30 Anni in un Secondo

Recensione: 30 Anni in un Secondo

Voglio crescere, liberarmi dalla trappola di un corpicino informe che non mi piace, e dall’esistenza sciatta di tredicenne sfigata e derisa. Ci riesco. Ma ora, per favore… Posso tornare indietro?

SCHEDA TECNICA

SCHEDA DVD30 anni in un secondo parte descrivendo una situazione tipicamente made in Usa, molto gettonata dalla filmografia moderna: il bullismo femminile e il sogno di essere popolari in un sistema scolastico e sociale dove (a quanto pare) l’apparenza è tutto. Ne sapete qualcosa se avete visto Mean Girls, o Thirtheen, o se avete letto il (pesantissimo) mattone di Tom Wolfe “Io Sono Charlotte Simmons“.

La letteratura (in senso classico e cinematgrafico) americana è zeppa di racconti sulle torture emotive, affettive e psicologiche che, soprattutto le ragazze, paiono infliggersi durante gli anni delle high school, e 30 Anni in un Secondo si inserisce nella nutrita schiera di opere che narrano il degrado morale e comportamentale, a cui si è disposti a cedere pur di emergere dall’anonimato e “vincere” un posto tra le fila dei “popolari”.Jenna ha tredici anni ma vorrebe averne trenta perché i trenta sono “ruggenti e seducenti”, come cantano le pagine della sua amata rivista Poise. Jenna sbava dietro al sestetto, il gruppo di sei ragazze cattivelle e “self confident”, che vorrebbe frequentare per  essere “figa” anziché “originale”, come lei si sente insieme a Matt, il suo amico del cuore un po’ goffo e molto grasso. Svegliatasi d’improvviso nel corpo di una trentenne (dice un proverbio: quando Dio vuole punirti realizza i tuoi sogni), scopre di essere diventata una persona orribile, cinica, priva di scrupoli e valori morali, soprattutto senza amici e senza amore. Riuscira’ a invertire la rotta dei suoi sogni e tornare indietro per avere un’altra chance?
Beh, chiaro è che non siamo di fronte a un capolavoro di nessun tipo, ma 30 Anni in un Secondo è quel classico filmetto di poche (pochissime) pretese, che si lascia guardare e si dimostra godibile, a tratti persino interessante.

La Garner è credibile nei panni della tredicenne, praticamente mangia, sorseggia e mastica per tutto il film, inscenando atteggiamenti tipicamente pre adolescenziali con una certa disinvoltura. Mark Ruffalo abdica il ruolo del sex symbol ad appannaggio di una particina scarna dove non fa fatica a riproporre in tutte le inquadrature l’aria da mortificato dall’amore, semi apatico e trattenuto. Non male, anche perché la parte non richiedeva e non offriva di più. Nota di merito del film: la colonna sonora anni ’80 (Pat Benethar -Love is a Battlefield-, e Michael Jackson con Thriller su tutti) e l’eleganza di un Billy Joel (Vienna), a cui vien dedicato un folto minutaggio.  30 Anni in un Secondo : senza infamia nè lode.La Frase: ” Dobbiamo ricordarci di ciò che era bello”, Jennifer Garner, 30 Anni in un Secondo, 2004.

Nota: di Roberta Monno
30 Anni in un Secondo

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