Recensione Tv: Luttazzi E Il Cancro

Recensione Tv: Luttazzi E Il Cancro

Ieri sera casualmente mi imbatto in Decameron, one man show di Luttazzi che ha non poco da farsi perdonare, visto le scempio mandato in onda, se pur in ora tarda.

Luttazzi ha un suo stile, un suo schieramento politico e ideologico, e un preciso gergo per esprimersi. Passino le ripetute parolacce e volgarita’ a sfondo sessuale (ma davvero un’esclamazione è più efficace se infarcita di turpiloqui?
E io che pensavo che la parolaccia potesse avere sì un effetto dirompente, ma detta una volta ogni tanto, centellinata per non disperderne il potere). Luttazzi ha un bisogno quasi freudiano di predicare smoccolando e imprecando, immagino che questo lo aiuti a sentirsi una specie di Pasolini dei giorni nostri.
E va bene, forse sono io che non apprezzo lo stile truce e gretto tout court e chissa’, magari si tratta di grande prosa che fra qualche decennio sara’ oggetto di studio nelle Facolta’ di Lettere. Passi dunque il frasario da pubescente in preda a una crisi ormonale (le seghe in Decameron vengono inneggiate invocate), ma quello che proprio non mi “cala” èquesto:A un certo punto mi si para davanti agli occhi una signorina che (dovrebbe) recitare uno sketch… Chiamiamolo così, nero. La signorina con voce impostata si definisce una scienziata che ha scoperto che i malati di cancro possiedono un odore particolare, e che ad ogni cancro si associa un odore: un odore per il cancro ai linfonodi, uno per il cancro alle ossa etc..
Dunque, la miss procede sostenendo di essere riuscita a sintetizzare le fragranze in una polverina che lei vende, e può essere acquistata da chi vuol fare uno scherzo a qualcuno spargendogliela addosso proprio prima che vada dal dottore.
A questo punto l’assurdo: viene mimata la scena del medico che riceve in studio il “profumoso”paziente, riconosce il tanfo e non sa come invitare il malcapitato a farsi esami più approfonditi.

Siete disgustati?

Ecco il tocco di genio: La signorina tira fuori il “resto” della sua invenzione: un dispenser, che funziona come una saliera, a forma di “malato di cancro dopo la chemio”: un bambolottino dalla testa bucherellata, con occhiaie nere e senza capelli, disponibile in vendita insieme alla polverina. è uno scherzo, è chiaro. Ma adesso, qualcuno mi spieghi se questa è satira, se questa è decenza o assomiglia in qualcosa al buon gusto.

Perché se è satira, comicita’ brillante e sagace, sopra le righe o “scandalosa”, ditelo voi alla mia amica il cui papa’ ha davvero (come tanti) un cancro ai linfonodi, che ieri sera, davanti allo sketch di Luttazzi, avrebbe dovuto ridere.

Nota: di Roberta Monno
Luttazzi E Il Cancro

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