Recensione Tv: One Tree Hill

Recensione Tv: One Tree Hill

è giunta l’ora di spezzare una lancia a favore del teen movie più politicamente scorretto della Tv: One Tree Hill signori miei, specchio cinico dell’America cattiva.

è l’intricato legame di parentele a farla da padrone (no, non alla Beautiful style, qui nessun padre si fa nessuna figlia), e a muovere l’intreccio in un sadico susseguirsi di torture psicologiche e morali perpetrate da Dan, perfido arrivista emblema del darwinismo sociale, verso Lucas, (figlio definito più volte “bastardo”) Karen, (genitrice di un bimbo che non sarebbe dovuto venire al mondo), e non solo.

Dan non poteva arrestare le sua ascesa sportiva per fermarsi a fare il padre e il marito (di una per giunta povera ragazza sola). Dan preferisce dunque sposarsi con la ricca Deb che partorira’ Nathan, il pargolo d’oro, quello legittimo e voluto, a sua volta astro nascente del basket. Proprio come Lucas.

Eccoli sedicenni, Nathan e Lucas, nella stessa cittadina, a contendersi posto in squadra, stima dell’allenatore, tifo e donne. Il cinismo e la scorrettezza rappresentati da Dan si diramano in tutti gli angoli della serie, che ha l’accortezza di terminare ogni episodio con un interrogativo sollevatosi di volta in volta in maniera efficace, che ti aggancia al desiderio di conoscerne la soluzione. Il telefilm assume in più punti i tratti del giallo, con tanto di omicidi e sparizioni, non trascura le problematiche attuali, di quelle da inserire doverosamente (le stragi nelle scuole, la droga, l’alcolismo, l’arma a doppio taglio dello sport, le gravidanze), ma è nella definizione delle controversie famigliari che l’intero carrozzone viaggia più spedito, attento e originale ad inscenare quelle crudelta’ e ipocrisie che solo fra parenti possono assumere proporzioni tanto squallide e epiche allo stesso tempo. La voglia di apparire vincente, di essere accettato e inattaccabile che divora e  distrugge Dan Scott si ripercuotera’ in maniera devastante sulla vita del figlio Nathan, che a differenza di Lucas vive insieme al padre che riversa su di lui frustrazioni e aggressivita’ in maniera forse mai vista sul piccolo shermo, consumando orribili aberrazioni della relazione di paternita’, a sua volta subìte e patìte. Un saggio breve e a puntate sulla ricorsivita’ ciclica delle mostruosita’ che possono consumarsi nelle relazioni piùstrette e di sangue. I flirt amorosi sono contorti e dal piglio scambista (come nella migliore tradizione da Beverly Hills in poi), e i personaggi abbastanza delineati, non facili ai cambiamenti e smaccatamente marcati, quindi non particolarmente diversi da quelli che potreste trovare in molte altre serie, anche se qualche battuta messa in bocca alla sfiziosissima Sophia Bush suona come piùspiritosa e sopra le righe della media, a cavallo fra la difesa sfrontata della figura mitologica della “poco di buono” e l’ammissione scoraggiata che, in fondo, chi la da’ via con poco si sente sola e in cerca del principino che  la “salvi”.

Insomma, vi ricordate Jane di Dawson’s Creek?
Solo molto, molto più carina e simpatica. Le musiche sono coinvolgenti e il montaggio merita di essere definito tale.
One Tree Hill è un telefilm interessante, non banale come lo squallidissimo O. C., riverbero autocompiaciuto di un America che non si mette mai in discussione ma vede anche nei suoi decadimenti il lampo della liberta’ e dell’inneggiato benessere. One Tree Hill è un marchingegno più sofisticato e ragionato che punta sull’ironia, sulla sfrontatezza di qualche passaggio dialogato, e persino sulla capacita’ di tenersi in parte degli attori (va fatto notare che fra  i “capaci” non c’è Chad Michael Murray, protagonista assoluto nel ruolo di Lucas, dotato di un raro tratto ebete e dormiente).

Peccato che la qualita’ non faccia quasi mai testo, e benché la serie sia la più vista del network statunitense The CW, abbia vinto parecchi premi e sollevato plausi e assensi, in Italia è relegata nella fascia di palinsesto di serie B della seconda rete, che ne ha più volte interrotto e ripreso le trasmissioni. Poteva essere un bel prodotto su cui puntare in prima o in seconda serata, ma la Rai non ha capito che le fiction Tv, se adeguatamente sfruttate, possono riservare strane sorprese (vedi Dr. House su canale 5) e come per Le Sorelle McLeod possiamo dirci fortunati se ci imbattiamo in una puntata di One Tree Hill per sbaglio, ancora più fortunati se il giorno dopo la ritroviamo alla stessa ora, fortunatissimi se l’anno successivo riusciamo a vederne il seguito.
Nella gestione delle serie Tv Mediaset è più lungimirante.CURIOSITA’: Le location della serie sono le stesse di Capeside, mitologica cittadina dove prendevano vita le gesta della cricca di Dawson.Chad Michael Murray e Sophia Bush (nella foto) si sono sposati e hanno deliziosamente divorziato soli cinque mesi dopo!

Nota: di Roberta Monno
One Tree Hill

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