Caos Calmo

Recensione: Caos Calmo

Un accento un po’ snobista, ha caratterizzato spesso le polemiche che gli anti-palombelliani hanno riversato più volte sul cineasta di Brunico, rimproveradogli l’abituale narcisismo attoriale ed autoriale.

SCHEDA TECNICA

SCHEDA DVDEgli da sempre ha raccontato attraverso di se un’Italia repressa e stagnante, l’Italia delle crisi ideologiche, politiche e sociali, ma principalmente l’incrinarsi dei valori umani; in breve l’attor Nanni è la cartina tornasole di un paese alla deriva.Michele Apicella era il suo doppio canonico, spigoloso e saccente quanto lui, quindi la linea di separazione tra l’essere e l’apparire è sottilissima, in quanto i suoi non sono ne personaggi ne maschere, ma più semplicemente nomi comuni applicati alla medesima psicologia.                                 Di fronte a Pietro Paladini anche i più tenaci detrattori dovranno arrendersi a causa della perfetta empatia che avviene tra l’interprete ed il protagonista del romanzo di Sandro Veronesi, forse ancora più reale e radicata di quella de “La stanza del figlio“, anche perché l’elaborazione del lutto appare molto più solitaria e incistita; in effetti il “ragazzo fortunato” di “Aprile“, resta vittima per la seconda volta di un vuoto affettivo, che in questo caso finge di colmare creandosi un’ esistenza parallela a quella reale, una profonda stasi esistenziale per riflettere, per sondare il legami col presente (in primis con la figlia) e rinsaldare quelli col passato. L’opera di Grimaldi è placidamente attraversata  da luoghi e pensieri che la accomunano al cinema morettiano,  senza che quest’ultimo  vi si imponga ad ogni inquadratura, anzi è accuratamente omologato ai contenuti e alla trasparente fisicità del Moretti attore.

Nota: di Valentino Sacca’
Caos Calmo

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