Recensione Tv: Anticipazioni Lost Quarta Serie

Recensione Tv: Anticipazioni Lost Quarta Serie

La 4 serie di Lost è iniziata e si presenta debole, fiacca e affaticata. Insomma, i miei peggiori timori e le più nere previsioni prendono corpo.

Il ritmo cala ad appannaggio di un’atmosfera più intimista e personale, che non coincide con un approfondimento ulteriore della personalita’ dei protagonisti che,letteralmente prosciugati, hanno dato tutto quanto potevano, e da indagare resta ormai ben poco. Diciamolo, la vicenda inizia roteare su se stessa senza cavare un ragno dal buco, l’intelligenza dello spettatore, di solito tenuta in gran conto, inizia ad essere sfidata e sbeffeggiata come nel peggior filmetto horror thriller. A tal proposito ecco affiorare gli immancabili ponti spazio tempo, le compressioni cronologiche buone per tutte le stagioni, solite intervenire a compattare una sceneggiatura evidentemente stiracchiata oltre ogni limite. E io, i ponti spazio tempo, li considero una resa, un passpartout pericoloso e preoccupante, che puzza di “non sappiamo dove andere a parare” (vedi sceneggiatura di Deja Vu). I volti dei nuovi arrivati sono poi insopportabili, compreso il solito Jeremy Davies (Dogville, Million Dollar Hotel) perennemente svalvolato, sconnesso e mai davvero cattivo (personaggio poco misterioso e poco interessante). Ma chi sono costoro?
Sono i nuovi altri, più altri dei primi altri, a cui ormai ci siamo abituati tanto da non percepirli più tanto estrenei bensi come parte integrante dell’esotica cricca. I nuovi altri (altri al quadrato?
Altrissimi?
) approdano sulla spiaggia a mezzo bagnarola non meglio identificata, e la loro presenza solleva una nutrita schiera di interrogativi circa le loro intenzioni, come se dei primi altri (Ben, Juliet & co.) avessimo saputo qualcosa! Come se ormai sul resto potessimo soprassedere. Come se ci avessero sciolto gli enigmi vivi da più di tre anni. No, non ci hanno detto niente, e si continua a mettere carne sul fuoco. Anche attraverso i flash forward, sistema di racconto che ha sostituito i vecchi flash back e sposta l’asse della narrazione del tutto in avanti, svelandoci la vita dei sopravvissuti (male) al disastro. E i pochi che son tornati in patria hanno trovato il passato pronto ad accoglierli a braccia aperte: Hugo fila dritto dritto in manicomio, Kate subisce incarcerazione e processo per i suoi innumerevoli crimini, Sayid lavora come sicario per un mandante moolto speciale e Jack…beh che non e la passasse bene l’avevamo intuito alla fine della terza serie. Insomma la baracca inizia a cigolare, e ci farebbe piacere avere (al più presto) tangibile riprova del fatto che non abbiamo sprecato gli ultimi anni (e qualche neurone), dedicandoli ad Abrhams, Carlton Cuse e Damon Lindelof. Apprezziamo quanto e come i signori ci hanno saputo intrattenere e tenere sulle spine tutto questo tempo, ma cavarsela con un semplice (perché sarebbe troppo semplice) “L’isola è in un luogo al di la’ dello spazio e del tempo, pregno e saturo di energia elettromagnetica dove vivono un manipolo di disadattati guidati da un miliardario sociopatico che ha scoperto la fonte dell’eterna giovinezza” sarebbe nient’altro che un insulto! E noi, che abbiamo visto consumarsi sotto i nostri occhi innamorati il senso e la buona regia del glorioso Twin Peaks terminato a tarallucci e vino, noi che siamo losties dentro, non ce lo meritiamo!!

Nota: di Roberta Monno
Anticipazioni Lost Quarta Serie

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