Ho Voglia di Te

Recensione: Ho Voglia di Te

Parliamo prima del film o del suo attore traino culto pop del momento?
Partiamo dal secondo.

SCHEDA TECNICA

SCHEDA DVDEccoci di fronte alla sovraesposizione selvaggia di un givane interprete promettente e talentuso. Poteva essere un suicidio artistico partecipare all’orrido sequel dell’orido 3MSC, ma pare che il buon Riky abbia abbastanza santi in paradiso e un pubblico trasversale, tale da consentirgli di evitare la vanagloria di un Raoul Bova ai tempi di “Vero Amore”, e l’oblio delle folle in stile Kim Rossi Stuart. Scamarcio piace (alle bimbe) e convince la critica colta come le platee affamate di desktop e sfondi per il cellulare.
è una faccia gia’ vista (bruno – occhio – chiaro alla Bova e alla Stuart, appunto), ma incazzata come nessun altro. Ha due occhiaie alla Benicio Del Toro e un’ irriverenza sfrontata alla Giannini degli esordi. Buon per lui, in effetti. E questo è quanto di più positivo riesco a tirar fuori.
Passiamo ora allo sconcertante film di Prieto. è un sequel, e come tutti (i peggiori) sequel parte riannodando le fila disperse alla fine del primo episdio che, per inciso, la sottoscritta ha detestato e rigurgitato in svariati conati di disgusto, in uno strabordante quanto accorato atto di stupore. Ma perché diavolo i ragazzini accettano di farsi raccontare in maniera così banale, precotta e strutturata per mentecatti?

Come si può eleggere a propria bibbia la penna stupida e ruffiana, commerciale e qualunquista di Moccia?
E come accogliere di buon grado che le immagini di una cretina in piedi su un cornicione di trenta metri, in una malriuscita parodia di Titanic, esprima i drammi sommersi della generazione fredda di oggi?

O sono davvero ripieni di tanta pochezza, i nostri ragazzi?
Privi di ironia, di alcuna sagacia, di gesti importanti o amori sopra le righe, ammassati in un appiattimento che fa sembrare American Pie una fotografia interessante di un epoca?
Ma torniamo al film.
è recitato talmente male (si pensi che la miglior prova di naturalezza la offre Babi – Katy Saunders) che al confronto gli attori ingessati di Centovetrine sembrano diretti da Strehler.
Il montaggio è noioso, lineare come un filmino anni ’80 dei Vanzina, ululante cliché e trasudante stucchevoli banalita’, tipo la danza del corteggiamento fra Scamarcio e la Chiatti, che nasce da scaramucce, litigi e apparente intolleranza reciproca. Davvero un esempio di alta regia le scenette dei due che si insultano a distanza ravvicinata sfiorandosi le labbra. Yawn! (è il suono dello sbadiglio). Per mentecatti. La convintissima Chiatti è poi fluida, morbida e piacevole come un herpes, e il suo sguardo ispirato che ti “fredda” dal basso verso l’alto farebbe resuscitare un morto. Salvo poi pregare in ginocchio di crepare di nuovo. Tutti poi sono assolutamente impresentabili e non proponibili nel ruolo dei diciannovenni. Maturi, (nei visi) come cucuzze impreziosite da vocioni impostati. Per controparte i dialoghi rasentano la scuola media e sono (senza girarci troppo intorno), orripilanti esempi di banalita’ e comicita’, in una scrittura così scialba e poco sorvegliata giustificabile a malapena solo in un’opera prima di un novello sceneggiatorino minorenne da stroncare (comunque) al secondo fotogramma.   Sullo sfondo di questo sfacelo ecco a voi una caricatura mucciniana del mondo dei “grandi”, che coi loro drammi amorosi si rivelano non molto più saggi dei loro figli. Mentecatti. Sono dunque abbastanza (totalmente) convinta che chi si sente raccontato da Moccia o dai film che ne seguono (in effetti alquanto coerenti coi libri in termini di bassezza, stupidita’ e pochezza), deve possedere una gamma di sentimenti abbastanza ridotta, di quelli che conoscono il “ti amo” e il  “ti odio” ignorandone del tutto il senso, e misconoscendo qualsiasi sfumatura esistenziale o emotiva. Dei mentecatti.Ho Voglia di Te: Pellicola dall’inesistente valore artistico (credo che nessuno si sia proprio impeganto a volerglielo dare), e dall’insulso senso ultimo. Per… Indovinate per chi?
La Frase: “Voglio un marito e tanti bambini. Tu se vuoi puoi fare il bambino!” Laura Chiatti, Ho Voglia di Te, 2007.

Nota: di Roberta Monno
Ho Voglia di Te

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