300

Recensione: 300

Un bambino in una foresta si trova a fronteggiare un gigantesco lupo armato soltanto di un bastone di legno. Non c’è speranza , il lupo avanza, ha fame e ha già puntato la sua preda. Con un balzo l’animale attacca, ma rimane incastrato tra due costoni di roccia dietro ai quali il bambino si era abilmente nascosto. Una voce fuori campo ci dice che quel bambino è Leonida, re di Sparta, e questo è l’inizio di 300, film tratto dalla graphic novel di Frank Miller.

SCHEDA TECNICA

SCHEDA DVDDopo Sin City, un’altra opera del geniale fumettista americano viene adattata per il grande schermo. Se il film di Rodriguez era dominato da atmosfere di cupo romanticismo, in 300 siamo coinvolti nell’esaltazione dei valori guerrieri dell’antica città-stato ellenica: l’educazione dei bambini alla guerra, la terribile selezione dei neonati, lo sprezzo del pericolo e il mito della morte onorevole in combattimento.

Non è difficile farsi prendere dalla spettacolarità delle battaglie e dalla retorica guerriera che il film propone allo spettatore già dalle prime sequenze: la violenta uccisione di un ambasciatore di Serse, il quale incredulo chiede chi mai può eliminare un semplice messaggero. “Questa è Sparta!” grida Leonida, e un brivido di godimento attraversa la nostra schiena; e poi la decisione del re spartano di affrontare lo sterminato esercito persiano con soli 300 uomini perché non è importante chi ha ragione o chi ha torto, chi vive o chi muore, ciò che conta è che “liberi cittadini si ergano contro un tiranno, che pochi combattano contro molti, che anche un dio-re possa sanguinare“.

Le parole di Leonida sembrano riecheggiare quelle di un altro eroe dei fumetti portato sul grande schermo: Conan il Barbaro.

Come nel film di John Milius, in 300 si respira il profumo della vera epica. La leggendaria battaglia delle Termopili è una vera gioia per gli occhi: vedere 300 spartani assiepati tra i due costoni di roccia tenere in scacco ondate e ondate di migliaia di persiani tirando fendenti e trafiggendo corpi con sacra furia ,vederli ripararsi dietro i loro scudi da una pioggia di frecce così densa da oscurare il sole, fa gridare dall’emozione.

Una gioia per gli occhi, ma anche per le orecchie: uno dei punti di forza del film infatti è la straordinaria voce fuori campo. Colui che ci racconta l’impresa delle Termopili è Delio, il quale viene congedato da Leonida ufficialmente perché ferito ad un occhio, in realtà avrà l’importantissimo compito di tramandare ai posteri la fiera opposizione del suo popolo in nome della libertà. La voce off è un’istanza narrativa che ricorre nelle opere di Frank Miller, e che contribuisce alla magica atmosfera del film.
Ha inoltre la funzione di smorzare i lati più ambigui del film perché sottolinea la sua provenienza dal mondo dei fumetti, che per definizione non conosce compromessi.
300 infatti è un film che ha subìto molte critiche alla sua uscita. Da chi ha visto erroneamente nei persiani un allusione alla moderna minaccia del fondamentalismo islamico, a chi è rimasto scandalizzato dal personaggio dello spartano storpio che tradisce i suoi concittadini, come a suggerire che alla deformità fisica corrisponde quella morale.
Tutte critiche che lasciano il tempo che trovano perché andare al cinema per vedere 300 garantisce solamente due ore di divertimento puro. 

Nota: di Giuliano Iaccarino
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