Gangs Of New York

Recensione: Gangs Of New York

L’America nel racconto epico-storico di Scorsese, ovvero il tentativo di raccontare la rivolta di Five Points del 1863 che, attraverso la guerra di secessione e il culmine dell’odio (razzista) maturato dai “nativi americani” nei confronti di neri e immigrati, arriva a determinare un contesto dominato da corruzione politica e “tirannia” mafiosa da parte dei vari capobanda locali.

SCHEDA TECNICA

SCHEDA DVDInsomma, Scorsese prova a descrivere l’America e le sue contraddizioni, quelle che rendono unici gli States e che infine tradiscono l’autentico, positivo e progressivo spirito dell’American Dream. Il film presenta scenografie maestose; è costellato da comparse numerose ed “attive”; viene scandito da una colonna sonora decisa a battere all’unisono con un’azione … che purtroppo langue. Non è il miglior film di Scorsese e di epico c’è solamente la prova di un Daniel Day Lewis in stato di grazia (non è una novita’).Di Caprio, pur essendo il protagonista dichiarato (affannato nell’eroico tentativo di vendicare la morte, per mano del “macellaio”, del padre) risulta spesso inespressivo e freddo, mentre la Diaz assume il ruolo del “caratterista” (la bella di turno che serve a rendere affascinante e interessante l’esistenza di un eroe altrimenti,in verita’, inutile). Il film, per la prima ora coinvolgente (lo sfregio ad Amsterdam rappresenterebbe una adeguata conclusione) diventa nella seconda parte confuso e tedioso. Politica, storia, onore, amore: tutti questi temi vengono solamente accennati e banalizzati in un calderone che alla fine si perde anche la scena finale della morte di Bill.Gangs Of New York: consigliato se ci cerca qualcosa da vedere per conciliare il sonno a tarda ora…

Nota: di Daniele Rizzo
Gangs Of New York

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