Il Dottor Stranamore Ovvero Come Imparai A Non Preoccuparmi E Ad Amare La Bomba

Recensione: Il Dottor Stranamore Ovvero Come Imparai A Non Preoccuparmi E Ad Amare La Bomba

Puro meccanismo. I pezzi si incastrano l’uno all’altro in attesa dell’inevitabile fine. Perché la macchina è prodotto umano, a sua immagine e somiglianza, e l’uomo è doppio, ragione e follia: è la follia dell’uomo che desidera vedersi sostituito da una macchina di sua creazione per poi subirne il terrore. L’”ordigno fine del mondo” va in funzione automaticamente e basta il fatto che ci sia per creare il terrore; il suo scopo fallisce se tenuto segreto. È chiaro, lo scacco è già scritto, alla base dell’esplosione cosmica vi è l’uomo.

SCHEDA TECNICA

SCHEDA DVDIl film si apre su vasti spazi desolati, già vuoti: uno scenario fantascientifico, come se l’esplosione fosse già avvenuta e ciò che vediamo provenisse dal futuro: immagini dal monitor di una nuova razza, già un ritorno. E poi i titoli di testa su macchine che si sfiorano, “Try a Little Tenderness” è la canzone in sottofondo.

Sesso e guerra, (assenza di) sesso come causa di guerra; più che allusioni sono riferimenti espliciti quelli che caratterizzano quest’opera di Kubrick. Solo un esempio: la causa di tutti i mali si chiama Ripper, stupratore di prostitute; lui non evita le donne, ma nega loro la linfa vitale. Insomma è un impotente: ha come un vuoto dentro di sé. È lui il congegno impazzito di questa costruzione e, in un film di limitati e misurati movimenti di macchina, è a lui che vengono dedicate le inquadrature più bizzarre. Per il resto è tutta una galleria di caricature farsesche semplificate al massimo, e ben sappiamo che la trasformazione dell’umano in meccanico è alla base del comico.

Si può ridere, e si ride infatti di questi esseri ridotti a macchiette, pupazzi meccanici tra le mani di un bambino sadico (il Regista), seduti al loro tavolo rotondo per fare la festa al mondo, non prima di aver giocato a torte in faccia in una scena che non vedremo mai (girata ma poi mai inserita). A noi, il piacere dei funghi di panna montata (al posto della classica torta della nonna) dell’esplosione nucleare.

Questi pupazzi meccanici dotati di battute da show televisivo sono segregati in spazi chiusi, che il montaggio sbatte l’uno addosso all’altro ed è come se si sentissero le loro pareti (blindate) scontrarsi ed incastrarsi senza permettere collegamenti o vie di comunicazione.

L’apparato è debole proprio nel sistema comunicativo (i media), esso mostra già (primi anni ’60) la sua insensatezza. La comunicazione manca di comunicazione, quale terribile controsenso (nonché inversione di senso: “ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba“)! Isolati nello spazio privo di senso dunque. Nelle immagini in esterno ?
anche nel senso che simulano il vibrato della ripresa telegiornalistica, e quindi ’esterno’ alla ferma implacabilità della m. D. P./Kubrick ?
sono soldati dello stesso esercito USA ad attaccare la base di Burpleson-figlio del rutto. L’immagine è simulazione e rappresentazione, ci confondiamo noi e si confondono loro che la pensano tutta una messa in scena dei comunisti, mentre lo abbiamo visto, il ’regista’ è Ripper: abisso nel falso e del falso. In un luogo così non si può che pensare alla morte, al suicidio.

Il film, ad un ritmo sempre più incalzante, ac*****ula vuoti e precipita verso la fine. L’uomo macchina, il maggiore King Kong a cavalcioni sulla bomba, precipita attratto verso l’obiettivo, in uno zoom violentissimo che lo sembra ingoiare, prima della fatidica ed inevitabile esplosione. Intanto un altro uomo-macchina (e chi se non Peter Sellers?
), lo scienziato tedesco Merkwürdigliebe, il cui corpo gli si rivolta contro, pensa già ad una nuova razza.Ulteriori informazioniSpeciale Stanley Kubrick

Nota: di Tomas Tezzon
Il Dottor Stranamore Ovvero Come Imparai A Non Preoccuparmi E Ad Amare La Bomba

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