La Voce del Silenzio – House of Cards

Recensione: La Voce del Silenzio – House of Cards

La storia racconta il controverso cammino della piccola Sally, muta per scelta a seguito della morte del padre, verso il ricongiungimento con la realta’ e la riacquisizione di una vita normale, vissuta attraverso l’utilizzo di codici comunicativi usuali e condivisi.

SCHEDA TECNICA

SCHEDA DVDLa piccola sceglie infatti di parlare dei propri dolori attraverso articolate costruzioni di torri  maya realizzate da lei stessa, usando carte dei tarocchi per mattoni che, se decodificate, sveleranno il mistero del suo silenzio, e la rimetteranno in pace col mondo.
Sara’ la sua mamma, una imbarazzante Kathleen Turner ai limiti dell’obesita’, a cogliere la volonta’ della piccola di comunicare il suo tormento, e riuscira’ nell’impresa molto meglio dello psicologo incaricato di seguire il caso, un Tommy Lee Jones disinteressato e fuori parte. Il film è stato definito l’ennesimo flop della (ormai defunta) casa di produzione Pentamerica e non in pochi si chiesero cosa avesse spinto il nostro Cecchi Gori a investire moneta sonante in un progetto che maneggia il tema difficile e incendiario dell’autismo infantile.
Inutile ribadirlo, la pellicola fu una catstrofe al botteghino e venne relegata (almeno in Italia) ai disonori del palinsesto pomeridiano di Canale 5 (qualcuno magari ricordera’ questo film all’interno del “toccante” contenitore di “Tante Storie” sulla rete ammiraglia Mediaset, appunto).
Costituirò un’incoprensibile voce fuori dal coro, ma a me questo film è piaciuto tantissimo.
Sara’ per le inconfondibili partiture musicali del blasonato James Horner (Titanic, Braveheart, Missing, Cocoon, A Beautiful Mind, Vento di Passioni e chi più ne sa ne metta), sempre perfetto nel descrivere suggestioni esotiche e fuori dal tempo (il film richiama in più momenti  ambientazioni Maya).
Sara’ perché gioca in modo lieve e cadenzato con un concetto di pazzia che è più sensibilita’ che smarrimento, consapevolezza estrema più che disorientamento, e rivede il concetto di “principio di realta’” inteso come un dogma più soggettivo che assoluto.
La piccola Sally compie una scelta intenzionale e volontaria, incomprensibile ai più perche situata su un piano sospeso fra leggenda, ricordo e interpretazione di bimba che ha visto  morire il papa’, e intende solo mantenere una promessa. L’idea di indagare la mente della piccola attraverso la comprensione dell’architettura delle sue costruzioni di carte è poi, a mio parere, poetica e geniale. La Turner indossa uno dei quei caschi per la fruizione della realta’ virtuale, e dopo aver accuratamente fotografato dall’interno la torre realizzata dalla figlia, ne riproduce l’immagine al computer e, indossato lo speciale supporto multimediale, letteralmente “entra” nell’universo della piccola silenziosa, ripercorrendo il cammino della sua creativita’, scoprendo e analizzando la posizione di ogni carta fino a decifrarne il senso ultimo, disvelandone il mistico percorso. Certo, il film ne mette di carne al fuoco: mitologia Maya, autismo, telepatia e animismo (inquietanti ma belle le sequenze di dialogo fra la piccola Sally e le sue bambole, uniche interlocutrici), ma non esagera come sostenuto dalla critica che bocciò l’intero progetto. L’opera è tutto sommate lieve, non troppo ambiziosa e dotata di momenti ben riusciti dal punto di vista dell’originalita’ della struttura narrativa e della visione: toccante e sorprendente la scena della mimesi di Sally (cullata dai flauti di pan di un Horner suggestivo e indiano), che dipintasi il corpo  si confonde con la quercia nel giardino dell’ospedale dove la curano, diventando parte dell’albero in uno struggente tentativo di parlare, ancora una volta, senza la voce.La Voce del Silenzio: Controversa pellicola incompiuta che può, nonostante le pecche numerose, colpire e emozionare. Per sensibili al tema.La Frase: “Quando sei venuto al mondo pensavo che tu, in quel momento, conoscessi tutti i segreti dell’universo e che via via che passavano i secondi li dimenticavi.” Kathleen Turner, La Voce del Silenzio, 1992.

Nota: di Roberta Monno
La Voce del Silenzio – House of Cards

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