Il Mercante Di Pietre

Recensione: Il Mercante Di Pietre

Un professore universitario esperto in attentati e terrorismo subisce il tradimento della moglie con un fascinoso mercante conosciuto in Cappadocia. Senza se e senza ma (soprattutto senza prove), il fallaciano professore si convince che l’uomo, suo rivale in amore, sia un terrorista affiliato ad Al Qaeda. E ha ragione. Perché con questi islamici, a pensar male, ci si azzecca sempre!

SCHEDA TECNICA

SCHEDA DVDIl film del talentuoso Renzo Martinelli (Piazza delle Cinque Lune, Vajont) si profila attraente e seduce sotto l’aspetto stilistico: regia frizzante, inquadrature manieristiche (oblique, trasversali, mai banali, a restituire un senso d’attesa e incertezza), montaggio veloce e ricami in digitale ben curati. è soprattutto la fotografia ad interessare e a colorare in modo diverso dal solito un film italiano. La trama e il messaggio di questa pur non spiacevole opera, lasciano tuttavia aperti pochi margini di confronto e le parole messe in bocca al “saggio” (e solo apparentemente esagerato) professor Alceo sono un’inequivocabile condanna al “libertinaggio”dei costumi religiosi e culturali di un Occidente che non apre gli occhi sulle realta’ islamiche: un terrorismo che si nutre dei nostri silenzi ed è ovunque risieda un musulmano, perché la Jihad (lo sforzo) èquel che sono chiamati a provare tutti i musulmani, per quanto moderati essi appaiano alle nostre distratte menti. Ludovico Vicedomini (e solo il nome è tutto un programma!), interpretato da un sempre carnale e materico Harvey Keitel, ingaggia una veloce relazione con la stralunata (che vien voglia di dirle “te la sei cercata!“) consorte del professore (mutilato alle gambe nell’attentato all’ambasciata americana a Nairobi nel 1998). A Leda stan stretti i panni da crocerossina di un uomo chiaramente non più in grado di soddisfarla, e senza fare troppe domande si infilera’ nel letto e nella vita del primo controverso signore che le recita poesie e le dona fiori e monili. Leda sceglie di ignorare i consigli del sospettoso consorte (“Distruggera’ la tua vita e la corrodera’”), che dopo aver beccato la moglie in “flagranza di reato” (ma signora mia, nessuno le ha spiegato che si cancellano le chiamate in uscita dal cellulare?
), indaghera’ sul passato di Vicedomini, scoprendone un cristiano cresciuto in Afghanistan e convertito all’Islam (praticamente un talebano!).

Leda si trasformera’ così in “colomba”, portatrice non di pace, bensì di una bomba che a sua insaputa fara’esplodere su un traghetto pieno di persone in viaggio per Dover. Emblematica e profondissima (!!) la scelta finale da parte di Vicedomini di pregare una preghiera cristiana e non musulmana, poco prima di morire ammazzato dai “colleghi” a cui ha ormai svelato la fragilita’ del suo credo, disposto com’era a far saltare l’operazione per amore di una donna. “Non tutti i musulmani sono terroristi, ma è un fatto che gran parte dei terroristi siano musulmani“. Per non dire tutti! Il film si propone come un ragionamento inevitabile sullo stato di fatto della questione islamica, e finisce con l’essere un prodotto di propaganda esagerato e grossolano che spinge sull’acceleratore di un islamofobia becera che manco G. W.Bush durante un comizio in Arizona avrebbe saputo pompare meglio.Basti dire che Il Foglio (si, Il Foglio, quello di Ferrara!) ha commentato: “”Il mercante di pietre ha varie scene che non si riescono a guardare stando seri“. Per non parlare della reazione sdegnata che portò il leaer di An Fini ad abbandonare la sala cinematografica allestita dai suoi due colleghi, Gasparri e La Russa, per una visione pomeridiana della pellicola.

“è un film che sconsiglio vivamente a tutti. Parte bene, prosegue male e finisce peggio. Film come questo infarciti di stereotipi sugli arabi, rischiano senz’altro di alimentare l’islamofobia qui da noi. Davvero non se ne sente il bisogno. Ci lamentiamo tanto della rozzezza di certi film americani e poi anche noi tiriamo fuori queste cose… Insomma, per me quel film è spazzatura.”… E se lo dice lui…Il Mercante Di Pietre: Spreco di buon cast e buona regia a servizio di una storia mediocre.La Frase: “Allah pretende molto da noi di questi tempi” Hervey Keitel, Il Mercante Di Pietre, 2006. 

Nota: di Roberta Monno
Il Mercante Di Pietre

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