Il Club degli Imperatori

Recensione: Il Club degli Imperatori

Una superficiale analisi del rapporto d’autorità che caratterizza la relazione tra studente (il ribelle con un padre assente perché “troppo impegnato”) e insegnante (che fa del proprio lavoro una vocazione all’insegna del modello classico della paideia).SCHEDA TECNICA

SCHEDA DVDL’insegnante non deve istruire, ma educare e formare il carattere degli studenti (“una storia sulle scelte che facciamo, sulle lezioni che impariamo, sulle vite che cambiamo“) attraverso l’esempio, la vicinanza e la condivisione di intenti e comportamenti, ancor prima che la trasmissione dei (propri e indiscutibili) contenuti disciplinari. Quello scolastico è un rapporto pedagogico oltre che didattico, a patto che le due dimensioni siano effettivamente scindibili. Questa prospettiva, che la pellicola di Michael Hoffman porta avanti con stile registico asciutto e lineare (verrebbe da dire “scolastico”), in grado di mettere in evidenza la polarizzazione dei caratteri dei protagonisti, vista con occhi italiani – quindi senza considerare l’ambientazione anglosassone della vicenda – sembrerebbe scontata, quasi banale. Eppure, la principale debolezza della sceneggiatura (l’elemento meno riuscito del film, vista anche la buona prova degli attori) è ben altra: l’ovvietà con cui il naufragio viene raccontato. Il professore Hundert (un buon Kevin Kline) è un docente di Storia greca e romana presso il facoltoso istituto St. Benedict. Accortosi di uno studente, Sedgewick Bell, che presto diverrà il suo “preferito” (Emile Hirsch), in difficoltà, decide di dedicarsi letteralmente “anima e corpo” a lui, mettendosi completamente in gioco pur di riuscire a forgiarne la vita e il carattere in vista di quegli ideali e di quei valori che ritiene fondamentali per la fondazione di una società civile (onestà, impegno, dialogo, l’integrità). Purtroppo, la competizione e i primi successi (scolastici) esaltano il discepolo al punto tale da non fargli più “bastare” gli ottimi risultati raggiunti (meritatamente): di fronte alla scelta tra accontentarsi di essere uno dei o il migliore, Emile supera il confine e si “ritrova” a barare pur di primeggiare. Il fallimento del progetto educativo di Hundert è chiarissimo: il ragazzo lo ha deluso in quei principi – citati poco sopra – che aveva cercato di trasmettergli e che rappresentavano il senso stesso di quell’istituzione fondamentale che è “Il Club degli Imperatori” (ovvero il uogo di formazione della futura classe dirigente). Il tradimento si completa, mostrando l’impossibilità di un happy-ending solo qualche scena prima annunciato, durante una rimpatriata organizzata (anni dopo) dall’ex studente, ormai adulto e realizzato padre di famiglia. Il tentativo di sfruttare l’ascendente nei confronti dell’anziano professore non va a buon fine, ma non c’è compensazione nella radicale ammissione che «Sedgewick è stato una mia (di Hundert) sconfitta, ma il valore di una vita non è dettato da un singolo fallimento, nè da un solitario successo, e questo me l’hanno insegnato gli altri studenti». Come dire, la scuola non si occupa di individui (i soggetti della e nella relazione didattica), di singoli da promuovere (far maturare) nella libera, dinamica, auto-determinazione e (reciproca) corresponsabilità. No, è la valutazione – sulla base dei grandi numeri – dell’avvenuta (o meno) adesione a modelli (di società e stile di vita) inculcati dall’alto e ai quali, chi si trova in posizione subordinata (gli studenti), dovrebbe adeguarsi: il professor Hundert fallisce perché Emile non è a “sua immagine e somiglianza” e non si omologa a quello che egli considera giusto, bene e civile. Ma chi ha deciso, in maniera assoluta e definitiva, cosa può essere considerato tale?

Citazione
I grandi insegnanti hanno solo delle piccole storie da ricordare.
Le loro vite si fondono con altre vite.
Questi uomini sono colonne della struttura portante delle nostre scuole.
Sono fondamentali molto più dei mattoni o delle travi.
Continueranno ad essere tanti ramoscelli ma con una grandissima potenza;
parte della struttura portante in cui gli uomini vivono.

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