Blood Diamond

Recensione: Blood Diamond

Anni ’90, Sierra Leone. Danny è un contrabbandiere apparentemente cinico e distaccato (ma può esserlo davvero?
Andiamo, è Di Caprio ragazzi…!) che incappa nel colpo che potrebbere mettere un punto (d’oro) alla sua carriera: un diamantone rosa di circa cento carati nascosto da un pescatore del Mende (Djimon Hounsou) assoldato dalla milizia rivoluzionara del Guf. Il pescatore, Solomon, Danny e la fin troppo graziosa Maddy (Jennifer Connelly) giornalista d’assalto e di frontiera, intraprenderanno così un viaggio all’apparente sola ricerca del bottino.

SCHEDA TECNICA

SCHEDA DVDSi parte dunque, e nel più classico (ma sempre efficace) degli schemi narrativi dai tempi di Omero se ne passano tante, si incontra chi ci fara’ riflettere su noi stessi e su quello che facciamo, si cambia.
Il dramma sociale cede così il passo al romanzo di formazione, e il viaggio assume i contorni  del più intimo cammino introspettivo dove i protagonisti finiranno col  legarsi (anche affettivamente) lun l’altro mescolando vite e redenzioni.
Danny prendera’ a cuore la vicenda di Solomon, separato brutalmente dalla sua famiglia, e si spendera’ fino all’ultimo per garantirne il ricongiungimento, mentre Maddy  lotta per far venir venire alla luce quanto i diamanti siano insanguinati, alla ricerca del pezzo che le cambiera’ la vita e scuotera’ le coscienze americane, certa che: “Se le ragazze sapessero quanti morti conta un diamante non farebbero tanto a gara per farsene regalare uno!”… Mi vien da dire… Dio mio quanta ingenuità e buona fede a stelle e strisce!
Il film è assolutamente gradevole, innaffiato qua e la’ di significativi ed essenziali contributi musicali che ne esaltano la drammatizzazione senza esagerare o stuccare. Le prove di recitazione sono pari alle aspettative: Di Caprio, quasi sempre bravo, si profonde nella sua forse migliore prova mimetica e risulta in grande forma (fisica) oltre che ottimamente in parte. Hounsou, sempre uguale a se stesso, non ci regala nulla che non sia già stato visto in Amistad. Bello come un fotomodello contribuisce a rendere ulteriormente manichea una stereotipata  rappresentazione hollywoodiana del concetto di  vittima : i “nostri” son sempre fighi, gli “altri” brutti come mosche.
Più o meno di tale scondita fattura  è il contributo recitativo di una Connely dalla personalità sempre più sottile, sempre più evanescente che però, però… in questa pellicola si produce in un nuovo, trasgressivissimo  quanto retrò  taglio di capelli. Il film di Edward Zwick (stiamo pur sempre parlando del regista de L’Ultimo Samurai) fa riflettere, informa persino, restando comunque fedele ad un canovaccio illustrativo che strizza l’occhio più a Vento di Passioni che ad Hotel Rwanda, soprattutto grazie alla furba (ma intelligente e funzionale) sottotraccia amorosa fra Danny e Maddy, tanto più che il rendez vù da Oscar non si consuma mai, mantenendo alta la tensione e  nobile il sentimento.
Bella la rappresentazione dell’invasamento dei bimbi soldato, drogati e costretti a dolorosi lavaggi del cervello, vengono filmati  in uno stato di scollamento dalla realtà in stile Signore delle Mosche, visivamente efficace pur senza essere shokkante o particolarmente disturbante.
La pellicola non inscena dunque nulla di eccessivo e sconvolgente, non sconfina stili comunicativi spericolati, e non si esime dal pescare a piene mani e in più occasioni dal calderone dei luoghi comuni, vedi il dialogo strafittizio e stradovuto fra Danny e Maddy in cui lui le ricorda che se esistono i contrabbandieri -lui- è perché esistono donnine per bene che bramano  pietruzze dai loro uomini -le lettrici della rivista di lei-! .
Potremmo anzi dire che Zwick si muove liscio su binari collaudati restando  piuttosto prudente, (vedi il pacificatorio e zuccherino happy end consacrato niente meno che dal reverendo Campbell di Settimo Cielo). Gli resta tuttavia il merito di aver (seppur per un attimo) sollevato l’effettiva questione dei blood diamonds in modo tale da non rimanere indigesto ai più (da segnalare la simpatica trovata di far uscire la pellicola in periodo natalizio rallentando, anche se di poco, le vendite di gioielli diamantati quando di solito schizzano).Blodd Diamond: Interessante film, interessante argomento poco noto, interessante Di Caprio. Da Vedere.
La Frase: “Di solito mi piace essere baciato prima di essere fottuto!” Leonardo Di Caprio, Blood Diamond, 2006.

Nota: di Roberta Monno
Blood Diamond

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