoffman e Ethan Hawke) che si trovano per diversi motivi in cattive acque, decidono di rapinare la gioielleria dei genitori. Tutto andrà storto con conseguenze disastrose che innescheranno una progressione di eventi poco verosimile, verso un finale che lascia nello spettatore uno stato di disperazione acuta. Colpa forse di una sceneggiatura con troppa carne al fuoco in cui non viene risparmiato nessun colpo basso: la depressione e la tossicodipendenza del fratello maggiore, i problemi familiari e la scarsa personalità di quello minore,due genitori assolutamente ignari del malessere dei propri figli. A completare il quadro una Marisa Tomei moglie infedele assolutamente fuori ruolo il cui unico merito è quello di recitare nuda per gran parte del film. A poco serve la struttura narrativa a mosaico, peraltro ampiamente sfruttata e già proposta (meglio) in film come Elephant o Memento, che scompone la vicenda in blocchi temporali i quali assumono il punto di vista dei principali interpreti. Eppure c’erano tutti gli elementi per costruire un opera memorabile: la crisi dell’istituzione familiare raccontata seguendo lo schema del film di rapina avrebbe potuto essere una scelta vincente, un modo per evitare la retorica in cui si può facilmente cadere quando si affronta un tema spesso al centro di squallidi dibattiti televisivi; la voglia di raccontare per una volta una parabola morale in cui i padri non perdonano le colpe dei figli, i quali pagheranno con la punizione più dura; tre eccellenti interpreti: Philip Seymour Hoffman, premio oscar come migliore attore protagonista per “Capote“, si conferma interprete sempre in cerca di ruoli che mettano alla prova le sue capacità attoriali, Ethan Hawke ex bambino prodigio di Hollywood protagonista di film come “L’attimo fuggente” e l’enorme Albert Finney, attore ormai annoverato nell Olimpo dei più grandi che non si è mai accontentato di vivere delle glorie passate. Guardando “Onora il padre e la madre” non si può fare a meno di pensare come gli ultimi grandi autori del cinema americano scelgano storie di disfacimento morale: gli ultimi film di Woody Allen (Match Point e Sogni e Delitti) piuttosto che “Non è un paese per vecchi” con cui i fratelli Cohen hanno trionfato all ultima edizione degli Oscar, offrono riflessioni sullo smarrimento della moderna società occidentale,sull impossibilità di guardare la realtà secondo una prospettiva che permetta di distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è,con il pericolo di cadere in quel pericoloso nichilismo che è da sempre segno di una civiltà in declino.

Nota: di Giuliano Iaccarino
Onora Il Padre E La Madre

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